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Monday, 20 October 2008
Serata indimenticabile per Gabiella Cilmi, a Sydney ieri sera 19 Ottobre nella premiazione degli artisti che si occupano di musica. Infatti nell'annuale Aria Award che si tiene a Sydney, paragonabile agli oscar dei film, qui si tratta della canzone e precisamente della musica Australiana, la diciassettenne Gabriella Cilmi del sobborgo di Dandenong a Melbourne, ha ricevuto ben sei trofei come vediamo nella foto nelle news, la piramide dell'Aria 2008, in sei categorie, cioe' - Best female artist- (Migliore artista femminile)- Single of the Year Sweet About Me-( Il singolo dell'anno : Sweet About Me)- Best pop release: Lesson To Be Leanerd (Migliore brano pop)-Breakthrough artist single: Sweet About Me ( Migliore uscita di artista singolo)- Breakthrouh artist album Lesson to Be Learned, ( Migliore uscita di album)- Highest selling single Sweet About Me (Il sinolo piu' venduto di Sweet About Me : Dolcezze mie. E' proprio di questo indovinato disco o canzone che Gabiella Cilmi ha vendemmiato sei premi di Aria, la massima riconoscenza artistica musicale ricevuta in Australia, superando e mettendo in ombra artisti di maggior calibro e maggiore fama internazionale. La Cilmi ha prodotto questo disco a Londra, e questo impegno l'ha tenuta lontano dai famigliari e dalla scuola, lei stessa in una intervista ad Fox FM, una stazione radio di Melbourne, ha voluto tenere confidenziale il suo lavoro anche con le amiche, facendo credere di essere in vacanza, invece stava lavorando e registrando il disco che la porta all'Olimpo dei cantanti famosi, non solo in Australia ma anche in altri paesi esteri. Nei tavoli riservati ai famigliari c'erano i genitori ed i parenti piu' stretti tra cui i nonni, ricordiamo che la nonna ha origine di Pallagorio, si chiama Lucia Brasacchio che ha sposato il signor Cilmi di origini siciliane.
R.P.C.
Wednesday, 17 September 2008
ROMA - Stefano Rosso e' stato il tipico caso di artista segnato da una canzone. Tutti lo ricordano per Lo spinello, gia' in pochi sanno che il celebre verso ''che bello, due amici, una chitarra e uno spinello'' fa parte del testo di un brano che si intitola 'Una storia disonesta'. Stefano Rossi (era questo il suo vero cognome) e' stato, artisticamente parlando, un tipico figlio degli anni '70 - lui era nato a Roma, a Trastevere, il 7 dicembre del 1948 - dell'epoca dei cantautori.
Ma, contrariamente ad altri suoi colleghi piu' famosi, lui la chitarra la suonava benissimo. Non ha mai avuto un carattere facile e, purtroppo, ha avuto un lungo rapporto con pratiche autodistruttive. Umanamente era un tipico figlio della Trastevere piu' autentica, con la sua peculiare idea di marginalita', lo sguardo affilato sulla realta' e la capacita' di assorbire gli stimoli di un luogo ad alto tasso di creativita'. Insieme alle esperienze di strada, Stefano era cresciuto con i Beatles, i Beach Boys, la California, il bluegrass e il blues. Tutto un mondo che si mescolava nelle sue canzoni.
Aveva cominciato in duo con il fratello, poi il suo nome ha cominciato a circolare quando Claudio Baglioni ha cantato due suoi pezzi, C'e' un vecchio bar nella mia citta' e Valentina in un programma televisivo. Nel 1975 ha partecipato alla trasmissione Alle sette della sera, condotto da Gianni Morandi ed Elisabetta Viviani. Nel 1976 e' arrivato il contratto con l' Rca, la casa discografica di Battisti, Baglioni, Dalla, De Gregori, Venditti. Rino Gaetano. Il primo 45 giri e' Letto 26, storia di una degenza in cui racconta la sua Trastevere quindi arriva Una storia disonesta: lo scandalo provocato dalla presenza della parola spinello nel testo si inserisce perfettamente nel clima del 1977 e la canzone diventa un successo popolare.
