L'antenna di Radio Parsec al Monte
Melbourne- E' da tempo che volevo dire qualche parola in merito a questa foto che Pasquale Balsamo mi ha fatto recapitare, riguarda un pomeriggio di primavera, durante la preparazione per alzare i dipoli dell'antenna ripetrice al Monte Pomillo. Non so chi l'abbia scattata, ma si da il fatto che i volontari che mantenevano l'esistenza della radio locale non bastavano ad alzare quel palo di oltre i 15 metri di altezza, cosi durante il trasporto al Monte Pomillo dell'antenna reclutavamo chiunque si incontrasse per darci un mano. Va detto che il palo d'antenna prima in sezioni e poi saldato li sul posto fu saldato da Franco Araco uno dei primi componenti della radio locale, poi ricordo bene quella sera a saldare delle staffe ci fu Peppino Rose i cariddid, cosi tanti altri che non sono visibili sulla foto, come Egidio Gangale, Antonio Malagrino' che per poco ci rimetteva un guaio se non fossi intervenuto a frenare lo scivolamento della struttura sul suo corpo. Infatti all'inizio andammo solo in pochi, ma poi vedendo che ci voleva aiuto oltre i volontari gia' ingaggiati, in breve arrivo quasi tutto il paese. Va detto pure che per salire su quella terrazza, non c'era scala, quindi bisognava arrampicarsi su una struttura fatiscente, e gia' salire su a quel livello era' la prova di essere in forma fisicamente. Era una gioia, di risate e scherzi, specialmente quando installammo quella giu' in paese da "Scarparello", poi un giorno mi mettero' a raccontare 3 lustri di radio, che sono tutti nel mio cervello, essendo stato presente dall'inizio fino alla chiusura nel mese di Novembre 1989 stesso mese in cui io partii dal paese, era il 7 Novembre poi a smantellarla ci penso' mio fratello Donato, comunque nel bene e nel male, nessuno e' stato piu' capace a far diffondere un segnale radio da Pallagorio. Si trattava di semplice volontariato e quasi tutti i giovani negli anni 80 passarono dal microfono di radio Parsec. In sua memoria negli anni 90 abbiamo girato un cortometraggio che spero di diffondere sul canale di youtube di Pallagorio. Ritornando alla foto, da come si puo vedere, tutti siamo allegri e contenti, tutti sapevano che quelle antenne avrebbero trasmesso l'autore o la musica preferita, erano i tempi in cui andavano i dischi di vinile e cassette e anche quelle stereo8, noi con quelle antenne eravamo avanzati all'epoca ci tenevamo a diffondere un segnale stereo, grazie alla fissazione maniacale di Egidio Gangale che ora lavora con RTL a Milano, anche per me era importante avere un segnale pulito e caldo, anche se sapevamo che gli impianti stereo in paese si poteva contare sulle dita, tutti avevano radio mono audio, solo chi ci ascoltava dalla macchina poteva apprezzare i nostri sforzi. I Pallagoresi per tradizione sono i primi in qualsiasi area, nell'ambito della provincia, allora Catanzaro, pero' basta un solo invidioso per creare problemi e distruggere l'operato o i sacrifici di altri. Mi spiego a quei tempi non era facile portare la radio e tantomeno operare da Pallagorio, quindi si creava un gruppo e tutti daccordo si portava avanti un discorso o un'idea, poi bastava uno di questi elementi, che per una qualsiasi cretinaggine, venisse tagliato fuori o lasciato da parte, ebbene quel'elemento bastava che dicesse" Ian bognig si dognin a ta" Stanno facendo a modo loro. E subito tre o quantro dei suoi amici lo seguivano allontanandosi dal gruppo che portava avanti l'idea. Quindi bisognava recluatre altri volontari. Credo che questo meccanismo sia ancora valido, un meccanismo impiantato solo sull'invidia e gelosia. Purtroppo in quel tempo oltre alla misera pubblicita' che ricavavamo dai paesi limitrofi, ecco perche' puntavamo su un'antenna potente, in paese oltre a Nicola Spina che aveva un'attivita' di mobili, se fosse stato per il paese non c'era modo di andare avanti. Era difficile tenere i volontari al suo posto, tutti avevamo voglia di protagonismo, ma senza un ordine si rischiava di farci male legalmente, cosi appena uno scarozzava, veniva invitato a lasciare l'organizzazione dopo alcuni preavvisi. A tal proposito ricordo un'episodio, eravamo con un'antenna alta un metro. pero' stava in cima sopra il fruttivendolo di Panebianco, diffronte al ex bar Astorino, io stavo cenando a casa e sentivo il programma serale di buon anima Franco Araco, faceva un Revival di musica anni 60, ebbene ad un certo punto parlava di padre Antonio, che lui era sempre un poliziotto che aveva tante mogli etc, mentre liberavo la mia gola dal pasto corsi in 5 minuti dove si trasmetteva e chiesi a Franco perche' diceva tutto questo, dopo una breve discussione egli capi, che non poteva parlare come voleva alla radio, insomma episodi che solo io conosco, e pochi ricorderanno. Come nel 1978, Antonio Torcasso che voleva visitare la radio o meglio la stanza in cui si trasmetteva lui era seduto al bar di sotto e chiedeva se poteva vedere, ma chi era di turno non voleva visite e disse no ad Toto', immaginate la sua ira" Ma cusch car ian cta giambrellet! Ma cusch ..... Chi cazzo sono questi pagliacci!.. Chi..... Insomma altro che episodi di Medico in Famiglia, noi avevamo Antenna in Famiglia, alcuni addirittura ci ascoltavano dentro la lavatrice, e noi andare e spiegare e vedere se veramente c'era disturbo, ecco la ragione anche perche' volevamo l'antenna fuori al paese, perche' oltre al raggio d'ascolto c'era la fissazione del disturbo giu in paese . In tutti i modi voglio dedicare questo mio commento a due persone che sono nella foto e vivi nei miei ricordi, essi sono Franco Araco e Nicola Rosati entrambi scomparsi prematuramente, sicuramente ci aspettanno per issare un'antenna alta alta da la su'. Eugenio Perri
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Foto di Emilia anno 2008 Wednesday, December 15, 2010 Per dovere di cronaca riportiamo quanto riceviamo senza nessun commento nostro, cioe' di Pallacom, lasciamo a voi lettori e visitatori del sito di giudicare o contestare o meglio ancora delucidarci in materia.
