Sport


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La Squadra locale!



Wednesday, December 21, 2011
Abbiamo trascurato un po la squadra locale cercheremo di recupera l'informazione perduta.

Ciro' -Pallagorio 2-2
MARCATORI:
30' Oliverio, 32' Affatato, 39' De Roberto, 88' Crugliano

CIRO': De Pasquale, Le Rose, Murano, Cozza, Celsi, Marincola, De Roberto,

Macrì, Bonesse, Maietta, Affatato.

A disposizione:Allenatore: Mastromarco Bossio, Pugliese, Mancuso, Naccari, Anania, Lavigna.





PALLAGORIO: Santoro, Grillo, Vona, Petrungaro (60' Ruggiero), Sammarco, Bonanno E.,

Oliverio, Cusato, Basta, Crugliano, Turano.

A disposizione: Mustacchio, Scarpino. Allenatore: Berardi-Cua


Finisce con un pareggio spettacolare la sfida tra Cirò e Pallagorio.
Passano in vantaggio gli ospiti alla mezz'ora con Oliverio, che di
testa beffa l'incolpevole De Pasquale. La gioia dura poco però, infatti
dopo appena due minuti è Affatato a pareggiare i conti. Il forcing del
Cirò è alto e al 39' De Roberto sigla il sorpasso giallorosso. Il Cirò
contiene bene un buon Pallagorio, ma al 88' Crugliano regala il
pareggio agli ospiti, che è abile a sfruttare il contropiede
pallagorese. Cirò che perde due punti preziosi per la rincorsa alla
testa della classifica, in attesa del giudice sportivo che prenderà
provvedimenti in relazione alla partita contro il San Mauro di due
settimane fa. Domenica prossima il Cirò farà visita al Papanice, mentre
il Pallagorio ospiterà il temibile Casabona.



Facebook:
anke se qst'anno siamo una bella squadra ma kon le assenza dell'anno scorso in particolare una FRANCESCO IURATO PER SEMPRE CON NOI..... <3
eravamo superiori a tt è poi i due centrali di difesa ke mankano senza
nulla togliere a quelli di qst'anno cmq.... sempre FORZA
PALLAGORIOOOOO..... TORNEREMO PRESTO GRANDI ANKE SE NN VENGO X MOTIVI
DI LAVORO SN SEMPRE PRESENTE KON IL CUORE ♥ ♥ I MOMENTI PASSATI KON VOI
L'ANNO SCORSO SN INDIMENTIKABILI DAVVERO GRZ FOR PRESIDENT... Giuseppe Giuda



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Formula UNO

Sunday, March 27, 2011 (foto di E. Perri)
MELBOURNE - Da Abu Dhabi 2010 a Melbourne 2011 la musica in Formula 1 non cambia. A danzare ancora tra curve, cordoli e rettilinei, dal trionfo in terra d'Arabia ad una nuova vittoria targata Australia, è sempre la Red Bull del campione in carica, Sebastian Vettel. Suo il Gp di Melbourne condotto dall'inizio alla fine davanti alla McLaren di Lewis Hamilton, ottimo secondo. La Ferrari di Fernando Alonso parte male, ma dopo una bella rimonta a suon di giri veloci deve accontentarsi del quarto posto ancora dietro, come nell'ultima gara della scorsa stagione, al muro issato dalla Renault del russo Vitaly Petrov che cambia solo due volte le gomme guadagnandosi un posto tra i Big. Dura poco la gara del vecchio Re Schumi che al via finisce in coda al gruppo e dopo alcuni giri si ritira mestamente. Buon inizio per l'altro ferrarista Felipe Massa che duella a lungo con Button, ma chiude con un magro nono posto. Pronti via, la stagione 2011 comincia come era finita con la Red Bull di Vettel davanti a tutti. Il tedesco al semaforo verde tiene dietro agevolmente sia la McLaren di Hamilton che la monoposto del compagno di squadra Webber. Parte male la Ferrari di Alonso che da quinto in griglia si ritrova nono.
Molto meglio l'altro ferrarista Massa che dalla ottava piazza vola in quinta davanti alla McLaren di Button con cui ingaggia una battaglia a colpi di Kers (il sistema che aumenta la potenza del motore ricavandola dai freni). Mentre i due combattono per la quinta posizione si fa avanti Alonso che supera prima la Sauber di Kobayashi e poi la Mercedes di Rosberg portandosi dietro a Massa e Button. L'inglese riesce a superare il brasiliano, ma solo commettendo una scorrettezza, cioé tagliando una curva, manovra che gli costerà un drive through (passaggio supplementare sulla pit-lane). Dal dodicesimo giro in poi comincia la prevista girandola dei pit-stop, prima Webber, poi Alonso (lo spagnolo mette le Pirelli morbide e si lancia ad inanellare una serie di giri veloci) e via via tutti gli altri. Dopo la prima sosta Vettel sempre al comando, a seguire Hamilton, Webber e Petrov che come nella gara incubo per la Ferrari ad Abu Dhabi si ritrova davanti alla Rossa di Alonso. Al 22/o giro primo ko della stagione: ad abbandonare il Gp d'Australia è la Lotus del finlandese Heikki Kovalainen. Poco dopo si ritira mestamente la Mercedes di Michael Schumacher, la cui gara era cominciata malissimo, dalla undicesima il tedesco era finito addirittura in ultima posizione. Al giro numero 24 abbandona pure l'altra Mercedes di Rosberg al termine di uno spettacolare contatto con la Williams di Barrichello finita in testa coda ma rimasta in gara. Dopo 28 tornate ricomincia il valzer dei pit-stop: ancora con Webber e poi Alonso, che rimette le morbide sfoderando giri record, cercando di mettersi finalmente alle spalle il fantasma di Abu Dhabi impersonato da Petrov, atteso anche lui da un altro cambio gomme. Quando la Renault del russo si ferma, Alonso passa in quarta posizione ad un soffio dal podio: Webber è davanti allo spagnolo a pochi centesimi di secondo. I due si rifermano e questa volta i due si scambiano le posizioni, ma a precederli c'é ancora Petrov, che decide di cambiare solo due volte tenendosi le gomme dure fino alla fine. Una strategia che porterà il russo sul podio accanto al Re di Melbourne Vettel. Il giovane pilota tedesco non poteva cominciare meglio la sua prima stagione da campione iridato.





Sunday, March 27, 2011
  • MELBOURNE - E' di Sebastian Vettel la prima
    pole position del Mondiale 2011 di Formula 1. Nella gara inaugurale del
    campionato a Melbourne il campione del mondo della Red Bull è stato il
    più veloce nelle qualifiche. Il primo ferrarista è Fernando Alonso con
    il quinto tempo.

    La prima fila è completata dal britannico Lewis
    Hamilton della McLaren. L'altro ferrarista Felipe Massa si è piazzato
    all'ottavo posto.

     

    VETTEL: IMPORTANTE FINIRE GARA, SARA' DIVERTENTE
    - "Domani l'importante sarà finire la gara, ci siamo prepararti bene,
    la vettura è affidabile, non sappiamo come le gomme si comporteranno, ma
    sarà divertente". Sebastian Vettel non nasconde la sua soddisfazione.
    In Australia come l'anno scorso il tedesco della Red Bull conquista la
    pole, la prime del 2011, con il tempo record di 1'23"529 senza nemmeno
    utilizzare il Kers. Le Red Bull hanno confermato la loro superiorità
    anche con il terzo posto di Mark Webber, tra i due la McLaren di Lewis
    Hamilton. "Molte cose sono cambiate quest'inverno, la vettura è cambiata
    - spiega in conferenza stampa Vettel, alla sua 16/a pole - Oggi è stata
    una grande sorpresa, ci siamo resi conto del lavoro fatto. Per noi sono
    stati risultati promettenti per domenica, ma questo è solo il primo
    passo. Vogliamo vincere, la pole è un buon segno per noi del team,
    abbiamo lavorato duro per arrivare ad avere questa vettura". Contento
    della prima fila Hamilton: "E' un gran piacere essere qui, una
    sensazione fantastica - dice il britannico - C'é un bel lavoro da fare,
    ma abbiamo cominciato bene". Un po' deluso invece Webber, l'altro pilota
    Red Bull: "Ho avuto buoni giri, ma potevo e volevo fare un po' meglio,
    devo capire cosa posso fare per migliorare. Sono stato veloce ma non
    abbastanza".

