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CROTONE - Scuole, parcheggi, strade, case e opere pubbliche costruite con materiale di scarto industriale, rifiuti tossici e sostanze cancerogene. E' quanto emerge dall'operazione della polizia denominata 'Black Mountains' che ha portato al sequestro di ben 18 aree disseminate lungo tutto il territorio crotonese fino a Cutro e Isola Capo Rizzuto, aree ad alta densità mafiosa nell'entroterra. La procura della Repubblica di Crotone, coordinata dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni, ha provveduto a sequestrare le strutture al centro dell'indagine. Sette persone sono state iscritte nel registro degli indagati, alcune delle quali per associazione a delinquere.

Almeno 350 mila tonnellate di materiali tossici sono state utilizzate per costruire, tra l'altro, tre cortili di altrettante scuole: l'elementare San Francesco e un istituto tecnico superiore, entrambi di Crotone, e una scuola elementare a Cutro. Arsenico, zinco, piombo, indio, germanio, mercurio, sostanze tossiche speciali provenienti dagli scarti dell'industria "Pertusola" di Crotone che invece di essere smaltiti con le cautele di legge venivano impiegati in edilizia.

Il materiale avrebbe dovuto essere trattato in discariche specializzate ed invece sarebbe stato ceduto a imprese di costruzioni che lo hanno utilizzato in lavori edili riguardanti anche alloggi popolari, villette, una banchina portuale e strade.

Sette gli indagati, rappresentanti legali di ditte edili e funzionari dell'azienda sanitaria: Vincenzo Mano, legale rappresentante pro-tempore della Pertusola sud, che ha chiuso l'attività alla fine degli anni '90; Giovanni Ciampà, rappresentante legale delle imprese Ciampà; Paolo Girelli, rappresentante legale dell'impresa Bonatti; Alfredo Mungari, rappresentante legale della Costruzioni Leto e i tre funzionari dell'asl regionale: Domenico Colosimo, Francesco Ruscio e Domenico Curcio.

Il sequestro delle 18 aree è stato notificato al presidente della Provincia, Sergio Iritale, che ha diffuso una nota durissima. "La notizia - si legge - conferma, se pure ce n'era bisogno, la gravità eccezionale della situazione ambientale su larga parte del territorio provinciale e, in particolare, la responsabilità che, nel determinarsi di questa situazione, hanno avuto le politiche di aggressione al territorio e di rapina delle risorse per lunghi anni attuate dall'Eni attraverso le società controllate e le attività condotte nella provincia di Crotone".
La Bonatti Spa dal canto suo precisa che non è stata contestata l'associazione a delinquere, ma ipotesi di reato attinenti alla gestione dei rifiuti. "Precisiamo -scrive a Repubblica.it la società- che i materiali in argomento, la cui natura è in corso di acertamento, sono stati impiegati da terzi (imprese subappaltatrici) esclusivamente a scopo temporaneo".

12 September, 2008

Notizie da Crotone,
Giorno 6 settembre è arrivata al porto di Crotone una nave da crociera “The world”,con un equipaggio di 250 persone addetti ai lavori, lunga 196 metri e larga 30, una stazza di 40 mila tonnellate e 165 appartamenti di lusso.
Il comune di Crotone per accogliere nel migliore dei modi i turisti ha concordato l’apertura straordinaria delle attività commerciali con un prolungamento dell’orario fino alle ore 22.00.
Il grande evento ha suscitato la curiosità di molte persone non solo della città ma anche dei paesi della provincia che si sono recate sul porto per ammirare la grandezza della nave.


Thursday, 4 September 2008 -Il comune di Crotone ha voluto ricordare un grande della musica italiana originario di Crotone Rino Gaetano, dedicandogli una statua a sua immaggine e somiglianza proprio vicino la casa dove dove lui è nato . Anche la piazzetta è stata chiamata come lui piazzetta Rino Gaetano (Giuseppe Perri)


Documenti fatti pervenire da Franco Astorino
 

30 May, 2008

PROGETTO PER LA SISTEMAZIONE DEL SAGRATO E DELLE FACCIATE DELLA CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE RELAZIONE PROGRAMMATICA STORICO-ARTISTICA LAVORI DI RESTAURO

 

 

 

1. Premessa.

II progetto allegato alla presente relazione riguarda il restauro della facciata

principale, di quelle laterali e del sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine

ubicata nell'omonimo piazzale del Comune di Pallagorio.

Oggetto di studio saranno, pertanto, l'involucro murario degradato e, nella

fattispecie, gli intonaci esterni ed il sagrato. C'è da dire che l'intero "manufatto

esistente" necessita di uno studio globale che comprenda anche la torre campanaria e la

sagrestia, ma l'esiguità delle somme a disposizione per effettuare i lavori sono talmente

minime che non lo consentono. Si tratterà, pertanto, di effettuare un intervento di

restauro manutentivo sulle murature esterne che sono più esposte, nel tempo, a

fenomeni di degrado.

2. Cronistoria del manufatto.

La chiesa della Madonna del Carmine non nacque come un oggetto edilizio

idealmente concepito nella sua interezza. La sua costruzione, per come si evince dal

rilievo e dalle scarse notizie reperite (manca una documentazione certa), è avvenuta in

varie fasi che hanno visto succedersi nel tempo ampliamenti, aggiunte e interventi di

manutenzione. Questa che di seguito si descrive è la sua storia costruttiva.