Dall'area Brevi Messaggi:
-Ieri don pietro ha annunciato la morte per un male incurabile del pittore di crotone che ha restaurato la madonna del carmine, pace all'anima sua- Gufotriste
-Lui informa va bene, ma chiedergli specificatamente qualcosa mica l'ho infilzato. Come disse qualcuno, La Madonna, non ha gradito l'ultimo restauro, sapeste i raschiamenti che ha passato...-Zorro
-Lo sai che "+" La Vergine Santa, Gesù e tutti i Santi si nominano solo in preghiera oppure come ha fatto io(inserendo e facendo il segno della croce +) dopo aver fatto il medesimo?!- A. Carmela
-neanche a me piace la nuova immagine della madonna, è troppo sgargiante ,non c'è paragonecon il restauro precedente,ma ormai il danno è fatto, basterebbe ammetterlo pubblicamente,la madonna non si vendica,perdona ho in manouna vecchia foto della madonna e confrontandola con quella che c'è sul sito econ quella che ho scattato a campi l'anno scorso non si puo non dire cheè stato eseguito uno scempio c'è stata troppo leggerezza- carmela p
-Ho ho una foto della Madonna in bianco e nero è bellissima la farò avere ad Eugenio! - A.Carmela
Invitiamo il Pallagorese Nicola Spezzano che ha effettuato il resturo precedente a quest'ultimo di delucidarci in materia, anche per entrare nei dettagli e saperne da uno esperto in meteria, infine sapere se lo stesso Spezzano e' stato interpellato dal comitato che ha deciso l'ultimo restauro, sapere i componenti di questo comitato, e invitarli a scrivere e farci capire ai nostri lettori che sono per la massima scontenti. Chiarire i fatti non costa nulla, anzi toglieremo ogni dubbio dovuto appunto all'ingnoranza di non sapere. Vi garantiamo che ogni e.mail che ci giungera' verra' pubblicata integralmente se l'autore desidera che venga pubblicata. A questo appello sono chiamati tutii i Pallagoresi, e dire cosa pensano, scrivendo a questo indirizzo e.mail :Ecco cosa penso dell'ultimo restauro sulla Madonna.
Volontari della cucina festa Zurlo ed Umberto
Saturday, May 16, 2009
Ieri facendo una passeggiata al monte Pomillo, ho incontrato un nostro compaesano che si chiama Antonio Anania, stava davanti al suo giardino cercando di organizzare alcuni lavori per il giorno seguente, ci ha ospitati nella sua singolare villa. Come gia’ ebbi modo di dire in occasioni precedenti, il Monte Pomillo e’ una risorsa immensa, non solo per le castagne o le ciliegge, ma per la sua posizione geografica ed orografica la quale offre un bel panorama della Calabria Ionica. In alter parti d’Italia si attua l’agriturismo, cioe’ il turismo nelle fattorie invece da noi nel sud di questa maniera di attirare turisti neanche l’ombra. Anzi potremmo inventare “loroturismo” il turismo in villette di montagna. Le villette ormai stabilite potrebbero essere un’inizio cioe’ essere disponibili a turisti che pagherebbero il soggiorno, altre magari nascerebbero insieme a piccolo attivita’ di ristorazione e cosi man mano potremmo attivare questa risorsa per portare un po’ di ossigeno a quetsa economia martoriata del paese, che oltre gli stipendiati che lavorano con lo stato, tutti gli altri fanno fatica a tirare avanti. Come gia’ sapete il sito di Pallacom si pone questo obbiettivo e per di piu’ gratuitamente. Quindi se I signori che possiedono un’abitazione volessero metterla a disposizione di eventuali turisti naturalmente a pagamento, li preghiamo di farsi avanti, darci I dettagli delle vostre case, il periodo disponibile da affittare e la pigione, infine una dettagliata descrizione della residenza con rispettive foto da pubblicare attraverso Pallacom. Anche attirando altri emigrati, come me che vengo dall’Australia, e dando delle possibilita’ di scelta di vivere al paese, questo di per se sarebbe un piccolo passo per far rimpopolare un paese di cui piu’ della meta delle case sono disabitate. E.P.