     

    ALONSO: NON MALE 5/O POSTO MA PROBLEMA E' DISTACCO VETTEL
    - "Non sono contento della differenza tra noi e la pole, il problema è
    il distacco dal primo, questo è il problema". Il pilota spagnolo della
    Ferrari Fernando Alonso non si aspettava una differenza di un secondo e
    mezzo tra la Rossa e la Red Bull in qualifica, ma si accontenta della
    quinta posizione che domani "in una gara piena di sorprese e con la
    variabile gomme" potrà consentirgli di arrivare sul podio. "Dopo la
    prima qualifica c'é questo choc, ma - avverte il ferrista - anche l'anno
    scorso la Red Bull ha fatto tante pole ma non altrettanti punti in
    gara. Non abbiamo usato il 100% del nostro potenziale ma quando lo
    useremo speriamo di essere più vicini". "Domani - aggiunge Alonso dal
    paddock dell'Albert Park di Melbourne - spero di poter arrivare sul
    podio, credo che avremo una gara con molte emozioni e con l'entrata
    della safety-car. Il podio è il nostro obiettivo. Abbiamo perso
    competitività, non é colpa dell'asfalto e del freddo. Dobbiamo vedere
    che nella macchina sia tutto a posto e analizzare i dati. Siamo sorpresi
    che macchine come Williams e Sauber siano così vicine a noi. Non
    possiamo dire che Red Bull e McLaren sono più consistenti, oggi abbiamo
    avuto un risultato negativo. Capisco che oggi ci si aspettava di più.
    Anche noi ci aspettavamo di più, ma domani partire dalla quinta
    posizione non è così male. Il problema - ha ribadito lo spagnolo - è il
    distacco dal primo". (

     

    1' SILENZIO PRIMA VIA GP PER VITTIME GIAPPONE
    - Un minuto di silenzio dedicato alle vittime del terremoto in Giappone
    sara' osservato sulla griglia di partenza del Gran Premio d'Australia
    che domenica prossima dara' il via ufficialmente alla stagione 2011 di
    Formula 1. La Fia, la Fom (Formula One Management) e gli
    organizzatori del Gran Premio d'Australia si sono accordati
    sull'iniziativa in segno di solidarieta' non solo per le vittime nel
    Paese del Sol Levante ma anche per quelle causate dalle recenti
    calamita' naturali in Australia e Nuova Zelanda. Oltre al minuto di
    silenzio in programma domenica, le squadre hanno deciso di scendere in
    pista oggi con una scritta sulle monoposto in segno di solidarieta' per
    le vittime del sisma in Giappone

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Sunday, March 29, 2009

  • Fantastico esordio per la Brawn GP. Jenson Button, scattato in prima fila insieme a Rubens Barrichello, ha dominato il GP d’Australia, appuntamento inaugurale della stagione, proprio davanti al compagno di scuderia brasiliano. Per il britannico si tratta della seconda vittoria dopo quella all’Hungaroring nel 2006. Sul podio anche Jarno Trulli (Toyota), partito dalla pit-lane dopo la penalizzazione per l’utilizzo di un’ala flessibile posteriore irregolare durante le qualifiche
  • JENSON Button has given the new Brawn GP team an F1 win in its first outing with victory at the Australian Grand Prix.

    Button took the checkered flag as a clear winner after rivals Robert Kubica and Sebastian Vettel crashed with three laps to run. Kubica was too keen to overtake a struggling Vettel and tried going around the outside of the Red Bull racer.

    Vettel refused to concede second place, despite his tyres obviously losing grip and the pair tangled.

    The crash forced Kubica’s BMW out, but Vettel continued to circulate with his left front wheel almost torn off the car.

    Stewards black-flagged the Red Bull car, deeming the three-wheeler to be a danger.

    The clash gifted Rubens Barrichello with second but Toyota's Jarno Trulli was stripped of third place after stewards penalised him 25 seconds for overtaking during a safety car period.

    McLaren's Lewis Hamilton then rose from fourth to third.

    Mark Webber finished in 13th place as the final driver to cross the line.
  • Briton Jenson Button won the Australian formula one Grand Prix as his fledgling team Brawn GP debuted in remarkable one-two style on Sunday.

    Button survived an incident-filled race at Melbourne's Albert Park to convert pole position into just his second Grand Prix victory in 154 starts.

    The 29-year-old was never headed in the 58-lap race, beating teammate Rubens Barrichello and Toyota's Jarno Trulli.

    Reigning world champion Lewis Hamilton finished fourth in his McLaren.

    The race finished behind the safety car after Red Bull driver Sebastian Vettel and BMW-Sauber's Robert Kubica first collided, then crashed separately, when running second and third respectively with three laps remaining.

    Australian Mark Webber had a nightmarish start to his home town race.

    He was caught up in a first corner skirmish with several other drivers, causing substantial damage to his Red Bull car and forcing him into an early pit stop which wrecked his hopes of earning championship points.

    Webber emerged from the pits a lap down.

    But he eventually finished 13th - the last of the cars to survive the race.


    Collated results from the Australian Grand Prix here today (58 laps):

     1. Jenson Button (ENG/BRA) 1hr 34min 15.784sec

     2. Rubens Barrichello (BRA/BRA) +0.807

     3. Jarno Trulli (ITA/TOY) 1.604

     4. Lewis Hamilton (ENG/MLA) 2.914

     5. Timo Glock (GER/TOY) 4.435

     6. Fernando Alonso (ESP/REN) 4.879

     7. Nico Rosberg (GER/WIL) 5.722

     8. Sebastien Buemi (SUI/TOR) 6.004

     9. Sebastien Bourdais (FRA/TOR) 6.298

    10. Adrian Sutil (GER/FOR) 6.335

    11. Nick Heidfeld (GER/BMW) 7.085

    12. Giancarlo Fisichella (ITA/FOR) 7.374

    13. Mark Webber (AUS/RBR)  1 lap

    14. Sebastian Vettel (GER/RBR)  2 laps

    15. Robert Kubica (POL/BMW)  3 laps

    nc. Nelson Piquet (BRA/REN)  34 laps

    nc. Kazuki Nakajima (JPN/WIL)  41 laps

    Note: other drivers were not classified



Saturday, March 28, 2009

  • Il britannico della Brawn GP scatterà in prima fila insieme al compagno
    di scuderia Barrichello. Terzo tempo per Vettel davanti a Kubica,
    Rosberg e Glock. Qualifiche deludenti per la Ferrari in settima e nona
    posizione con Massa e Raikkonen. Fuori dalla top 10 Hamilton,
    Kovalainen e Alonso.


  • THE
    prospects of race favourite Jenson Button winning Sunday's Australian
    Grand Prix nose-dived last night as the row over the legality of his
    team's rear diffuser slipped into overdrive.




    Red
    Bull, Ferrari and Renault officially lodged a joint protest with
    Australian GP stewards alleging Button's Team Brawn GP car, as well as
    those in the Toyota and Williams teams, do not comply with race rules.


    They also allege the Brawn team, which is expected to set the early
    pace in official practice today, had gone furthest in breaking the laws
    dictating size and shape of the car's bodywork.


    The diffuser, the rear part of the car's floor between the wheels
    and under the wing, is crucial to the car's aerodynamics, and small
    changes can have a big effect on the amount of downforce, and therefore
    grip and speed the car can produce.


    Red Bull technical consultant Helmut Marko believes the
    controversial diffusers on Brawn, Williams and Toyota create more
    downforce and give a lap-time benefit of as much as 0.5sec.


    Red Bull was joined by Renault chief Flavio Briatore and Ferrari
    team principal Stefano Domenicali in calling for the FIA to declare
    illegal the design on the "rebel" cars.


    A stewards' hearing to decide on the matter went into the early parts of this morning.


    When questioned yesterday about the legality of his car, the
    29-year-old Button said he had been assured by Brawn it was legitimate.


    Button's fledgling Brawn GP team, created from the ashes of the
    collapsed Honda, had stunned the F1 world with blistering fast
    pre-season testing on very little preparation leading up to Sunday's
    race.


    Technical staff from Renault, Red Bull and Ferrari were summoned to
    the protest hearing last night before an FIA stewards' panel.


    If the diffusers are declared illegal, the three teams are certain to lodge a counter-protest.


    So convinced are they that their diffusers are legal they have not
    thought it necessary to come up with a contingency plan should the
    stewards rule against them.


    Whatever the outcome of the stewards' deliberation, it is almost certain an appeal will be lodged by the losing party.


    That would mean a hearing of the FIA's International Court of
    Appeal, which would take place after the Malaysian Grand Prix in 10
    days.


    Meanwhile, Scot David Coulthard could be in line for a dramatic comeback for Red Bull.


    Coulthard, who remains a consultant to the team alongside his new
    role at the BBC, has been named as the team's reserve driver in the
    event of illness or injury to Mark Webber or Sebastian Vettel.







  • WE
    have four minutes to talk to Lewis Hamilton. A young woman sets her
    stopwatch. Really. We know we should talk about cars, which Hamilton
    races at incredible fast speeds, but perhaps there will be time to talk
    about that as well as whether the young Formula One champion with the
    strong handshake and the cool eyes has found fame to be all it's
    cracked up to be.




    "Um, fame has its benefits,"
    he says. "I just wanted to be a racing driver, but fame obviously came
    along with it and there are some great things about it you know. I
    think for me one of the exciting things is seeing kids who know who I
    am and who get excited to see you ... and I can maybe put smiles on
    people's faces. That's kind of a really cool thing to do.


    "The biggest negative is that you lose your privacy. It depends what
    kind of person you are. If you like to be in the public eye, if you
    like to be seen, if you like all the attention then it's cool."


    Does he like it? "No," he shoots back.


    "I like to keep it quiet and do my own thing. I like to keep a low
    profile and live my private life and then when I get to the track, just
    race. But I try to deal with it the best way I can. You have to accept
    the fact there are going to be cameras, there are going to be things
    said about you. You just have to take it in your stride. All I can do
    is be me and I'm not a bad person so hopefully good things will be said
    and I'll do my talking on the track."


    And it has been a storied conversation that Hamilton has been having
    with the world of racing. The young Briton who informed McLaren's Ron
    Dennis at the age of 10 that he wanted to race for him one day, burst
    onto the F1 scene with an eye-catching third on debut at the Australian
    Grand Prix in 2007.


    In Bahrain, he got his first front-row start. In Spain, he became
    the youngest driver to lead the drivers' championship. In Monaco, he
    suggested he was prevented from racing his teammate, Fernando Alonso.
    In Canada, he took pole position. He dazzled, finishing the 2007
    championship a narrow second and then last year became F1's youngest
    world champion.