E proprio nel '77 e' uscito il suo primo Lp, ovviamente intitolato Una storia disonesta che ha vinto un Telegatto. Nel frattempo Preghiera era stata incisa da Mia Martini. L'album seguente si intitola ...e allora senti cosa fo, dove compaiono Bologna '77, dedicata alla morte di Giorgiana Masi e Odio chi, un'altra canzone che suscito' polemiche perche' trasmessa in tv con un testo epurato. Dopo Bioradiografie, Rosso rompe con l'Rca, accusandola di avergli boicottato il disco. Nel 1980 pubblica Io e il signor Rosso e partecipa al festival di Sanremo con L'italiano.
La sua popolarita' comincia a declinare mentre I suoi rapporti con l'ambiente discografica e televisivo diventano sempre piu' problematici. Il suo album seguente e' del 1989 e non ottiene riscontro. Comincia un periodo difficile, dal quale Rosso esce affidandosi al suo vecchio amore per la chitarra acustica. Comincia cosi' una carriera di concerti di sola chitarra nei club, dove standard americani e brani blues si mescolavano al suo repertorio uniti dal filo comune del virtuosismo del fingerpickin'.Il suo ultimo ritorno di popolarita' e' coinciso con il remake di Una storia disonesta inciso nel 2005 insieme a Tonino Carotone e alla band ska gli Arpioni.
04 July, 2008
Sergio Cammariere saluta i visitatori di pallacom. Ecco il contenuto della sua email:
”Carissimi tutti, nei miei primi giorni di riposo ho cominciato a rispondere alle mail in arretrato, ero fermo a marzo continuerò a farlo, ma il tempo è poco e volevo comunque ringraziarvi per le cose belle che mi scrivete, per le critiche, per quello che mi dite e mi raccontate dopo ogni concerto, per l’affetto e la vicinanza, un grazie anche da tutti i musici. La musica continua a viaggiare”. buona estate
Sergio
11 June, 2008
GEORGE BENSON A CAPOCOLONNA
Mercoledì 16 Luglio 2008 "GEORGE BENSON" in Concerto a Capocolonna (KR)
Un evento musicale storico per la Calabria aprirà il prossimo 16 luglio a Capocolonna la seconda edizione di “Crotone Provincia d’Estate”.
Considerato uno dei più raffinati ed eleganti chitarristi della scena mondiale, George Benson, ha spaziato da una carriera di successo nell'ambito jazz ad hits internazionali. Benson, tuttavia, è noto presso il grande pubblico soprattutto come cantante di musica pop grazie a dei grandi successi tra cui "Give Me The Night", "Lady Love Me (One More Time)", "Turn Your Love Around", "In Your Eyes" e "This Masquerade". L’artista è ricordato dai jazzofili anche come abile utilizzatore dello "scat", una tecnica che permette di creare vocalizzi che imitano gli assoli jazz suonati con la chitarra.