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Domenico Medea
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Sunday, March 8, 2009
Ciao Cari amici di Pallagorio.com, vi scrivo dopo un po' di tempo e vi rinrazio per le utili cronache: il fatto che ci sia la benzina a Pallagorio è un buon segno per molti pallagoresi. Peccato che io vada a Metano, cosa che purtroppo ancora pochi fanno in italia (molti invece usano il GPL ma è un gas un po' più nobile ma va bene lo stesso): quindi nonostante la benzina mi tocchera lo stesso qualche sosta al metano a Strongoli Marina: tanto sarò di passaggio...... Da quanto si è capito sono un po' ambientalista, di quelli che amano fare le cose ma che pensano anche un po' al pianeta. Per questo vorrei discutere alcune considerazioni date per assodate dal papabile-VIP Anonimo, che ha lasciato una opinione pochi giorni or sono. Opinione dal titolo "Marionette" in cui si parla di nucleare e di politica locale che purtroppo io non conosco quindi nulla posso dire a parte i toni (che non sono troppo gentili) e l'anonimato (che non è mai carino).
Sul nucleare mi permetto di far notare che in Italia il nucleare è stato bocciato non da pochi famigerati ambientalisti, ma da un referendum in cui votarono la metà più uno della popolazione, sennò i referendum non valgono; e questa non è poca cosa. Comunque l'Italia ha un deficit energetico che basterebbero per risollevarlo due cose molto più semplici, veloci, meno costose e con più manodopera da impigare: 1) tappare i buchi, come proposto da Maurizio Pallante uno scienziato, già consulente del Ministero dell'Ambiente, che ha dimostrato che l'italia perde più del 20% dell'energia prodotta, il doppio di un paese medio industrializzato (il triplo dell'Australia!). Se anche noi tappassimo i buchi arrivando ad una perdita di sistema del 10/15% come gli altri Paesi, spenderemo molto meno ed è come se costruissimo due centrali nucleare!!!!!! 2) il solare: se l'italia usasse il solare quanto la Germania o la Spagna (che lo sta facendo usando un nostro progetto!!!!) sarebbe come costrire una centrale nucleare spendendo la metà della metà con effetti immediati (le centrali nucleari hanno tempi lunghissimi di progettazione e costruzione, senza parlare dello smaltimento....). Per avere una idea l'Enel sta costruendo una centrale solare (una sola) di 50megaw in Sicilia, la prima in Italia per dimensioni: questo mentre in Spagna esiste già una di 250 e in Usa ne stanno facendo una di 500MW.
Quindi la Tesi che Berlusconi/Tremonti stiano operando bene su questo settore è abbastanza buffa. A supporto della mia opinione cito due opinini di organismi europei (quindi "indipendenti" dalla politica italina) che hanno commentato negativamente la notizia del possibile ritorno al nucleare del Governo Italiano: una di Greenpeace -associaione ambientalista, diciamo di sinistra- una dell'Indipendent -giornale conservatore diciamo di destra-:
Greenpeace, mette l'accento sul fatto che l'accordo nuclere Italia-francia è "a tutto vantaggio di Sarkozy, che sta cercando di tenere in piedi l'industria nucleare francese in crisi", ma ''non offre all'Italia nessuna garanzia di maggiore indipendenza energetica - tecnologia e combustibile arrivano dall'estero - ed è anzi contro gli obiettivi europei di breve termine''. L'accordo firmato è "pericoloso e miope": "Tutti gli studi internazionali - afferma l'organizzazione - mostrano che il nucleare è la fonte energetica più costosa e rimane aperta la questione delle scorie e della sicurezza''.
Independent. In caso di incidente, le centrali nucleari di nuova generazione sono più pericolose dei vecchi impianti che dovrebbero sostituire. Il quotidiano britannico cita alcuni documenti di natura industriale che provengono anche dalla azienda francese Edf, la stessa che ha appena sottoscritto un accordo con Enel. Studi che segnalano che il rischio di incidenti con queste nuove tecnologie è sì più basso, ma, nel caso avvenga una fuoriuscita di radiazioni, questa sarebbe più consistente e pericolosa che non in passato. Tra i documenti esaminati, "ce n'è uno secondo cui le perdite umane stimate potrebbero essere doppie". "Finora questo tipo di centrali è stato generalmente considerato meno pericoloso di quelli attualmente in funzione perché dotato di maggiori misure di sicurezza e in grado di produrre meno scorie - argomenta il quotidiano - ma le informazioni contenute nei documenti da noi consultati dimostrano che in effetti producono una quantità di isotopi radiattivi di gran lunga maggiore tra quelli definiti tecnicamente 'frazioni di rilascio immediato', proprio perché fuoriescono facilmente dopo un incidente".
Comunque sia: benvenuta la benzina, ma il nucleare senza prima tapparele perdite e il solare, è una spesa irresponsabile di qualsiasi Governo che abbia un progetto energetico. Ogni tanto pensiamo al nostro Rino Gaetano che 30anni fa cantava:
"Spendi spandi spandi spendi effendi spendi spandi spandi spendi effendi........ Essence benzina o gasolina soltanto un litro e in cambio ti do Cristina se vuoi la chiudo pure in monastero ma dammi un litro di oro nero...... Ti sei fatto il palazzo sul jumbo noi invece corriamo sempre appresso all’ambo. Ambo terno tombola cinquina se vinco mi danno un litro di benzina. Spendi spandi spandi spendi effendi spendi spandi spandi spendi effendi Spider coupé gittì alfetta a duecento c’è sempre una donna che t’aspetta sdraiata sul cofano all’autosalone e ti dice prendimi maschiaccio libidinoso coglione non più a gas ma a cherosene il riscaldamento centralizzato più ti scalda e più conviene niente più carbone mai più metano pace prosperità e lunga vita al sultano. Spendi spandi spandi spendi effendi spendi spandi spandi spendi effendi"
domenico
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CROTONE - Scuole, parcheggi, strade, case e opere pubbliche costruite con materiale di scarto industriale, rifiuti tossici e sostanze cancerogene. E' quanto emerge dall'operazione della polizia denominata 'Black Mountains' che ha portato al sequestro di ben 18 aree disseminate lungo tutto il territorio crotonese fino a Cutro e Isola Capo Rizzuto, aree ad alta densità mafiosa nell'entroterra. La procura della Repubblica di Crotone, coordinata dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni, ha provveduto a sequestrare le strutture al centro dell'indagine. Sette persone sono state iscritte nel registro degli indagati, alcune delle quali per associazione a delinquere.