    After the long dominance of seven-time world champion Michael
    Schumacher, Hamilton's arrival was greeted as rain after drought. He
    was thoughtful, articulate (this week he spoke of the inspiration he
    draws from the ability of Victoria's bushfire victims to smile), of
    British and Grenadine descent, and raced with a spirit not seen since
    Brazilian triple world champion Ayrton Senna. He was young, fresh and
    old-school.


    Hamilton has spoken of the connection he feels to Senna. "He was
    such a fighter, that was the thing," he said, as he closed in on the
    championship last year. "I don't think he was ever one to drive
    half-heartedly. He was always looking for perfection and, yeah, he was
    a warrior. That's what I loved about him."


    But Hamilton, 24, goes into the first Grand Prix of this season
    knowing that his car is not as fast as he is capable of driving. Jenson
    Button, Hamilton's fellow Briton at Brawn GP, is installed as race
    favourite and The Times yesterday reported that such is Hamilton's
    disenchantment with his car's performance, that he could leave
    McLaren-Mercedes, although he is just into the second year of a five
    year contract.


    It reports him as saying: "I haven't had offers from other teams and
    I am not talking to anyone, but I would listen to an offer from another
    team if someone asked me. It would be a great compliment and it would
    be silly if I did not."


    But here, Hamilton betrays no such disillusionment. He speaks of his
    confidence in his team, says he is excited to be starting a new season,
    and wants to be world champion again. He says McLaren has been testing
    at "true pace" (dismissing the suggestion by F1 boss Bernie Ecclestone
    that the team might be sandbagging) and acknowledges the difficulties.
    "We're a bit behind at the moment, quite a bit behind the others," he
    says.


    McLaren's problems have given heart to other drivers, who sense the
    champion is wounded. Some appear to be very pleased. Hamilton's
    teammate, Heikki Kovalainen, says he knows nothing about tension
    between drivers or rivalry in the pits, saying "I haven't noticed any
    tension", but Hamilton chooses not to duck or weave. "It's inevitable,"
    he says.


    "It doesn't really matter, you know. I've got to go out and fight these guys ... and I've got so much respect for them."


    At this point, the young woman with the stopwatch says we have 10
    seconds remaining. What to ask? Pete, the bloke who makes my coffee in
    the morning, only wants to know one thing about Hamilton and that's how
    he managed to score a girlfriend like Nicole Scherzinger from girl band
    Pussycat Dolls. It seems too big a subject for 10 seconds and maybe he
    covered it anyway, when he said that fame "has its benefits".


    So, does he think he can win the Formula One championship this year?
    "Good question," he says. "I'm not going to say no, I think we can
    still do it, but it's going to be tough for us."






Saturday, March 28, 2009
  • A parte gli altrui
    diffusori, in casa Ferrari l'attenzione e' sugli pneumatici,
    come ammette il team leader Domenicali.'Gomme piu' morbide
    si degradano sulla distanza, quelle piu' dure soffrono di
    scarsa aderenza. Dobbiamo concentrarci - spiega Domenicali -
    anche sulla prestazione complessiva della F60'. Fiducioso
    Massa: 'Siamo piu' o meno a posto come assetto, anche se
    c'e' ancora spazio per migliorare'. Ed anche Raikkonen
    ammette: 'Ci sono tutte le possibilita'.
  • Lewis Hamilton e'
    fiducioso di recuperare il distacco che la McLaren ha dagli
    altri team, anche se ci vorra' del tempo. Nonostante la sua
    giornata nera nelle prime libere a Melbourne, il campione
    del mondo della McLaren ci crede: 'Non e' andata cosi' male.
    Abbiamo svolto il programma che avevamo previsto e abbiamo
    fatto qualche progresso. Non possiamo sapere a che punto
    sono i nostri avversari, ma siamo tutto sommato soddisfatti
    anche se non siamo stati molto veloci'.
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  • Decesso




Friday, March 27, 2009

  • 27 MAR - La Fia ha respinto
    il reclamo ufficiale di Ferrari, Renault e Red Bull contro
    Brawn Gp, Williams e Toyota sui diffusori.
    Le tre societa' reclamanti, secondo cui i diffusori sono
    irregolari, avranno adesso un'ora per ricorre in appello. Lo
    rende noto la Fia in un comunicato.
  • WORLD champion Lewis Hamilton says he does not need multiple Formula One titles to be ranked among the sport's greats.




    World champion Lewis Hamilton faces off with cricket legend Shane Warne in Melbourne Picture: Aaron Francis


    The McLaren-Mercedes star, who last year became the youngest champion
    in the sport's history and almost clinched the crown in his rookie year
    in 2007, said he did not need to keep proving himself.

    “I
    don't think so,” Hamilton said. “We've had people who have won one
    world championship, some have won two, some have won seven - but to win
    the world championship takes a lot of hard work and dedication.

    “To firstly get there (to F1) takes a lot then to finally win it takes a lot.

    “I'm one point away from being two-time world champion but you don't see that, you only see the world championship part.

    “The fact is I led the whole championship in 2007 in my first season and nearly won it.”

    Hamilton
    is determined to put last year's success behind him and adopt the
    attitude of the hunter to stay motivated for back-to-back titles.

    “It
    would be nice to win it again and I've reset my goals, starting from
    scratch. It will be tougher this year though,” he said.

    Hamilton
    was referring to the lack of pace demonstrated by the 2009 McLaren
    which has trailed rivals consistently during pre-season testing.

    He
    insists the team is not “sandbagging”, as F1 boss Bernie Ecclestone
    suggested this week, and says a lot of improvements will have to be
    made quickly to the cars.

    Hamilton said he rated his new McLaren-Mercedes challenger just four out of 10.

    He
    said the team had spent too much time focusing on last year's world
    championship winning car and not enough time developing the 2009
    machine.

    “Last year's car, in marks out of 10, I'd probably
    give it an eight,” Hamilton said. “This year's at the moment it would
    be a four.”

    He is mystified by the lack of pace shown during
    this year's pre-season testing but guesses McLaren waited too long
    before switching attention to the new car with its required aerodynamic
    changes.

    “I honestly don't know,” he said.

    “I think we focused so much on last year's car we maybe left it a little bit late to focus on this year's car.

    “It's difficult to say but people have obviously done a better job at the moment.”

    However,
    he said the team has the ability to catch up and said even this weekend
    McLaren was expecting upgraded parts for Sunday's race.

    “We've got a fantastic team and the guys are working flat out to recover the situation and to bring it back to the top.

    “Who knows? This weekend we've got lots of bits coming so hopefully we can try and fight at least for some points,” he said.

    “I
    think over the course of the next four or five races, that's where
    we'll see the major improvements and hopefully see us get back to the
    front. It will be challenging.”

    Brawn GP, which emerged from
    the ashes of the defunct 2008 Honda team, with a new Mercedes engine
    and with technical guru Ross Brawn the new owner, has stunned F1 by
    topping the timesheets in testing.

    Hamilton said he was amazed
    by the new outfit's pace and the fact former Honda driver Jenson Button
    had emerged as the favourite with bookmakers for the Australian race.

    “It is incredible what they've done but the fact is maybe they've had more time to focus on the car than the other teams.

    “I
    think they gave up on last year's car because they were at the back and
    they focused on this year's car so perhaps they started with a few
    month's earlier than everyone else, but they've done a great job.

    “They always have been a great team but they've hit it on the sweet spot and all the best to them,” Hamilton said.
  • (Dalla "Repubblica")  "Ferrari pronta in prima fila
    spero di non sfasciare televisori"



    Il mondiale di Formula uno al via domenica mattina in Australia
    Intervista a Montezemolo, le speranze e le polemiche della vigilia. "Ecco che cosa chiedo a Raikkonen e Massa e ai tecnici" di GIANNI CERASUOLO











    "Ferrari pronta in prima fila spero di non sfasciare televisori"

    Luca Cordero di Montezemolo







    ROMA - Presidente Montezemolo, sfascerà un altro televisore quest'anno?


    Luca di Montezemolo è nel suo ufficio-rifugio ai Parioli a Roma, una
    "tana" con parquet e pareti bianche con quadri ma soprattutto foto
    ("una delle mie passioni, la fotografia"). Ce n'è una straordinaria,
    rettangolare, a colori e a tutta parete, di Wim Wenders, un deserto
    arido e inquietante, una scena da Paris, Texas;
    altre rigorosamente in bianco e nero, piccole e curiose. Tiene
    particolarmente ad una. "Si intitola l'Italia che guarda", ed è
    l'immagine, anni Cinquanta, di un gruppo di uomini in tuta da lavoro
    che guarda una donna gradevole e formosa, ripresa di spalle, un vestito
    bianco che aderisce al corpo. In un altro angolo, un quadro regalo
    dell'avvocato Agnelli, una scritta in francese bianca su sfondo rosso:
    la vita è troppo corta.




    Allora presidente, comincia una nuova stagione di Formula Uno: si
    augura, ovviamente di non ripetere quel gesto, rompere un televisore...



    "Spero che non capiti. Anche perché la Ferrari c'è, siamo pronti, non
    so se vinceremo ma siamo competitivi come sempre in questi anni. Ma non
    posso escludere alla fine un gesto di rabbia. D'altra parte mai nella
    storia della Formula si è assistito ad un finale come quello del 2008".