Pietro Aquino
09 April, 2008
Un uomo venuto da Crotone: Sergio Cammariere
Penso di non esagerare se dico che la musica di Sergio Cammariere rappresenta per la calabria, e in particolare Crotone, finalmente qualcosa di cui può mostrarsi fiera soprattutto dopo i recenti fatti di cronaca che, tristemente, hanno rafforzato nell’opinione pubblica lo stereotipo di città e regione malavitosa. Ho avuto l’occasione di ascoltare un suo concerto dal vivo a Prato dal quale ne sono uscito impressionato dalla qualità musicale intesa come ricerca del suono, stile compositivo e capacità comunicativa. In concerto si è presentato con una formazione acustica composta dagli stessi musicisti che hanno registrato i suoi album. Sergio Cammariere riesce ad utilizzare un linguaggio di matrice jazzistica e un particolare modo di cantare per raccontarsi. Le canzoni sono composte e perfezionate sempre più negli arrangiamenti e il risultato evidenzia una cura dei particolari che non si può non apprezzare. Vorrei parlare di alcune canzoni del suo primo cd pubblicato poiché è quello che conosco più di tutti dal titolo: Dalla pace del mare lontano. Cammariere è arrivato a questo cd (registrato in presa diretta) dopo una lunga gavetta e anni di esibizioni in locali e teatri italiani. Il brano di apertura s'intitola Sorella mia e inizia con un piano profondo, corposo, autoritario, a ritmo di tango, che entra subito nello stomaco. Chitarra e percussioni si associano al riff introduttivo finchè inizia l'esposizione del tema con una voce vellutata. Fa ingresso anche il violino che rimarca il riff iniziale e aggiunge passione al brano fino a giungere ad un finale all'unisono. In via da questo mare Sergio parla per la prima volta del suo mare, quello calabrese, e lo fa trasmettendo il dolore e la speranza di chi ha scelto di andare via (…e camminando senza più guardare ho solo voglia di andar via da questo mare….). Segue Tempo perduto con le spazzole della batteria che scandiscono un incessante 5/4 (ritmo raramente usato nella musica leggera). I musicisti rimangono tutti ancorati al ritmo tranne la voce che riesce a ben ammorbidire il tempo dispari collegando le parole senza pause e completando le frasi in modo compiuto. Questa è una caratteristica propria del modo di cantare di Cammariere. Un altro brano intimistico (a mio avviso fra i più belli), eseguito in trio, è Le porte del sogno in cui si può apprezzare particolarmente la dinamica di Cammariere nell'accompagnamento, abile nel riempire i vuoti e l’originalità melodica della canzone. Per ricordarmi di te , blues in Re minore eseguito in trio, ha come tema dominante la lontananza, il distacco, vissuti però senza drammi. In Vita d'artista eseguita solo da Sergio (piano e voce) si descrivono le difficoltà, le introspezioni di chi ha fatto dell'arte il proprio mestiere. Mi fermo qui, i brani sono in tutto 13. Spero di aver dato almeno un’idea dello spessore artistico di Cammariere. Naturalmente il mio invito è quello di conoscerlo ascoltandolo. Nel suo sito ufficiale è possibile ascoltare online alcuni brani e videoclip. Ecco il link del suo sito Sergio Cammariere
Pietro Aquino
28 February, 2008
A cosa serve la musica?
“La vita senza musica non è vita” dichiarava Nietzsche nel “La caduta degli dei”. Probabilmente, egli, si riferiva anche alla virtù intrinseca della musica che consente all’ascoltatore di appropriarsi, in un certo senso, dell’opera musicale, infatti, l’ascoltatore gode della libertà di definire il significato della musica secondo il proprio vissuto soggettivo e culturale. In altre parole il significato attribuito dal compositore e quello del fruitore non sempre coincidono. L’ascoltatore crea, quasi sempre, un significato secondario non legato a quello pensato e proposto dall’autore del brano.
L’arte dei suoni, nel corso della storia, ha sempre accompagnato l’uomo attribuendo ad essa più o meno importanza a seconda del momento storico. Ad esempio, nell'antica Grecia la musica occupava un ruolo di grande rilievo nella vita sociale e religiosa. Per i greci la musica era un'arte che comprendeva, anche la poesia, la danza, la medicina e le pratiche magiche. “. Furono proprio i greci i primi musico-teorici ad accorgersi dell’influenza della musica sulla personalità e sulla mente. Essi formularono la Teoria dell’Ethos, che trovava una delle sue più interessanti applicazioni nella concezione della coreia una e trina. La coreia una e trina, è l’insieme di danza, musica e poesia. Sostenevano, precorrendo i tempi della moderna neuroscienza, che l’andamento ritmico di un brano musicale procurasse precise reazioni a livello di sistema simpatico, parasimpatico e, ancora più lungimirante, a livello volitivo. Sulla base di questa concezione formularono appunto la Teoria dell’Ethos che, nella sua dimensione più applicativa, costituiva un primo modello di intervento musicoterapeutico.