Almeno 350 mila tonnellate di materiali tossici sono state utilizzate per costruire, tra l'altro, tre cortili di altrettante scuole: l'elementare San Francesco e un istituto tecnico superiore, entrambi di Crotone, e una scuola elementare a Cutro. Arsenico, zinco, piombo, indio, germanio, mercurio, sostanze tossiche speciali provenienti dagli scarti dell'industria "Pertusola" di Crotone che invece di essere smaltiti con le cautele di legge venivano impiegati in edilizia.
Il materiale avrebbe dovuto essere trattato in discariche specializzate ed invece sarebbe stato ceduto a imprese di costruzioni che lo hanno utilizzato in lavori edili riguardanti anche alloggi popolari, villette, una banchina portuale e strade.
Sette gli indagati, rappresentanti legali di ditte edili e funzionari dell'azienda sanitaria: Vincenzo Mano, legale rappresentante pro-tempore della Pertusola sud, che ha chiuso l'attività alla fine degli anni '90; Giovanni Ciampà, rappresentante legale delle imprese Ciampà; Paolo Girelli, rappresentante legale dell'impresa Bonatti; Alfredo Mungari, rappresentante legale della Costruzioni Leto e i tre funzionari dell'asl regionale: Domenico Colosimo, Francesco Ruscio e Domenico Curcio.
Il sequestro delle 18 aree è stato notificato al presidente della Provincia, Sergio Iritale, che ha diffuso una nota durissima. "La notizia - si legge - conferma, se pure ce n'era bisogno, la gravità eccezionale della situazione ambientale su larga parte del territorio provinciale e, in particolare, la responsabilità che, nel determinarsi di questa situazione, hanno avuto le politiche di aggressione al territorio e di rapina delle risorse per lunghi anni attuate dall'Eni attraverso le società controllate e le attività condotte nella provincia di Crotone".
La Bonatti Spa dal canto suo precisa che non è stata contestata l'associazione a delinquere, ma ipotesi di reato attinenti alla gestione dei rifiuti. "Precisiamo -scrive a Repubblica.it la società- che i materiali in argomento, la cui natura è in corso di acertamento, sono stati impiegati da terzi (imprese subappaltatrici) esclusivamente a scopo temporaneo".
12 September, 2008
Notizie da Crotone, Giorno 6 settembre è arrivata al porto di Crotone una nave da crociera “The world”,con un equipaggio di 250 persone addetti ai lavori, lunga 196 metri e larga 30, una stazza di 40 mila tonnellate e 165 appartamenti di lusso. Il comune di Crotone per accogliere nel migliore dei modi i turisti ha concordato l’apertura straordinaria delle attività commerciali con un prolungamento dell’orario fino alle ore 22.00. Il grande evento ha suscitato la curiosità di molte persone non solo della città ma anche dei paesi della provincia che si sono recate sul porto per ammirare la grandezza della nave.
Thursday, 4 September 2008 -Il comune di Crotone ha voluto ricordare un grande della musica italiana originario di Crotone Rino Gaetano, dedicandogli una statua a sua immaggine e somiglianza proprio vicino la casa dove dove lui è nato . Anche la piazzetta è stata chiamata come lui piazzetta Rino Gaetano (Giuseppe Perri)
Documenti fatti pervenire da Franco Astorino
30 May, 2008
PROGETTO PER LA SISTEMAZIONE DEL SAGRATO E DELLE FACCIATE DELLA CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE RELAZIONE PROGRAMMATICA STORICO-ARTISTICA LAVORI DI RESTAURO
1. Premessa.
II progetto allegato alla presente relazione riguarda il restauro della facciata
principale, di quelle laterali e del sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine
ubicata nell'omonimo piazzale del Comune di Pallagorio.
Oggetto di studio saranno, pertanto, l'involucro murario degradato e, nella
fattispecie, gli intonaci esterni ed il sagrato. C'è da dire che l'intero "manufatto
esistente" necessita di uno studio globale che comprenda anche la torre campanaria e la
sagrestia, ma l'esiguità delle somme a disposizione per effettuare i lavori sono talmente
minime che non lo consentono. Si tratterà, pertanto, di effettuare un intervento di
restauro manutentivo sulle murature esterne che sono più esposte, nel tempo, a
fenomeni di degrado.
2. Cronistoria del manufatto.
La chiesa della Madonna del Carmine non nacque come un oggetto edilizio
idealmente concepito nella sua interezza. La sua costruzione, per come si evince dal
rilievo e dalle scarse notizie reperite (manca una documentazione certa), è avvenuta in
varie fasi che hanno visto succedersi nel tempo ampliamenti, aggiunte e interventi di
manutenzione. Questa che di seguito si descrive è la sua storia costruttiva.