    Riesce da emozionarsi ancora? Sorpassi e suspense zero. L'anno scorso giusto all'ultima gara in Brasile.


    "La F1 è stata parte importante o fondamentale della mia vita. L'inizio
    di ogni campionato mi trasmette ansia ed emozione come se fosse la
    prima volta. Mia moglie dice sempre: ora è finita la pacchia, tutti i
    programmi dobbiamo farli in funzione dei gran premi. Quindi ci sta che
    possa ancora rompere un televisore. Lo dico con orgoglio: ho vinto 9
    titoli costruttori, 7 titoli piloti, 115 vittorie nei gp e 112 pole
    position".









    La noia, presidente, la noia.


    "Io spero di annoiarmi sempre come in quel luglio del 2002, quando a
    Magny Cours, già avevamo vinto il mondiale. Battute a parte, le corse
    per interessare di più i non addetti i lavori (perché, attenzione: i
    veri super appassionati non diminuiscono), hanno bisogno di gare più
    corte, più sorpassi e situazioni in gara e nelle qualifiche chiare.
    Oggi non si sa se chi fa la pole position è più pesante o più leggero.
    All'inizio degli anni Duemila, per contrastare lo strapotere della
    Ferrari, praticamente ogni due anni abbiamo avuto continui cambiamenti.
    Io mi batterò perché le qualifiche siano il massimo della velocità.
    Accorciamo le corse di 15 minuti e andiamo su circuiti spettacolari
    come quello che troveremo ad Abu Dhabi".




    Domenica starà sveglio tutta la notte...


    "Di nottate ne ho fatte. Ne ricordo una in particolare, nel 2000 quando
    dopo 23 anni vincemmo il mondiale con Schumacher in Giappone. Quella
    notte coincideva anche con la sentenza di Palermo per Andreotti. No,
    domenica dormirò e mi sveglierò in tempo. Sono un presidente sofferente
    che chiama rompe le scatole a tutti".




    Come sta la Ferrari?


    "Siamo competitivi e veloci. Ma fare previsioni è nebuloso. Quest'anno
    è ancora di più: a) la nostra macchina, come quelle di altri
    concorrenti, non ha niente o quasi della macchina dello scorso anno; b)
    c'è questo famigerato kers che crea ulteriore confusione, perché non
    tutti lo useranno; c) ritornano le gomme slick e molti piloti che
    correranno domenica prossima sono di una generazione che non ha mai
    corso con questo tipo di gomme. Poi c'è una interpretazione del
    regolamento da parte di tre team, Brawn, Toyota e Williams che va
    assolutamente chiarita e che sarebbe stato meglio chiarire prima per la
    credibilità della Formula Uno. La nostra squadra e i tecnici hanno
    fatto un gran lavoro. Certo ci sono delle incognite. La Ferrari c'è,
    bisogna veder dove sono gli altri".




    Un'annata chiave per Raikkonen. Se si addormenta ancora, lascerà la Ferrari?


    "Sì, per Raikkonen è una stagione chiave perché noi vogliamo avere di
    nuovo il Raikkonen del 2007. Però, attenzione: noi abbiamo la migliore
    coppia che c'è, nel 2007 abbiamo vinto con Kimi, nel 2008 Massa ha
    sfiorato il titolo. Io ho visto Kimi bene, magro, tirato, preparato.
    Vedremo. La somma dei risultati dei due piloti è molto buona".




    Lei ha una fiducia immensa.


    "Io ho molta fiducia in questa Ferrari giovane, cresciuta in casa e che
    mi piace molto. Di squadre ne ho amalgamate tante, quello che a me fa
    piacere è aver avuto dal 1993 ad oggi una grande stabilità pur nella
    evoluzione. Nel passato in Ferrari c'erano polemiche interne e
    divisioni. Essere sempre al top dal '97 significa anche che la Ferrari
    è solida indipendentemente da quello che succede all'esterno".




    A proposito che costa sta succedendo in F1? C'è una crisi spaventosa e voi litigate?


    "Delle liti non se ne può più. Le squadre hanno capito che è arrivato
    il tempo della massima concorrenza in pista e della massima unità
    fuori. Mentre prima c'era grande divisione che penalizzava un po'
    tutti. Abbiamo preso decisioni storiche, il 50 per cento dei costi in
    meno. Inoltre si sta andando verso la fine di una F1 che viveva di una
    federazione (Mosley) e uno show business (Ecclestone) che,
    approfittando di squadre fortemente divise, potevano gestire quasi in
    modo dittatoriale la Formula 1".




    Si arriverà ad una scissione?



    "Mosley ed Ecclestone hanno fatto un grande lavoro. Il primo sulla
    sicurezza, il secondo nel creare uno sport moderno. Serve raggiungere
    un equilibrio tra costi e ricavi. I costi andavano abbassati ma
    mantenendo la competitività".




    Che fare allora?


    "Ci vuole grande senso di responsabilità. Servono: 1) stabilità: non si
    può disorientare il mondo con continui, improvvisi cambiamenti; 2)
    sostenibilità: rapporto equo tra costi e ricavi; 3) show e successo:
    mantenere incrementare il Dna della F1 cioè la competizione, la ricerca
    tecnologica da trasferire sulle auto di serie. L'obiettivo
    dell'associazione dei team è portare la F1 entro il 2012 ai costi
    dell'inizio degli anni 90 però senza limitazioni. Non si può dire: non
    puoi spendere oppure montate cambi tutti i uguali. Questa non è Formula
    Uno".




    Che bel pilota è Hamilton...



    "Hamilton è una grande pilota. Alonso è un grande pilota. Il tormentone
    su Alonso alla Ferrari mi diverte. La Rosse continueranno a correre, la
    vita è lunga e non si può mai dire mai. Ma noi abbiamo una coppia
    formidabile".




    Perché lei piace anche alla sinistra? C'è chi la vorrebbe leader.


    "Sono stato sfiorato molte volte da chi mi offriva di fare il ministro,
    da chi pensava che la Confindustria fosse per me, l'anticamera della
    politica. In questo paese ci sono due grandi necessità: che ognuno
    faccia bene il proprio mestiere e che sia giudicato per quello che fa e
    per come lo fa. Io continuo a dare un contributo forte a superare i
    particolarismi, per cambiare questo Paese. E questi non sono temi di
    destra o di sinistra".




    Lei è anche antipatico ad una parte d'Italia C'è chi gode alle sconfitte della Ferrari come a quelle della Juve.


    "Intanto tifo Bologna, la Juve è la mia seconda squadra. Mio padre era
    uno juventino "malato". A me interessa avere amici veri e godere delle
    bellezze della vita, la famiglia, i figli, i valori... Io ho fatto le
    cose con passione. Ma anche con grande passione verso questo Paese".




    E se mettessimo Berlusconi a capo della Ferrari e lei a capo del governo?



    "Berlusconi farebbe bene perché è stato un grande imprenditore. L'unica
    cosa che mi preoccupa è che potrebbe mettere del nero sul rosso della
    Ferrari. No, io al governo non è proprio il caso. Avessi vent'anni di
    meno..."


Wednesday, March 25, 2009

  • Il motivo della disputa il mancato riconoscimento da parte di alcune
    ingenti somme destinate ai team. Ecclestone si difende asserendo che
    avrebbe acconsentito al pagamento, ma che questo è vincolato dalla
    firma da parte delle scuderie del Concorde Agreement. Un braccio di
    ferro in cui ognuno è ancorato alle proprie posizioni: «Noi non andiamo
    a Melbourne, non mettiamo le nostre auto sull'aereo», ha detto il
    manager del team Renault. «Flavio è stato incoraggiato da Ron Dennis» è
    stata la risposta di Ecclestone, che ha anche notato come le due
    vetture della Renault e della Mercedes siano già in Australia,
    sottintendendo come la minaccia sia in realtà un tentativo di bluff.
    Intanto la Ferrari si prepara al debutto con grande ottimismo. «Sono
    pronto al cento per cento, al massimo della forma e credo che anche la
    squadra lo sia» dice Felipe Massa, voglioso di ricominciare con
    l'obiettivo principale di non commettere gli errori della scorsa
    stagione. Più che il campione del mondo Lewis Hamilton, dato in grave
    ritardo con la sua nuova McLaren, il brasiliano sembra temere l'altro
    ferrarista per lotta al titolo 2009. «Raikkonen - ammette Massa - resta
    il primo rivale e penso che, come sempre, Kimi sarà molto forte. Il mio
    obiettivo è molto semplice: voglio fare una stagione come nel 2008 e,
    per riuscirci, devo rimanere concentrato e lavorare duro». Anche il
    grande ex della Rossa, Michael Schumacher, sarà ai box Ferrari domenica
    in occasione del primo Gp della stagione a Melbourne per fornire i suoi
    consigli agli ingegneri.
  • DESPITE the celebratory vibe in Melbourne
    yesterday, Mark Webber was hardly full of optimism at the launch of the
    Australian Grand Prix.




    Australia's lone F1
    driver declared that his Red Bull car had already been overtaken by its
    rivals before the season had begun. "The others have developed better
    than we have," Webber said.


    While Webber's car had shown early promise, the landscape has
    changed - from the shape of the cars to the tyres and aerodynamics.
    Webber conceded that the basic set-up of the Red Bull car suited his
    new team-mate Sebastian Vettel's driving style better than his own.


    The 32-year-old also admitted he had never encountered such a close pre-season.


    "It is really difficult to read who is doing what," he said. "I think it is too close to call.