Secondo la prospettiva evoluzionistica, la musica è una forma d'arte di livello superiore, un mezzo di comunicazione che contraddistingue l’essere umano dagli altri primati e a quanto pare originata ancora prima della comunicazione verbale. Darwin aveva affrontato il problema dell’evoluzione del linguaggio umano pensando che una facoltà così complessa non poteva essere nata già definita, ma, doveva avere attraversato una fase transitoria, intermedia. Notando che la musica era generalmente conosciuta dall’uomo, Darwin formulò l’ipotesi secondo la quale la fase intermedia sarebbe stata simile alla musica e “i ritmi e le cadenze dell’oratoria deriverebbero da facoltà musicali sviluppatesi in precedenza”. In base a questa teoria, le caratteristiche vantaggiose, i tratti utili ad un maggiore adattamento dell’uomo nel proprio ambiente divengono nel corso del tempo dominanti nella popolazione, perciò avranno maggiori possibilità di poter essere trasmesse alle future generazioni. Ma quale vantaggio evolutivo potrà aver avuto l’uomo per mantenere una specifica peculiarità come la musica? Perché non si è estinta?
L’essere umano, come qualsiasi altro essere vivente, attraverso i secoli ha dovuto costantemente adattarsi alle richieste dell’ambiente in cui ha vissuto. Talvolta ha cercato di cambiare l’ambiente, talvolta ha dovuto cambiare se stesso. È probabilmente in questo contesto che la musica ha assunto valore adattivo per gli individui, tanto da essersi tramandata attraverso le generazioni.
Le odierne ipotesi, sul significato evolutivo della musica, considerano che nel mondo animale la capacità di esibire particolari piumaggi o comportamenti che mettono in mostra una buona capacità fisica aiuta l’attrattiva di natura sessuale, perché rappresenta una dimostrazione di buona salute e di un valido patrimonio genetico. Similmente nel genere umano la capacità di produrre musica può aver facilitato un comportamento di corteggiamento, ad esempio la capacità di cantare adeguatamente può avere indicato uno stato di buona salute del soggetto. La musica può dare un contributo alla creazione e al mantenimento di una coesione sociale, migliorando la solidarietà del gruppo e incrementando la capacità di compiere azioni coordinate collettive finalizzate al raggiungimento di un obiettivo comune. L’ascolto della musica può rappresentare una sorta di esercizio per l’ascolto, migliorando le capacità uditive e di coordinazione uditivo-motoria. La musica potrebbe servire per ridurre i conflitti all’interno del gruppo di appartenenza e creare momenti di aggregazione vantaggiosa, offrire occasioni socializzanti accompagnate dalla musica, come, ad esempio, i canti tribali intorno al fuoco. Infine, il piacere legato alla produzione e all’ascolto della musica può rappresentare un buon modo di utilizzare il tempo per evitare altre condotte pericolose di comportamento.
Pietro Aquino corrispondente di Pallacom
26 January, 2008
dal nostro corrispondente da Firenze, musicista Pietro Aquino
Canti e musiche pallagoresi oggetto di un’ importante ricerca.
Vorrei segnalare ai pallagoresi, e non solo, un’interessante ricerca etnomusicologica condotta dal 15 al 23 aprile del 1954 da Diego Carpitella ed Ernesto de Martino per conto del Centro Nazionale Studi di Musica Popolare. Il materiale è oggi affidato agli archivi del centro, quest’ultimo fondato nel 1948 in Roma. Si tratta di una delle più autorevoli ricerche nell’ambito di questa disciplina effettuate in Calabria e, in particolare, a Pallagorio. La rigorosità scientifica è documentata dalle accreditate competenze dei due autori appena citati.