Si narra, ma questo dovrebbe essere un luogo comune in quanto interessa altre
realtà del circondario territoriale, che la statua lignea della Madonna del Carmine, oggi
conservata nella omonima chiesa, doveva essere trasportata dal suo luogo di fattura,
ancora oggi sconosciuto, nella zona di Sant'Anna nei pressi di Isola Capo Rizzuto. I1
mezzo di trasporto era un carro trainato da buoi ma questi, giunti nel luogo ove oggi è
ubicata la chiesa, fermarono il loro cammino e malgrado le insistenze, non vollero
proseguire in avanti. Si pensò, allora, che una volontà suprema voleva che la statua
restasse li e li fosse venerata ed adorata. Ciò accadde intorno al 1700 e fu allora che si
costruì la cappella originaria: altro non era che un ricovero della stessa statua avente
dimensioni esterne di circa metri 5,70x2,50 per un'altezza di metri 4,50.
La venerazione era forte e molto sentita verso questa statua e fu allora, precisamente tra il 1700-1 750, che il popolo di Pallagorio mise mano per il 1° ampliamento e sopraelevazione, si
ottenne così una struttura a pianta quadrata avente lato di metri 5,70 per una altezza di
circa metri 8,00. Ma questa Madonna era talmente venerata che i suoi figli devoti
vollero costruire una vera e propria chiesa. Fu intorno al 1800-1850 che si diede corso
alla costruzione del 2° ampliamento. Esso era costituito da una unica navata a pianta
rettangolare delle dimensioni di circa metri 17,50x11,00 con struttura in muratura di
pietra non squadrata. Durante questo secondo ampliamento, precisamente nel 1859, fu
edificata anche la parte bassa dell'altare centrale al di sotto del quale vi è uno stucco a
mo' di cuore o di scudo sul quale era incisa la data di costruzione: 1859. Non si hanno
notizie, invece, circa la data sulla costruzione dei due altari laterali. Fu intorno al 1870
che si costruì il romitorio, anche esso in muratura di pietra ma non di ottima fattura in
quanto venne a crollare negli anni 1965-1 966. Qui vi abitarono gli eremiti di turno che
custodivano la chiesa e suonavano le campane.
Un terzo ampliamento ed una sopraelevazione furono realizzati negli anni tra il 1880-
1900. In pratica con tale intervento si è definito l'intero impianto volumetrico oggi
esistente ed ha interessato la parte anteriore con un prolungamento di metri 6 della
struttura e con la definizione della facciata principale. Si sono tamponate le precedenti
aperture (porte e finestre) e si è sopraelevata l'intera struttura di circa metri 1,50. Le
vecchie finestre ad arco furono sostituite da quelle oggi esistenti che richiamano uno
stile gotico con archi a sesto acuto. Si definì completamente il portale e si costruì il
presbiterio con il completamento della parte alta dell'altare centrale. Nella sua interezza
l'altare centrale, che risulta bello ed imponente, è così configurato: la parte bassa è
sormontata dal tabernacolo Eucaristico che a sua volta è sormontato dalla nicchia dove t
conservata la statua lignea della Madonna, al di sopra di tutto vi è Dio che si erge su una
nuvola e sulla mano destra sostiene il mondo. Fu in questa fase che si iniziò a porre le
basi per la costruzione della torre campanaria per essere completata intorno il 1907,
anno di posa delle campane. La base della torre e per tutta l'altezza della chiesa è
realizzata in muratura di pietra e fu edificata tra il 1850-1900, mentre il campanile
(molto somigliante a quello che si trova ne1 palazzo della Signoria a Firenze) è
realizzato in mattoni pieni cotti nel luogo e fu realizzato tra il 1900-1907. Il campanile
era ed è l'opera simbolica di questa piccola comunità li in alto vi era collocato un bel
orologio, ma le condizioni statiche dello stesso campanile consigliarono di levarlo in
quanto il continuo rintocco avrebbe provocato seri problemi all'intera struttura. Tale
opera, nel tempo, subì anche una non felice ma utile opera di consolidamento: fu
ingabbiata, ed è tuttora visibile, con una struttura in profilati di ferro per far si che le
lesioni, nel tempo, fossero più contenute.
Contemporaneamente al 3° ampliamento fu edificato anche il sagrato che aveva forma
circolare ed era cinto con elementi di pietra locale; nel 1967, però, si pose mano e si
ricopri tutto con un manto di calcestruzzo per come oggi lo vediamo.
Alla fine degli anni '50, in considerazione del fatto che alla sinistra della navata vi era
uno spazio libero, si pensò di realizzare un ulteriore ampliamento e di fatti si
edificarono due muri in pietra per una altezza di circa 4 metri. Tale opera rimase
incompiuta ed i due muri sono lì a testimoniarlo. Nello stesso periodo fu intonacata la
facciata principale: essa originariamente era bugnata a listoni orizzontali in muratura
con finitura, superiore ed inferiore della bugna, a mattoni; oggi è conservata la
bugnatura a listoni ma l'intonacatura ha coperto il tutto esistente compreso il portale, le
cornici e quanto altro vi era di pregiato dal punto di vista storico ed architettonico.
3. I1 progetto.
Come già detto in premessa l'oggetto di studio di tale intervento sono gli
intonaci esterni ed il sagrato, elementi sui quali si intende intervenire in considerazione
ed in funzione della disponibilità economica a disposizione.
E' necessario a questo punto precisare che la struttura in questione non è interessata da
fenomeni o segni di dissesto in quanto, da una attenta diagnosi effettuata sul sito, non si
sono riscontrate lesioni né del tipo diffuso né del tipo concentrato. Ciò sta ad indicare
anche che non vi sono stati, nel tempo, fenomeni di cedimento del terreno che potessero
pregiudicare la stabilità delle fondazioni e di conseguenza dell'intera struttura muraria
in elevazione.