    "You would expect McLaren maybe to have done a bit more, going by
    the testing over the last few years. But apart from that, we all know
    they are more than capable of turning up in Melbourne and spanking
    everyone."


    Webber revealed he had also broken his shoulder in the cycling
    accident late last year in which he broke his leg. He limped on to the
    stage at Federation Square to admit he hadn't disclosed the full extent
    of the injuries he sustained in a mountain-biking accident during his
    annual charity Tasmania Challenge last November.


    Webber joined some of the greats of motor racing in questioning the
    winner-takes-all system of deciding the world drivers' championship
    that was to have been introduced this year.


    The changes have since been postponed for 12 months following an
    outcry from teams and drivers. Under rules framed during the
    off-season, the No1 driver was to have been the man who won the most
    races, rather than the traditional system of awarding the title to the
    highest points scorer over the year.


    Webber's gripe is that the rule will punish drivers who are consistent but fail to win many races.


    The Australian said BMW driver Robert Kubica provided an example of why the rule is bad.


    "Robert Kubica would have been nowhere near the championship last year, and do you want that?" Webber said.


    "You could have the world champion making more mistakes than the guy who is second."


    Meanwhile, Renault's Nelson Piquet Jr took time out for a little fun
    at Albert Park. Piquet hopped into a go-kart, going head-to-head with
    V8 Supercars pilot Cameron McConville.


    Elsewhere the main street of a fire-ravaged Kinglake was temporarily
    turned into a high-speed drag strip, as two locals briefly forgot their
    terrible experiences.


    Aiden Buchanan, just 13, and a first-year pupil at Yea High School,
    and 10-year-old Kobi Davis from Kinglake East, got to don race helmets
    and replica team suits before hitching a ride in a Minardi two-seater.


    F1 driver Christian Klien also thrilled the throng that lined
    Kinglake's main street, his BMW Sauber prividing a rare treat for the
    devastated community.


  • IS IT tougher to win the formula one world championship
    or retain it?


    Fernando Alonso, the Spaniard suiting up for Renault this
    weekend, and Ferrari star Kimi Raikkonen have experience of doing
    both. Now Lewis Hamilton, the McLaren wonder-kid who finished an
    agonisingly close second on debut in 2007 before going one better
    by an equally narrow margin in 2008 to become the youngest world
    champion, is about to find out.


    One of the interesting things about formula one is that there
    are always several former title-winners in the field. Although the
    car that each man drives has a significant bearing on his fate, the
    prevalence of former title-winners makes for fascinating
    comparisons. This year Alonso, the youngest man to have become a
    dual world champion (sealing his second title in 2006 at just 25
    years and 85 days) is joined by Raikkonen and Hamilton as current
    or ex-champions on the grid.


    In previous years Michael Schumacher dominated and for much of
    his career he was the only title-winner in the field. But when he
    started out he was against the likes of Ayrton Senna, Alain Prost,
    Nelson Piquet and Nigel Mansell, and he also raced against Damon
    Hill, Jacques Villeneuve and Mika Hakkinen, as well as Alonso.


    Wearing the No. 1 plate confers enormous privileges. Usually the
    top driver is feted by the top team, either the one he has won the
    championship in or another squad that is poised to overtake it.


    But things don't always work out and some drivers make poor
    decisions.


    While Hakkinen stayed true to McLaren and Schumacher quit at the
    top with Ferrari, Hill left Williams and his career faded out at
    Arrows and Jordan. Ditto Villeneuve, who left Williams to drive for
    the team that became BAR. Alonso left Renault at the end of 2006
    because he thought he could do better with McLaren.


    He was right, up to a point. The McLarens were quicker than the
    Renaults in 2007, but Alonso found that he was not guaranteed the
    No. 1 driver status alongside Hamilton and did not perform as he
    was expected, the alliance coming to an end with the Spaniard
    returning to Renault last season.


    He showed his class by winning two late-season races last year
    (including the first night race in Singapore) and he is optimistic
    that the team can continue to make progress this year.


    He is in the camp that believes it is more difficult to be the
    hunter than the hunted. "It's harder trying to be the world
    champion. I was lucky to become champion two times already and I
    know I need to keep working hard if I want to become champion
    again," he said yesterday. "I am still 27 years old and I have many
    years to try again. Hopefully this year will be a small chance for
    us."


    Alonso is banking on the openness of this year's field to give
    him a chance. When asked who his biggest rival might be, he shrugs.
    "I don't know really. We are now starting out with a very, very
    open championship, more than ever. I think it is difficult to see a
    favourite."


    He is buoyed by the reliability shown in testing by the 2009
    Renault. "Consistency (is the car's strong suit) … We know
    that maybe we are not the quickest at the moment, but we know the
    championship is very long, 17 or 18 races, so here our target is to
    be in the top four or five, slowly be on the podium and win races.
    We need to be one point ahead of second place at the end of the
    championship, we don't need to win in Australia."


    And while his old team, McLaren, has looked off the pace in
    testing, Alonso knows the British outfit is too canny to stay
    uncompetitive for long. "We expect to see some problems for them
    maybe in the first couple of races. We need to maximise that
    opportunity, because we know that they will come back."




28 January, 2009


4.00pm UPDATE: SERENA Williams has come back from the brink of defeat to claim a famous victory over Russia's Svetlana Kuznetsova in sweltering heat.


The result ensured the women's semis would not be an all-Russian affair.

The eighth-seeded Kuznetsova served for the match in the 10th game of the second set but was broken by Williams, who is chasing a fourth title at Melbourne Park.

The American No.2 seed duly broke again in the 12th game to push the match into a decider, demoralising the Russian who had looked so impressive in the first set which was played under a blazing sun.

But with the tournament's Extreme Heat Policy being invoked during the match, the final two sets were played with the roof closed on Rod Laver Arena.

Williams said the conditions were so extreme during the first set it felt like "an out of body experience".

"I was in a lot of trouble today but I I really wanted to relax and just go three sets ... that's when I play my best," she said.

The match lasted for two hours and three minutes, with Williams winning 10 of the last 11 games.

Williams' semi-final opponent will be another Russian, No.4 seed Elena Dementieva, ,who outclassed unseeded Spaniard Carla Suarez Navarro 6-2 6-2 earlier on Wednesday.

The other semi will be an all-Russian clash between third seed Dinara Safina and No.7 Vera Zvonareva.

2.30pm UPDATE: SERENA Williams and Svetlana Kuznetsova are hitting up after an extended break while the roof was closed.


The Russia claimed the first set 7-5 after breaking Williams in the 11th game.


2.00pm UPDATE: THE Australia Open has just announced its extreme heat policy has been enforced.


That means no news matches will start on the outside courts, and any matches in progress will be suspended at the end of the current set.


It also means they can close the roof on Rod Laver Arena.


1.00pm UPDATE: Fourth seed Elena Dementieva has put her hand up as one of the favourites for the Australian Open title with a 6-2 6-2 dismantling of Spaniard Carla Suarez Navarro.

The small statured Spaniard had won the hearts of the fans at Melbourne Park with her giant killing run through the tournament. But after beating Venus Williams and 21st seed Maria Jose Martinez Sanchez, she ran into an opponent who had all the answers.

Dementieva appeared untroubled by the scorching heat - and numerous dead moths that littered the court early in the match - as she hit 24 winners to 14. 


Dementieva, the Beijing Olympic champion who is still chasing her first grand slam title, got off to a fast start on another brutally hot day at Melbourne Park.

She dropped only two points in the opening four games against the unseeded Spaniard.

Suarez Navarro finally got on the board in the fifth game but Dementieva retained her advantage by winning a marathon sixth game which lasted 17 minutes and extended to 11 deuces.

The Russian closed out the set shortly afterwards and continued to dominate throughout the second, eventually winning in one hour and 35 minutes.

The Russian will now face the winner of Serena Williams-Svetlana Kuznetsova quarter-final for a chance to reach her third Grand Slam final.


The other semi-final will be an all-Russian affair between third seed Dinara Safina and No.7 Vera Zvonareva.


 


 


 


 


 



 





13 November, 2008


Crotone, cinque gol per la fuga


Il Crotone travolge un ottimo Lanciano e prende il largo. Non bastano le buone individualità e una ottima organizzazione di gioco a Di Francesco. I rossoblu allo Scida non regalano niente a nessuno.


“Il Crotone non si tocca, il Crotone non si tocca!”: con questo coro, a fine partita, i tifosi RossoBlù (ancora una volta pochini per la verità), hanno tuonato all’indirizzo delle varie Istituzioni, invitando chi di dovere a star vicino ed a sostenere economicamente la Società del presidente Gualtieri, da oggi capolista solitaria del Girone B di questa orgogliosa Lega Pro. Una partita fantastica, straordinaria e ricca dal punto di vista dello spettacolo puro, in cui i due allenatori senza alcun timore reverenziale, hanno deciso di schierarsi a viso aperto, offrendo al pubblico una gara intensa e di enorme qualità.



La Virtus Lanciano non ha mai mollato, è riuscita a ribaltare l’iniziale svantaggio aiutata da un rigore veramente generoso, fischiato da un direttore di gara impreciso, per poi farsi rimontare, dopo aver subito una espulsione, probabilmente anch’essa affrettata ed ingiusta. Le ha provate un pò tutte Di Francesco, ma affrontare un Crotone così forte, tra le mura amiche e per giunta in superiorità numerica, sarebbe oggi stato difficile anche per una squadra di categoria superiore.