Diego Carpitella, ricercatore etnomusicologo calabrese scomparso nel 1990, fu il principale promotore dello sviluppo degli studi che riguardano questo settore in Italia. Compì numerose ricerche, raccogliendo centinaia di documenti sonori sulla tradizione musicale popolare italiana ed estera. In una delle sue lezioni che teneva all’università coniò per primo il termine “etnomusicologia” sostituendo la vecchia dicitura “musicologia comparata” usato fino allora. Saranno Gli anni cinquanta a dare un’importante svolta decisiva alla sua carriera. Influenzato, attraverso una conoscenza diretta, da musicisti e da studiosi del calibro come Bèla Bartòk ed Ernesto De Martino, l’interesse di Carpitella sarà sempre più centrato al patrimonio etnico-musicale italiano. Collabora con le maggiori riviste specialistiche italiane ed internazionali.
Contribui alla prima sistematica inchiesta etnomusicologica condotta in Italia (che produsse un’importante antologia discografica comprendente i volumi Northern and Central Italy e Southern Italy and Islands, (1957).
Tra le sue opere dedicate alla tradizione musicale popolare si ricordano: Musica e tradizione orale (1973), L’etnomusicologia in Italia (1975), Conversazioni sulla musica (1992, postumo). Nei manuali di storia della musica popolare il suo nome è accostato con quelli di Bartòk, Favara.
(Dal sito di riferimento). In Calabria la ricerca interessò i comuni di Pallagorio, Carfizzi, San Nicola dell'Alto, San Demetrio Corone, Macchia Albanese, Frascineto, Lungro e Castroregio, documentando, attraverso interpreti dotati di una piena padronanza dei materiali musicali e di una cifra stilistica di particolare pregio, un insieme di repertori connessi al ciclo della vita e alla ritualità dell'anno in cui si ritrovano motivi epici originari dell'Albania: fra gli altri, un nucleo di canti di nozze accompagnati da una danza circolare o a serpentina (vallja), assente nel resto dell'Italia continentale, e un pregevole corpus di canti lirici basati su meccanismi di improvvisazione e abbinati a una poetica del tutto originale (vjershet). Una documentazione, in larghissima parte inedita e imprescindibile per la conoscenza del patrimonio musicale arberesh della Calabria, offerta in due CD con un'ampia introduzione critica, la trascrizione dei testi poetici, due scritti di Carpitella e de Martino immediatamente successivi alla ricerca e un significativo corredo fotografico. La ricerca di identità delle comunità calabro-albanesi può trovare un elemento di riscontro in questo affascinante patrimonio musicale, la cui valorizzazione restituisce dignità e spessore alla cultura regionale nel suo insieme.
Sottotitolo: Le registrazioni di Diego Carpitelli ed Ernesto de Martino (1954). Libro + 2 cd musicali
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 19 x 14); 213 pagine; 33 foto in b/n fuori testo. Cd 1: registrazioni eseguite a: Pallogorio, Carfizzi, San Nicola dell'Alto, San Demetrio Corone, Macchia Albanese. Durata 49.30 Cd 2: registrazioni eseguite a: Frascineto, Lungro, Castroregio. Durata 48.55
Luogo, Editore, data: Roma, Squilibri, febbraio 2006
Disponibilità: In commercio
Prezzo: Euro 25,00

25 January, 2008
ecco la musica della fuchinera, o meglio i dolci Natalizi.
f.A.Gentile
22 January, 2008
Caro Franco Amendola o chi per te invia messaggi pubblicitari della banda di Pallagorio,(vedi zona Messaggi, pervenuto dopo la vostra mezzanotte) questo per farti capire che siamo collegati in rete 24 ore, ed i computer sono sempre accesi e collegati per aggiornare o vigilare.
Vogliamo farvi una proposta:
cioe’ avere reciproca collaborazione di fatto. In che senso, come abbiamo spiegato il sito, l’aggiornamento di esso connessione in rete etc, in piu' aggiungi
la parte tecnica etc non e’ gratuita a noi, anzi costa.
Teniamo a precisare che la pubblicita’ sara’ gratuita per ogni avvenimento fatto gratuitamente. Si alle News abbiamo pubblicato la pubblicita’teatrale , ma l’evento era gia’ passato e lo abbiamo fatto per dovere di cronaca e per ringraziare Paolo della sua dedizione. Se la banda va suonare gratis, avra la pubblicita’ gratis, ma se va a farsi pagare perche’ usare gratuitamente questo sito?. Non saremmo coerenti con noi stessi e gli amici della rete. A pagamento puoi fare quanto pubblicita’ vuoi, e dove la vuoi, non fraintendermi!