Un discorso a parte merita la torre campanaria la quale, invece, è interessata da lesioni
che meritano un attento studio di diagnosi strutturale onde porre in atto un preciso
intervento di consolidamento statico e di restauro.
Detto ciò si può passare alla disamina degli interventi.
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Enzo Iovine
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04 May, 2008
Don Sergio
Di ritorno da Genova ho pensato di allungare un tantino e spendere qualche ora con un amico così ho telefonato all’abbazia dei cistercensi di Tiglieto, ci siamo accordati per quanto riguarda gli orari delle visite, mi sono fatto spiegare la strada e sono partito.
Sembrava di non arrivare mai. Dopo un breve tratto di autostrada ed una decina di chilometri in una strada provinciale molto panoramica ho letto per la prima volta il cartello stradale con l’indicazione per Tiglieto. Da questo punto in poi la strada era una salita infinita tra innumerevoli curve come quando dalle nostre parti andiamo in Sila passando per il bivio di Campana.
Dopo aver parcheggiato bisogna percorrere un breve tratto a piedi per raggiungere l’abbazia che è un’oasi nel bosco circondata da castani e tigli.
L’ho trovato che passeggiava nel chiostro in mia attesa e l’ho riconosciuto da lontano per via della sua camminata.
Don Sergio Spezzano.
Larzoti
Ci siamo salutati affettuosamente ed abbiamo trascorso quasi due ore a chiacchierare come non succedeva da anni. Mentre visitavamo i locali aperti al pubblico mi ha spiegato che la comunità in cui si trova è gestita da quattro monaci (tra cui lui) e che sono più o meno autonomi. Hanno dei terreni che coltivano o fanno coltivare e col raccolto producono marmellate, liquori, olio, saponi, miele, etc.
Mentre raccontava mi veniva da ridere perché conosco il suo rapporto con le cose che richiedono manualità (a stento riesce a sbucciare una mela) e cercavo di immaginarlo a spremere arance o raccogliere castagne ma lui deve aver capito perché fissandomi e ridendo a sua volta mi ha precisato <è chiaro che io ho solo attaccato le etichette>.
Poi abbiamo ricordato nostri episodi del passato e chiacchierato spaziando da un argomento all’altro nella pace di quel bosco. Abbiamo parlato anche di pallagorio.com e mi ha spiegato che ha difficoltà a visitare il sito ma ha chiesto di mandare i suoi saluti a tutti quelli che lo frequentano. C’erano altre persone oltre a me, per lo più turisti in visita all’abbazia del 1200 o venuti per comprare i prodotti biologici che i monaci producono. Lui mi è sembrato contento ed entusiasta della vita che ha scelto ed io ho preferito non fare domande sul perché di questa scelta. Siamo stati bene insieme, tutto qui.
Io però avevo ancora un po’ di strada da percorrere ed abbiamo ritenuto opportuno salutarci. Quando gli ho promesso che sarei tornato a trovarlo ho avuto ancora una volta la sensazione che Don Sergio fosse contento, anche di rivedere un amico.
in seguito manderò due foto che ho scattato con lui. bye Enzo Iovine
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22 March, 2008
Il nostro corrispondente da Prato ci ha inviato questo servizio:
Tutto in rima
UNA BELLA SERATA CON MANGIATA E SERENATA A CASA DI SCERBA A QUARRATA
Grazie al sito di Pallagorio.com che ci ha dato l’opportunità di incontrarci e di tenerci in contatto via web, sabato 8 marzo 2008 abbiamo organizzato una bella mangiata a Quarrata a casa di Francesco Masci (scerbino grande quello che suona la fisarmonica). Eravamo circa una trentina di persone con a capo tutti i scerbino: Francesco, Leonardo, Micarello e Peppino, tutti con al seguito rispettive mogli e figlioli/e.
Da Verona si è unito all’allegra compagnia Franco Astorino (medcu i vugau i sceut) e da Milano ci ha raggiunto Enzo Iovine (postino). Presente anche Giuvanuzzi i Dantinit da Lucca, Mario Gangale (mbeluchia piccolo) da Firenze e Rita Brasacchio.
Prima di sederci a Tavola siamo andati tutti insieme a visitare il bellissimo negozio di Caterina Masci consulente di bellezza in cui lavorano le figliole e la moglie di Francesco, Parise Carmela, situato nella piazza centrale di Casalguidi (Pistoia).
Poi con Leonardo siamo andati a trovare le capre e prima di governarle lui e Francesco ci hanno fatto vedere come si pascolano utilizzando il classico linguaggio dei pastori. E così fra un “Ajà” e un “Virinèè ‘zza” e altri versi simili abbiamo cominciato a ridere e ovviamente ad assaggiare il buon vino “Scerba Doc” prodotto da Francesco.
Al rientro, nella spaziosa corte di casa Scerba, abbiamo assistito ad una breve esibizione dei du.du.à (Francesco, Peppe, Postino e Mbeluchia) che hanno approfittato di questo incontro per ultimare la registrazione del loro disco in uscita nei prossimi mesi
La cena è iniziata con l’ottimo affettato (capicollo e spek) fatto in casa da Carmela (moglie di Francesco) e le buonissime tartine miste preparate da Caterina (moglie di Leonardo) Eleonora (moglie di Peppino) e Rita Brasacchio. Poi è stata la volta della buonissima pasta piena preparata da Barbara “a romana” (moglie di Micarello) e poi l’arrosto di costarizzo, sazizzo e bistecchine di maiale cotto a puntino sulla brace da Micarello. Infine i buonissimi dolci (torta della nonna e cornetti ripieni al cioccolato e marmellata) preparati da mia moglie Ornella. Ma sul più bello le donne, che si erano sistemate su un tavolo a parte in cucina e che evidentemente stavano “bufando” da un bel po’ di tempo perché nessuno di noi “scigherati” si era ricordato di portargli la mimosa e di fargli gli auguri per l’8 Marzo, si sono ribellate.