Ed il collettivo Pitagorico si comporta da tale, giganteggiando sulle corsie laterali, imperversando nei recuperi, mostrando i denti in fase difensiva. Per questa partita i RossoBlù vantavano le pesanti assenze di Concetti, Russo e Galardo, quest’ultimo importantissimo per lo sviluppo della manovra in fase di ripartenza e spesso decisivo per il carisma.



Eppure i compagni hanno triplicato le forze, hanno recuperato lo svantaggio senza assilli e paure ed hanno finito con impallinare il povero Aridità per ben 5 volte. È un Crotone che senza timore di smentite, merita ampiamente la prima posizione in classifica con un Super Moriero che va ad ottenere la sua quinta vittoria consecutiva.


Francesco Germinara



Thursday, 30 October 2008


Crotone, tre sberle alla Ternana

Gara equilibrata fino al 70’. Poi Moriero sale in cattedra approfittando del calo fisico dei RossoVerdi.


I misteri del calcio fanno da proscenio alla sua spettacolarità, uno sport che continua a lasciarci senza fiato, senza parole. Il tabellino in basso farà di sicuro storcere il muso ai supporter della Ternana, mentre riesce davvero difficile spiegare in realtà, come quella di questo pomeriggio sia stata invece una partita appassionante, quanto equilibrata. È stata la gara di Francesco Moriero. I ragazzi in RossoBlù stanno cominciando a carpire fino in fondo le lezioni del loro allenatore, concretizzandole in un gruppo quadrato, determinato e che sa davvero cosa vuole, specie nei momenti topici dell’incontro. Gruppo e non squadra. Perché davvero chi entra dal 1’ al 90’ minuto gioca per gli altri, secondo un progetto, un sistema integrato, ben organizzato e coadiuvato dall’allenatore.



I meriti del “Checco” non si sono però fermati alle impostazioni tecnico-tattiche, culminando in una lettura della partita eccelsa, importante, fondamentale per la vittoria. Al 60’ Moriero fa entrare Calil al posto di Petrilli, sistemandolo al centro della trequarti occupata da Espinal. Il domenicano viene dunque dirottato sull’esterno e proprio da li arriverà la rete che aprirà la pista per la vittoria del Crotone.



La Ternana, diciamocela tutta, non ha affatto meritato un passivo così pesante, anzi ha saputo creare superiorità in mezzo al campo ed a tratti si è anche spinta nei pressi di Concetti, senza però preoccuparlo particolarmente. È questa la forza del complesso Pitagorico: fa giocare l’avversario, ma fino ai 25 metri, dove Pacciardi, coadiuvato dall’esperienza di Rossi e Maietta e dalla velocità di Morleo e Galeoto lo irretiscono. Doveva essere il giorno di Riganò, ma il possente ariete, sebbene per tutto l’incontro sia stato utile nell’appoggiare i compagni in fase offensiva, è apparso fuori forma ed un pò appesantito, mentre l’ottimo Scappini sedeva invece in panchina.



Anche qui si può trovare una parziale verità calcistica. Avere in squadra giocatori del calibrò di Riganò in una categoria come la Lega Pro, dove davvero si è costretti ad essere al top della forma, può creare bizzarri grattacapi agli allenatori che, in preda ai dubbi, preferiscono la qualità eccelsa a quella relativamente inferiore, ma dotata di ottima quantità, il più delle volte pagando dazio.



Primo Tempo: La Ternana deve fare a meno degli indisponibili Tozzi Borsoi, Del Grosso e Cardona, mentre il Crotone si presenta quasi al completo, con il solo Vicedomini assente. I Pitagorici appaiono arrembanti, sicuri dei propri mezzi e già al 5’ minuto sono già 3 i calci d’angolo in favore dei padroni di casa. La manovra appare fluida e ben costruita, trovando nei giganteschi Morleo e Galeoto sostegno e freschezza atletica. È proprio dai piedi del trentaseienne che arriva il pericolo già al 2’ minuto: calcio d’angolo battuto a sorpresa, e tiro potente indirizzato all’incrocio dei pali.



Ginestra è infinito ed arriva a togliere ragnatele e pallone dal sette. Il Crotone continua la pressione e grazie a Morleo e Basso spaventa i RossoVerdi che non ci stanno. Il taglio preciso di un bravissimo Di Deo, termina sulla corsa dell’ottimo Concas: tiro al volo di precisione e questa volta è Concetti a superarsi! Dopo venti minuti di predominio territoriale gli ospiti cominciano a controllare l’incontro e la gara diviene equilibrata. Sugli sviluppi di un corner calciato da Galardo, Rossi di testa sfiora il vantaggio ed è proprio il capitano crotonese, pochi minuti dopo, a dettare un passaggio troppo lento a Concetti con Di Deo che per un pelo non ne approfitta, calciando un pallonetto velenoso che termina di poco alto sulla traversa a portiere ormai battuto.



Proprio giunti alla fine della prima frazione di gara, l’arbitro annulla due reti, una per parte. Al minuto 44, Bizzarri raccoglie una respinta corta di Concetti ed insacca, ma in evidente posizione irregolare. 3 minuti dopo è Basso a mettere in rete di testa, ma l’arbitro aveva già fischiato una punizione su un difensore RossoVerde. Al terzo minuto di recupero termina così un primo tempo combattuto e piacevole.



Secondo Tempo: Gli allenatori non modificano l’assetto tattico delle loro squadre e la partita comincia a soffrire sul piano dello spettacolo. Si assiste ad un gioco più lento e compassato, combattuto nella zona nevralgica del campo ed in pieno equilibrio fra le parti. Il Crotone continua a raccogliere calci d’angolo, ma non riesce a perforare la difesa della Ternana che fa buona guardia sui tiri dalla distanza di Russo e Galardo. Il controllo della gara appare efficace, ma al 69’ arriva il Black-Out RossoVerde che non ti aspetti. Galeoto piazza un fendente in area, il nuovo entrato Calil piazza di testa una strepitosa sponda al centro dell’area, dove si fa trovare pronto il travolgente Espinal. L’appoggio lascia tutti di stucco, lo stadio esplode, è l’incredibile rete del vantaggio, rivelatosi un colpo secco, potente, massiccio che manda al tappeto la squadra umbra.



21 minuti per recuperare non sarebbero pochi, ma la Ternana sembra sia stata investita da un treno. Il Crotone capisce che spingendo sulle corsie esterne e velocizzando il gioco, si sarebbe arrivati ben presto al raddoppio e le intenzioni divengono cosa fatta già al 75’: Galardo è prepotente sulla corsia esterna, si insinua fra due difensori e piazza un rasoterra preciso che l’instancabile Russo deve solo appoggiare alle spalle di Ginestra. È il 2-0 che mette al sicuro il risultato. Ci sarà poi anche gloria per Aurelio e Calil.



È l’83’ quando il primo supera in velocità i suoi avversari e tira potentemente in porta. Il portiere della Ternana respinge come può, ma sulla corsa del brasiliano che, senza pensarci due volte, piazza un lungolinea preciso, vicino al palo. Il risultato si illumina con la terza rete, la gara è ormai una sentenza RossoBlù. Una partita in costante equilibrio che in soli 20 minuti ha mostrato la forza devastante del Crotone. Un gruppo compatto e affamato dal quale bisogna proteggersi fino all’ultimo secondo. Una squadra, quella di Moriero, che fino a poco tempo fa faticava a concretizzare quanto costruito e che ora invece, sembra aver trovato il bandolo della matassa, rivelandosi coriacea in difesa e scaltra in attacco.



Ma tutto questo dovrà trovare conferma già dal prossimo scoglio esterno, nella difficilissima partita da giocare contro il Taranto. Perché si sa, il calcio è misterioso ed enigmatico e sempre li, pronto a smentire ogni pensiero, ogni nostro insindacabile giudizio.



CROTONE (4-2-3-1): Concetti; Galeoto, Rossi (Cap.), Maietta, Morleo; Pacciardi, Galardo; Petrilli (60’ Calil), Espinal (80' Aurelio), Basso; Russo (85' Paponetti). A disposizione: Farelli, Borghetti, Scognamiglio, Figliomeni. Allenatore: Francesco Moriero



TERNANA (4-4-2): Ginestra; Cibocchi, Pedotti, Tedeschi, Bizzarri (74’ Noviello); Di Deo, Papini, Danucci (86’ Morello), Concas; Riganò (82’ Scappini), Rigoni (Cap.). A disposizione: Visi, Fedeli, Bussi, Alessandro. Allenatore: Marcattilio Marcatilli (squalificato Giorgini)



Arbitro: Filippo MELI di Parma (Posado - Campo).



Marcatori: 69’ Espinal, 75’ Russo, 83’ Calil

Calci d’Angolo: 10 per il Crotone, 0 per la Ternana.

Ammoniti: Morleo, Galardo, Rossi, Basso e Pacciardi (KR); Bizzarri, Danucci e Papini (TR).

Recupero: +3 nel Primo Tempo; +4 nel Secondo Tempo.

Spettatori: 1500 circa.

NOTE: Giornata fresca e terreno di gioco in buone condizioni.



Andrea De Marco – www.calciopress.net








 Saturday, 4 October 2008 


Informazione sportiva a cura di Francesco Germinara. 