Il sito e’ commerciale ecco perche’ finisce con, suffisso: com , dominio di tutti i siti comerciali americani.
Comunque ecco la nostra proposta:
Potrete avere pubblicita’ gratis nelle appositi sezioni, NEWS, Musica , Pubblicita’ a costo zero, solo che nella Grancassa devi far mettere a grandi caratteri di colore blu la scritta:
www.pallagorio.com , infine vogliamo tre giornate in un anno di tempo, che la Banda sia riservata per apposite esibizione, da eseguire a Pallagorio, quindi non trasferta, e la durata dell’esibizione e’ Massimo Quattro ore.
L’esibizione sara’ prenotata in tempo utile da consentivi di essere pronti, e se la banda ha contratto per lo stesso giorno, diamo priorita’ al vostro impegno di trasferta, e recuperare la nostra prenotazione subito dopo. L’esibizione potra’ essere, esempio Sposalizio, Anniversario, Compleanno,Funerale, insomma la banda al completo dovra’ suonare per un’ avvenimento a Pallagorio, se fuori pagheremo le spese di viaggio. La vostra prestazione se supera le quattro ore sarete pagati in base al tempo extra.
In cambio Pallagorio.com
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curera’ la vostra imagine in rete con appositi spazi articoli, promozioni, calendari etc inseriremo in seguito anche videoclip,
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inoltre creeremo una e.Mail per la banda di Pallagorio la quale potra’ essere diretta ad una persona di vostra scelta.
Insomma una mano lava l’altra caro Franco Amendola, lasciamo da parte il bidone nei miei confronti dell’estate 2006 invitandomi insieme alle mie bambine nella trasferta in Toscana, e poi farti vivo solo al ritorno cadendo dalle nuvole. In quell viaggio hai perso l’occasione unica di avere un servizio fotografico gratuito su misura, e guardiamo avanti, come si suol dire: I migliori amici I migliori tagli!
Aspettiamo la tua decisione in merito con un tuo segnale di riconciliazione nell’interese della banda di cui ne sei l’artefice.
Eugenio Perri.
19 January, 2008
come gia detto a Giovanni M. non ho foto della banda musicale di Pallagorio, e Franco Amendola e' poco interessato a questo spazio. In tutti i modi ho trovato una dell'estate 2006 fatta in movimento quindi sfuocata, ma che pubblichiamo per far vedere la nostra buona fede. Infatti in questa sessione stavo fotografando altri paesani.

Come gia’ annunciato in precedenza, Pallagorio.com e’ in continua espansione senza nessun limite di spazio e tempo.
Oggi abbiamo allestito la pagina dedicata alla “Musica “ si quella con la M maiscola, il sottofondo della canzone "Gn Vaghe Cc Ng Dit Carzemi" (testo di Sergio Spezzano) che acoltate in questa pagina c''e lo ha inviato gentilmente il collaboratoredi Pallagorio.com e musicista Pietro Aquino che vive a Prato, per sentirla bisogna alzare l’audio del vostro computer. in questa sezione si parlera’ di musica a livello personale, ma anche di autori ben conosciuti e sconosciuti, di bande musicali , gusti critiche insomma tutto cio’ che riguarda la musica, che per capirla o gioirla non bisogna essere diplomati in qualche conservatorio. La musica come lingua universale, non ha confine tra stati arriva ovunque. Abbiamo fatto un ricerca ed abbiamo scoperto questo poeta –cantautore Pino Cacozza ecco I link per saperne di piu’, basta cliccare sulle parole sottolineate per aprire le loro pagine, buona lettura!
Pino Cacozza altro Materiale su Pino Cacozza
Musica popolare albanese
Lirio Nushi
In questa foto abbiamo un'altro musicista Pallagorese e la sua banda di tratta di Antonio Affatato, quello con la giacca.

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