Guidate da “capu i maghu senzit” impersonato per l’occasione da Franca Rocca (prima cugina dei scerbino) si no vendicate sfidandoci a suon di rime e tutte in coro ci hanno urlato: “Il brindisi un vu ce lo fate; le mimose un vu ce le date… e stasera un vu la beccate; ma se in cinese ce la chiedete… con le bacchette forse la toccherete; e se una rima non farete tutti i piatti laverete”.
Minchia, io mi sono incazzato come una jena, anche perché nei giorni precedenti l’8 Marzo più volte avevo chiesto a Francesco e Leonardo di procurarmi due alberelli di mimosa ma loro se ne erano dimenticati. E perciò dopo aver invocato a gran voce e in albanese una penna e un pezzo di carta, ecco cosa abbiamo risposto: “Ci avete provocato dicendo che non l’avremmo provato? Noi allora ci vendichiamo e stasera state tranquille che non ve la chiediamo. Noi siamo uomini vogliosi e siamo orgogliosi, anzi siamo uomini d’onore e quindi stasera andiamo a putore. E se dobbiamo dirla tutta ci accontentiamo anche di una brutta. Per un ramo di mimosa dobbiamo perdere la sposa? Allora se la mettete così non lo proverete fino a lunedì. Se poi l’accusa vorrete ritirare forse stasera vi possiamo anche rifriscare. In ogni caso abbiamo risposto con la rima ai vostri ricatti… e perciò adesso fricateve e lavate i piatti”.
Fulminante la loro replica: “E se a putore voi andrete… a giro con le tette di fuori ci troverete. Se a voi vi piace quella brutta… siete arrivati proprio alla frutta. Se la mimosa non avremo… con uno più bello noi andremo! Siamo donne determinate e anche lunedì ve la scordate. Ma se ci ripensate… l’accusa ritirate e vi volete rinfrescare… da martedì potete passare. Ancora una volta noi donne abbiamo iniziato… ma ancora il traguardo non avete conquistato. Noi i piatti li laviamo… ma con la nostra idea rimaniamo. E tutte insieme vi diciamo… tanto non ve la diamo”.
A questo punto si rischiava lo scontro aperto e allora noi, furbi, abbiamo giocato di fioretto rispondendogli così: “Guagliò se la cosa così va avanti ci rimettiamo tutti quanti. Questa risposta ve la scriviamo col cuore e per leggervela scende in campo il professore. Avete dimostrato molta grinta e per questo noi ve la diamo vinta (anzi gratis). Ogni nostra sposa merita molto di più che un ramo di mimosa. Facciamo pace e godiamoci sta bella serata con questa grande serenata a voi tutte dedicata”.
A questo punto, eravamo forse alla 13a bottiglia di vino, è partita la bellissima musica dei Duduà che ci ha accompagnato per tutto il resto della serata. Ad un certo punto, coi fumi dell’alcool ormai all’apice, Giuvanuzzo Dantino si è lanciato in una esilarante versione della canzone di Otello Profazio intitolata “U Ciucciu” che ci ha fatto letteralmente piegare dalle risate.
Insomma abbiamo trascorso una serata davvero indimenticabile.
Servizio scritto e fotografico di Franco Panzarella.
Franco Panzarella
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17 February, 2008
Inchiesta “Why Not”
indagati prodi, mastella, loiero, cesa, gozi
il governatore della calabria accusato di corruzione semplice e corruzione elettorale
Nonostante i ripetuti tentativi messi in atto da Prodi e Mastella (iscritti nel registro degli indagati rispettivamente il 13 luglio e il 17 ottobre 2007) per insabbiare le indagini, l’inchiesta “Why Not”, avviata dall’ex Pm Luigi De Magistris il 23 giugno 2007 per fare luce sull'inquietante intreccio politico-mafioso-massonico-imprenditoriale che da almeno 4 anni (2004/2007) si spartisce la montagna di finanziamenti pubblici stanziati dallo Stato e dalla Comunità europea per favorire lo sviluppo della Calabria, continua a mietere vittime “eccellenti”
Il 7 febbraio è stata la volta del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che è stato raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione semplice e corruzione elettorale, emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Insieme alla notifica sono state effettuate anche una serie di perquisizioni in case e uffici di proprietà del governatore e di altri indagati, in 16 società e presso la sede del Comitato per Agazio Loiero presidente.
Nel provvedimento emesso dalla Procura generale, tra le altre cose, si fa riferimento a un versamento di 100mila euro effettuato in due tranche uguali durante la campagna elettorale per le regionali del 2005 da parte degli imprenditori Antonio Saladino e Tonino Gatto (titolare di numerosi centri commerciali) a favore di Loiero che, in cambio, avrebbe favorito società vicine ai due. “A tal fine – scrivono i Pm - Saladino stringe alleanza con Antonio Gatto, imprenditore di grande forza economica e titolare di numerosi centri commerciali Despar. I due versano, per l’onorevole Loiero, la somma di euro 100.000. In più, ulteriore impegno da parte del Saladino è quello di assumere in attività lavorative soggetti segnalati dall’onorevole Loiero”.