Campionato 1^ Divisione Girone B
































































Orario


5 giornata - 28 sett 2008


15:00


Arezzo


Taranto


2-0


15:00


Crotone


Benevento


1-0


15:00


Foggia


Juve Stabia


1-0


15:00


Paganese


Potenza


1-0


15:00


Perugia


Gallipoli


0-1


15:00


R.Marcianise


Pescara


2-1


15:00


Sorrento


Pistoiese


1-0


15:00


Ternana


Foligno


0-0


15:00


V.Lanciano


Cavese


0-0


Da giocare Giocata



 







 


 


























































Arezzo


13


Gallipoli


13


Ternana


11


Crotone


9


Foggia


9


Benevento


7


Sorrento


7


Cavese


7


Taranto


7


Foligno


7


R.Marcianise


6


Paganese


6


Pescara


6


Lanciano


5


Pistoiese


4


Juve Stabia (-2)


3


Perugia


3


Potenza (-3)


0



 


 


Crotone-Benevento


 


Moriero: “Abbiamo fatto una prestazione di sostanza contro il migliore avversario visto finora”. Papagni: “Il Crotone ha meritato, ma i miei ragazzi hanno disputato una buona partita”


 


 


 


Papagni (all. Benevento): “È stata una gara molto bella ed intensa, nonostante un terreno di gioco davvero impraticabile. Conosco molto bene i calciatori del Crotone e sapevamo che i Pitagorici avrebbero disputato una partita di buon livello. Abbiamo provato a pareggiare e siamo stati anche sfortunati in occasione della traversa, ma alla fine ammetto che ha vinto chi meritava”


 


È stata una partita combattuta ed equilibrata e forse ne ha risentito la velocità.


“È vero, ma ripeto, si faceva fatica a giocare palla a terra ed a correre a causa del campo e credo che di più entrambe le squadre non potevano fare”


 


Quanto hanno pesato le assenze di Evacuo e quella di Castaldo?


“Non mi piace parlare degli assenti, anche se sappiamo che dovremo aspettare Evacuo ed indubbiamente anche il forfait forzato di Castaldo ci ha complicato le cose, ma più che riferirmi ai singoli, purtroppo stiamo facendo fatica in fase difensiva perché a parte Ignoffo e Landaida, gli altri risentono un po’ nelle chiusure e nelle coperture, essendo molto più bravi nella tenuta offensiva”


 


Proprio Cattaneo ha subito tantissimo un ispiratissimo Basso


“Conosco benissimo Simone e si è trovato nella sua posizione ideale: quella di poter andare nelle ripartenze, all’uno contro uno ed allora, per il nostro terzino, si è fatto tutto più difficile”


 


Moriero (All. Crotone): “I ragazzi ci tenevano a riscattarsi dopo gli scellerati 20 minuti di Cava. Devo dire che il pubblico, poco, ma buono, ci ha davvero aiutati nella fase topica della partita e li ringrazio di cuore. Avevamo bisogno di una iniezione di fiducia, perché vi assicuro che lavoriamo con tantissima intensità durante la settimana ed i risultati poi si vedono la Domenica”


 


Questa volta la concentrazione e la voglia di vincere si è vista fino all’ultimo secondo


“Infatti abbiamo sbagliato anche il raddoppio, ma non c’è ombra di dubbio che stavolta abbiamo dimostrato di aver imparato la lezione.  Dobbiamo cercare di giocare con la stessa intensità, fino a quando la partita lo richiede”


 


Cosa ha pensato quando ha visto il pallone di Cejas sbattere sulla traversa e Palermo sbagliare la successiva ribattuta?


“Sono occasioni che capitano ed a volte ti vanno bene, come in questo caso. C’è da dire che anche Triarico ha avuto una palla da spingere in rete ed è stato sfortunato, per cui alla fine, è inutile recriminare troppo sugli episodi mancati”


 


Come mai i RossoBlù ci mettono un po’ a carburare?


“È una cosa che ho notato, ma la soluzione a questo problema, come a quello della concretezza sotto porta, la troveremo solo lavorando, sperando di migliorarci ancora tanto”


 


Galardo (Crotone): “Sono venuti a Crotone dei ragazzi davvero straordinari che hanno bisogno di tutta la fiducia dell’ambiente. Vi assicuro che durante la settimana lavoriamo intensamente ed io che ormai sono più in là nella carriera, sono davvero felicissimo per i loro miglioramenti”


 


Il Benevento vi ha fatto soffrire con un ottimo possesso palla.


“Certo, perché la squadra GialloRossa è una delle più forti e per me è un doppio motivo di orgoglio averli battuti con merito”


 


In cosa si può migliorare?


“Il pubblico sugli spalti. Io sono Crotonese e provo tristezza nel vedere lo stadio di casa mia in queste condizioni. Non è giusto e non capisco il perché. Partite del genere in Prima Divisione, meritano cornici ben più importanti”


 


Basso (Crotone): “Mi sentivo bene ed ho dato tutto me stesso, alla fine quando segni e vinci è ancora più bello”


 


Gli avversari facevano fatica a contenerti.


“Ma la buona prestazione la devo anche agli altri ragazzi, quando si gioca bene, è più semplice esaltarsi”


 


Per il Crotone sarà importante confermarsi a questi livelli anche in quel di Castellammare di Stabia, mentre per il Benevento potrà esserci pronta riscossa già in casa, contro la forte Ternana.


 



Andrea De Marco – www.calciopress.net



 


 


 





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25 September, 2008


- LONDRA, 24 SET - La crisi finanziaria mondiale minaccia di mettere a rischio i fondi destinati ai Giochi olimpici di Londra in programma nel 2012. Lo rivela il Daily Telegraph affermando che John Armitt, presidente della Olympic delivery authority (Oda), ha fatto presente, a margine del Congresso del lavoro a Manchester, la difficolta' a reperire dalle banche i fondi necessari per la prosecuzione dei lavori. Il costo stimato del villaggio olimpico e' di 1 mld di sterline (circa 1,2 mld di euro).





13 September, 2008 (foto di E.Perri)


Servizi inviati da Francesco Germinara.


Pistoiese, orange convincenti


 


La prima partita interna della stagione 2008/2009 della Pistoiese di Roberto Miggiano sarà ricordata dai tifosi arancioni come una delle più convincenti pagine degli ultimi mesi del sodalizio orange. Davanti al proprio pubblico (non molto numeroso in verità), infatti, gli arancioni hanno sconfitto i più esperti e coriacei avversari del Crotone accreditati alla vigilia come una delle favorite alla promozioni in cadetteria.


La prima partita interna della stagione 2008/2009 della Pistoiese di Roberto Miggiano sarà ricordata dai tifosi arancioni come una delle più convincenti pagine degli ultimi mesi del sodalizio orange. Davanti al proprio pubblico (non molto numeroso in verità), infatti, gli arancioni hanno sconfitto i più esperti e coriacei avversari del Crotone accreditati alla vigilia come una delle favorite alla promozioni in cadetteria.


 


E lo hanno fatto al termine di una gara attenta e nel corso della quale poco hanno concesso ai diretti avversari. Merito di Miggiano che ha sorpreso tutti con "effetti speciali" mettendo in campo una formazione molto diversa da quella pensata e pronosticata alla vigilia. un 5-4-1 molto solido che ha messo in evidenza  le qualità di Di Fatta (classe 1988), insuperabile in difesa sia sui palloni aerei che su quello a terra, Di Berardino infaticabile sulla fascia destra,  ma sopratutto il colored Muwana che a centrocampo ha cantato e portato la croce, diga insuperabile  e personalità al servizio della squadra. Di lui si ricorda in particolare un lancio al volo di oltre trenta metri  per Fautario che ha sprecato tutto calciando alle stelle da posizione favorevole (70').


Ma sarebbe indelicato sminuire la prova degli altri giocatori a partire da capitan Bartolucci autore della rete decisiva per terminare con il giovane Della Penna (1989) entrato ad un quarto d'ora dal termine ed autore di azioni che hanno permesso alla retroguardia di respirare e di "addormentare" la gara. Pistoiese quindi sugli scudi come il proprio allenatore; un Roberto Miggiano che, con scelte azzeccate anche se azzardate (almeno all'inizio), ha avuto il pregio di "leggere" bene la gara e di  neutralizzare il Crotone proprio nei suoi reparti nevralgici.


La cronaca della gara vede nei primi venti minuti uno sterile predominio del Crotone  che produce una sola palla rete con Caetano che è anticipato da Mareggini al momento di concludere e non sfrutta al meglio la bella iniziativa di Petrilli sulla fascia destra. (17°) . In questi minuti la Pistoiese appare titubante e timorosa non arrivando mai ad impensierire Concetti. Al 21esimo assistiamo alla prima conclusione dei padroni di casa con Fanasca il cui tiro dalla lunga distanza muore di poco  alto sopra la traversa con un incerto Concetti che osserva preoccupato la traiettoria della sfera.


Proprio dopo questa conclusione assistiamo al risveglio degli arancioni che cominciano a macinare gioco a centrocampo con Lanzillotta e Fanasca, ispirati da Muwana e con Bellazzini "agente" di disturbo nelle maglie della difesa calabra: anche gli esterni cominciano a produrre gioco e tutto questo manda in crisi una retroguardia del Crotone per niente irreprensibile. C'è insomma la sensazione che la band dei giovani di Miggiano abbia personalità e carattere da vendere. Di questo se ne accorge il pubblico che inizia ad applaudire ed a incitare  i propri beniamini. Si va all'intervallo con il taccuino che non registra niente altro.