Altri 31.700 euro Saladino li dà (nel 2004) a una società riferibile a De Grano, “sotto forma di attività professionale mai prestata”.
In cambio dei suoi lauti favori Francesco De Grano viene nominato dirigente degli Affari internazionali presso la Regione Calabria e da quella poltrona partecipa a tutte le riunioni per definire quali strumenti utilizzare per far arrivare a Saladino “fondi pubblici”. E suggerisce a tal fine perfino la costituzione di una Fondazione che, con spavalderia: “A chi chiedeva chiarimenti, rispondeva ‘Ma non hai ancora capito che questa fondazione ci serve per veicolare fondi?’”. La fondazione si chiamerà “Need Ricerca srl”.
Dopo l’uscita di scena di De Magistris l’inchiesta è stata affidata a tre nuovi Pm: Domenico De Lorenzo, Pierpaolo Bruni e Alfredo Garbati che, proprio sulla base delle carte di “Why Not” avocata al Pm napoletano, hanno aperto un nuovo filone di indagine che vede al centro del malaffare gli stessi indagati di De Magistris con alcuni nomi eccellenti che ritornano e altri nuovi che spuntano a sorpresa. Su tutti spicca ancora Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere in Calabria, che è il perno intorno al quale ruota tutto mercimonio: non a caso sono state perquisite le sedi di Obiettivo Lavoro di Cosenza, Lamezia e Crotone (di cui Saladino è stato per anni responsabile) e Need di Lamezia Terme, di cui è ancora il referente.
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Franco Panzarella
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Il suo nome emerge nell'inchiesta “Why Not” insieme a quello di un altro indagato raggiunto anch’egli da un nuovo avviso di garanzia e perquisizioni: Francesco De Grano, direttore generale del Dipartimento attività produttive della Regione. De Grano sarebbe – secondo le nuove accuse – una delle porte girevoli intorno alle quali orientare le risorse pubbliche a favore dei soliti noti: le società costituite da Saladino o comunque nella sfera della Compagnia delle Opere. Non va dimenticato che De Grano è fratello di Mariella De Grano, anch'essa indagata, e moglie di Pietro Macrì.
Quest'ultimo – secondo il Pm De Magistris – quale amministratore delegato della società Met sviluppo ricevette dalla società “Why Not” riconducibile a Saladino 250mila euro per un programma informatico denominato “Navision” ma inservibile. Fondi che poi servirono per lo sviluppo del sito web “Laboratorio democratico europeo”, il cui presidente, l'onorevole Sandro Gozi (PD) è “persona molto vicina” a De Grano, Macrì e soprattutto all'ex presidente del Consiglio Romano Prodi fin dai tempi della presidenza della commissione Ue. Per questo Anche gli uffici di Macrì sono stati perquisiti e nei confronti di Gozi è stato emesso un nuovo decreto di perquisizione e sequestro. Anche perché dagli atti dell’inchiesta emerge che Saladino incontrava regolarmente gli emissari di Romano Prodi: Sandro Gozi e soprattutto Piero Scalpellini: l’uomo che cura gli affari e i contatti a San Marino dove ha sede l’omonima loggia massonica già coinvolta nello scandalo, amico di vecchia data di Prodi e cofondatore di Nomisma.
Altro nome che compare spesso nelle carte dell’inchiesta – ma mai come indagato – è quello di Tonino Gatto, uomo vicinissimo a Loiero e alla Compagnia delle Opere ma – soprattutto – presidente della catena di supermercati Despar e, secondo indiscrezioni, interessato all'acquisto dei centri Carrefour al Sud in caso di dismissioni da parte del gruppo francese.
Tra i nuovi indagati figura per la prima volta anche Eugenio Ripete capo struttura del gabinetto di Loiero in Regione e da questi nominato presidente della Sacal (la società che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme e i cui uffici sono stati perquisiti) nel giugno 2007.
Secondo i Pm Antonio Saladino: “Ha anche strumentalizzato il credo cattolico delle persone del suo apparato. Nella sua comunità riesce a imporre la propria strumentale interpretazione e applicazione dei canoni della religione cattolica che piega ai suoi obiettivi, leciti o illeciti che siano. A un certo punto è esplicito nella ricerca di ‘affari’, cioé di ‘fare soldi’”.
Nella
sua comunità, ricordano i Pm, si arriva a dire che “se avesse saputo
dei comportamenti del Saladino, don Giussani si sarebbe rivoltato nella
tomba”.
Tra
le nuove “acquisizioni” della procura generale (ci sono almeno una
decina di gole profonde della Compagnia delle opere e della politica
calabrese) che accusano: “In forza del suo ‘sistema’, Saladino scende in
campo apertamente, contrariaramente alla tradizione della Compagnia
delle Opere, nelle competizioni elettorali regionali e politiche del
2005 e del 2006, sostenendo l’onorevole Prodi e il candidato governatore
Loiero. Tale condotta non è dovuta a un’opzione ideologica ma a intenti
esclusivamente opportunistici”. Prodi come al solito ha smentito il
“sostegno in campagna elettorale” ma è stato costretto ad ammettere di
aver avuto contatti con Saladino sia pure “occasionali”.
Dopo
questa nuova raffica di avvisi di garanzia, “Why Not” conta ora una
quarantina di indagati fra cui spiccano, oltre a Prodi e Mastella, anche
Loiero, Gozi e il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.
Corrispondente Franco Panzarella.
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