La ripresa si apre con la rete che decide il match: è il 55esimo e Cortese (subentrato da pochi minuti a Lanzillotta) batte dall'out di destro una punizione: una perfetta parabola sul secondo palo che vede arrivare puntuale Bartolucci che schiaccia di testa, colpendo non proprio bene il pallone (per sua stessa ammissione n.d.r.) ma mandando la sfera a morire nell'angolo opposto a quello di tiro con Concetti ed un altro giocatore del Crotone che pasticciano sulla riga della porta. La reazione degli ospiti  si esaurisce quasi subito con due calci d'angolo, con tanto possesso palla ma con scarse conclusioni verso la porta di un inoperoso Mareggini. L'unico tiro scagliato è di Russo (61°)  partito da oltre venti metri e che lambisce il pallo alla sinistra dell'estremo difensore arancione.


Poi assistiamo alla consueta girandola di cambi ed a un tentativo di assedio da parte dei calabresi abortito sul nascere dalla perfetta impostazione data da Miggiano ai suoi ragazzi che non cedono un metro e che anzi si ripropongono in ripartenze potenzialmente pericolose, come quella gia precedentemente accennata e sprecata da Fautario. i sei minuti di recupero che il Signor Santonocito di Abbiategrasso (buona la direzione arbitrale) concede, servono solamente ad aumentare la fibrillazione nei tifosi arancioni che poi esplode in un urlo liberatorio al triplice fischio di chiusura.


Vittoria meritata, lo ripetiamo, in virtù di una migliore impostazione e  di una personalità che ha accomunata tutti i 14 giocatori scesi in campo. Buon viatico per continuare su questa strada e confermarsi a partire dalla trasferta di Pagani dove Miggiano, davanti ai suoi ex tifosi, vorrà confermarsi come allenatore attento e vincente.


 


 


Pistoiese (5- 4-1)


Mareggini, Bartolucci, Legittimo, Di Fatta, Fautario, Di Berardino, Muwana, Lanzillotta (dal 51 Cortese), Fanasca, Bellazzini (dal 76 Della Penna), Falomi ( dal 57 Carozza). a disposizione: Conti, Fiasconi, Breschi, Cipolla.


 


Crotone (4-2-3-1)


Concetti, Figliomeni (dal 80 Aurelio) , Morleo, Rossi, Maietta, Basso, Petrilli (dal 66 Espinal), Galardo, Pacciardi, Caetano (dal 46 Triarico), Russo. a disposizione: Furlan, Vicedomini, Scognamiglio, Borghetti.


 


Arbitro: Santonocito di Abbiategrasso (Paganessi, Marchesi)


Marcatore: 10'st Bartolucci
Angoli: 7-5 per il Crotone


Recupero 1+6


Ammoniti: Lanzillotta (PT), Galardo, Basso (kr).


 


I migliori:


Di Fatta, Di Berardino, Muwana (PT), Morleo, Pacciardi (KR)


 


 


Antonio Zinanni


 


 


 


 


CAMPIONATO DI 1^DIVISIONE GIRONE B


                                                                        STAGIONE 2008/09


 


 


2^ GIORNATA


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 CLASSIFICA



























































Ternana


6


Arezzo


6


Gallipoli


6


Benevento


3


Crotone


3


Foligno


3


Taranto


3


Cavese


3


Perugia


3


R.Marcianise


3


Foggia


3


Pistoiese


3


Juve Stabia


3


Pescara


3


Lanciano


3


Paganese


0


Sorrento


0


Potenza (-3)


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


MARCATORI


 









































Bondi


Arezzo


1


Baclet


Arezzo


1


Triarico


Crotone


1


Espinal


Crotone


1


Troianello


Foggia


1


Marzeglia


Gallipoli


1


De Paula


Foligno


1


Coresi


Foligno


1


Scappini


Ternana


1


 


 


 


 


 


































3 - giornata - 14 Sett 2008


Arezzo


Juve Stabia


Crotone


R.Marcianise


Foggia


Cavese


Gallipoli


Foligno


Paganese


Pistoiese


Perugia


Sorrento


Taranto


Benevento


Ternana


Pescara


V.Lanciano


Potenza


PROSSIMO TURNO


 


 


 


 


 


 







Thursday, 11 September 2008


(23 giugno 1999) Gazzetta dello Sport


Proto, non e' mai


 


troppo tardi



Calabrese, 20 anni, alla prima gara della vita, senza scarpe chiodate e con partenza in piedi, ha corso i 100 in 10"7. Con un provino ha convinto Mauro Naldini, tecnico dell' Assi Firenze. "E' da sgrezzare, ma ha piedi esplosivi e un gran fisico. A settembre vedremo i suoi primi progressi"


Proto, non e' mai troppo tardi Il nome nuovo della velocita' CROTONE - Carmine Proto e' un ragazzone di 20 anni, 1 metro e 80 di statura, nato a Pallagorio, un paesino di circa mille anime a 40 km dal capoluogo, studente al quarto anno presso l' Istituto chimico "Guido Donegani" di Crotone, che un giorno del marzo scorso si e' voluto cimentare nei campionati studenteschi sulla distanza dei 100 metri. A Ciro' Marina (dove c' e' l' unico anello per l' atletica di tutta la provincia, sic!) si e' presentato in pista insieme ad altri coetanei per quello che era, in assoluto, il suo primo incontro con una gara di velocita' . Partenza rigorosamente in piedi (altro che blocchi!), con ai piedi normalissime scarpe ginniche, senza cioe' i caratteristici chiodi, Carmine dopo lo start scompare alla vista dei suoi avversari e taglia il traguardo per primo, con un netto vantaggio su tutti. I cronometristi e i giudici Fidal strabuzzano gli occhi quando vedono il responso cronometrico: 10"7 manuale. "Non e' possibile - avrebbe detto piu' d' uno - c' e' sicuramente un errore". Poco dopo, pero' , Carmine fuga ogni dubbio correndo una frazione della 4x100 quasi con lo stesso tempo. E, naturalmente, sempre senza scarpe chiodate. Il doppio exploit ha aperto al ragazzone calabrese le porte per un provino all' Assi Giglio Rosso di Firenze, dopo la segnalazione del professor Franco Falbo, che a Firenze aveva studiato Isef, gravitando per alcuni anni nella gloriosa societa' biancorossa. Proto si presenta all' appuntamento il 30 aprile, accompagnato dal padre Nicola e dallo stesso professor Falbo. Carmine, che fino ad allora aveva solo tirato quattro calci al pallone e nello sprint si era limitato a qualche sfida con gli amici in paese, si trova improvvisamente immerso in un mondo nuovo. Sulla pista del campo degli Assi, sotto lo sguardo di Fiona May che prima aveva visto solo in televisione, trova ad aspettarlo per impegnarlo in un test sugli 80 metri Lorenzo Tendi, atleta da 10"44 sui 100. Tendi non spinge certo al massimo, ma non si tira nemmeno indietro. Carmine, sempre partendo in piedi e ancora senza scarpe chiodate, conferma quanto di buono aveva fatto vedere all' esordio. Mauro Naldini, responsabile tecnico dell' Assi, ferma infatti il suo cronometro a 8"9 manuale. Quando ai tecnici toscani confessa candidamente di non essere in grado di partire dai blocchi, perche' non lo ha mai fatto, non gli credono, ma comunque restano impressionati e non si lasciano scappare l' opportunita' di tesserarlo. "A Firenze mi sono trovato in un mondo totalmente diverso - confessa Carmine Proto - nessuno osava credere che fino ad allora avevo gareggiato solamente sul cemento e che non avevo mai visto prima i blocchi di partenza e le scarpette chiodate". Tornato a Crotone, ha iniziato ad allenarsi, seguendo via telefono le indicazioni dell' allenatrice Daniela Martini. Poi, ai primi di giugno, si e' ripresentato a Firenze, dove e' rimasto una settimana e ha esordito con la maglia dell' Assi nella fase regionale dei societari. "In allenamento, con partenza dai blocchi e scarpe chiodate - spiega Naldini - l' ho cronometrato in 10"6. Ai Societari ha corso solo la 4x100, confermando peraltro tutto il suo valore. Dove possa arrivare non si puo' ancora dire. Peccato che lo si sia scoperto solo ora, che ha gia' 20 anni. Fisicamente e' un gran bell' atleta, con due piedi molto esplosivi, ma e' tutto da sgrezzare: bisogna lavorare molto, lui lo sa ma mi pare sia ben disposto. Durante l' estate Carmine si dedichera' solo ad allenarsi. A settembre potremo vedere i suoi primi progressi". Il ragazzo, intanto, e' al settimo cielo. "E' un' occasione che non voglio farmi sfuggire - dice - ce la mettero' tutta". Luigi Saporiti







02 September, 2008


Crotone, esordio convincente


 


Crotone-Pescara 2-0: In un silenzio surreale lo Squalo affonda il Delfino. Moriero: “Il nostro motto è quello dei moschettieri: Uno per tutti e tutto per uno”


 


 


CROTONE: Concetti; Galeoto, Rossi, Figliomeni, Morleo; Pacciardi, Galardo; Basso (90’ Aurelio), Caetano (55’ Espinal), Petrilli (75’ Triarico); Russo. A disposizione: Furlan, Borghetti, Mercurio, Briglia. Allenatore: Moriero.


 


PESCARA: Indiveri; Vitale, Romito, Cardinale (72’ Testardi), Diliso; Pomante, Verratti (83’ Stella), Cardinale, Ferraresi (57’ Corsi); Camorani, Bazzani, Zeytulaev. A disposizione: Prisco, Sembroni, Mottola,