Si narra, ma questo dovrebbe essere un luogo comune in quanto interessa altre

realtà del circondario territoriale, che la statua lignea della Madonna del Carmine, oggi

conservata nella omonima chiesa, doveva essere trasportata dal suo luogo di fattura,

ancora oggi sconosciuto, nella zona di Sant'Anna nei pressi di Isola Capo Rizzuto. I1

mezzo di trasporto era un carro trainato da buoi ma questi, giunti nel luogo ove oggi è

ubicata la chiesa, fermarono il loro cammino e malgrado le insistenze, non vollero

proseguire in avanti. Si pensò, allora, che una volontà suprema voleva che la statua

restasse li e li fosse venerata ed adorata. Ciò accadde intorno al 1700 e fu allora che si

costruì la cappella originaria: altro non era che un ricovero della stessa statua avente

dimensioni esterne di circa metri 5,70x2,50 per un'altezza di metri 4,50.

La venerazione era forte e molto sentita verso questa statua e fu allora, precisamente tra il 1700-1 750, che il popolo di Pallagorio mise mano per il 1° ampliamento e sopraelevazione, si

ottenne così una struttura a pianta quadrata avente lato di metri 5,70 per una altezza di

circa metri 8,00. Ma questa Madonna era talmente venerata che i suoi figli devoti

vollero costruire una vera e propria chiesa. Fu intorno al 1800-1850 che si diede corso

alla costruzione del 2° ampliamento. Esso era costituito da una unica navata a pianta

rettangolare delle dimensioni di circa metri 17,50x11,00 con struttura in muratura di

pietra non squadrata. Durante questo secondo ampliamento, precisamente nel 1859, fu

edificata anche la parte bassa dell'altare centrale al di sotto del quale vi è uno stucco a

mo' di cuore o di scudo sul quale era incisa la data di costruzione: 1859. Non si hanno

notizie, invece, circa la data sulla costruzione dei due altari laterali. Fu intorno al 1870

che si costruì il romitorio, anche esso in muratura di pietra ma non di ottima fattura in

quanto venne a crollare negli anni 1965-1 966. Qui vi abitarono gli eremiti di turno che

custodivano la chiesa e suonavano le campane.

Un terzo ampliamento ed una sopraelevazione furono realizzati negli anni tra il 1880-

1900. In pratica con tale intervento si è definito l'intero impianto volumetrico oggi

esistente ed ha interessato la parte anteriore con un prolungamento di metri 6 della

struttura e con la definizione della facciata principale. Si sono tamponate le precedenti

aperture (porte e finestre) e si è sopraelevata l'intera struttura di circa metri 1,50. Le

vecchie finestre ad arco furono sostituite da quelle oggi esistenti che richiamano uno

stile gotico con archi a sesto acuto. Si definì completamente il portale e si costruì il

presbiterio con il completamento della parte alta dell'altare centrale. Nella sua interezza

l'altare centrale, che risulta bello ed imponente, è così configurato: la parte bassa è

sormontata dal tabernacolo Eucaristico che a sua volta è sormontato dalla nicchia dove t

conservata la statua lignea della Madonna, al di sopra di tutto vi è Dio che si erge su una

nuvola e sulla mano destra sostiene il mondo. Fu in questa fase che si iniziò a porre le

basi per la costruzione della torre campanaria per essere completata intorno il 1907,

anno di posa delle campane. La base della torre e per tutta l'altezza della chiesa è

realizzata in muratura di pietra e fu edificata tra il 1850-1900, mentre il campanile

(molto somigliante a quello che si trova ne1 palazzo della Signoria a Firenze) è

realizzato in mattoni pieni cotti nel luogo e fu realizzato tra il 1900-1907. Il campanile

era ed è l'opera simbolica di questa piccola comunità li in alto vi era collocato un bel

orologio, ma le condizioni statiche dello stesso campanile consigliarono di levarlo in

quanto il continuo rintocco avrebbe provocato seri problemi all'intera struttura. Tale

opera, nel tempo, subì anche una non felice ma utile opera di consolidamento: fu

ingabbiata, ed è tuttora visibile, con una struttura in profilati di ferro per far si che le

lesioni, nel tempo, fossero più contenute.

Contemporaneamente al 3° ampliamento fu edificato anche il sagrato che aveva forma

circolare ed era cinto con elementi di pietra locale; nel 1967, però, si pose mano e si

ricopri tutto con un manto di calcestruzzo per come oggi lo vediamo.

Alla fine degli anni '50, in considerazione del fatto che alla sinistra della navata vi era

uno spazio libero, si pensò di realizzare un ulteriore ampliamento e di fatti si

edificarono due muri in pietra per una altezza di circa 4 metri. Tale opera rimase

incompiuta ed i due muri sono lì a testimoniarlo. Nello stesso periodo fu intonacata la

facciata principale: essa originariamente era bugnata a listoni orizzontali in muratura

con finitura, superiore ed inferiore della bugna, a mattoni; oggi è conservata la

bugnatura a listoni ma l'intonacatura ha coperto il tutto esistente compreso il portale, le

cornici e quanto altro vi era di pregiato dal punto di vista storico ed architettonico.

3. I1 progetto.

Come già detto in premessa l'oggetto di studio di tale intervento sono gli

intonaci esterni ed il sagrato, elementi sui quali si intende intervenire in considerazione

ed in funzione della disponibilità economica a disposizione.

E' necessario a questo punto precisare che la struttura in questione non è interessata da

fenomeni o segni di dissesto in quanto, da una attenta diagnosi effettuata sul sito, non si

sono riscontrate lesioni né del tipo diffuso né del tipo concentrato. Ciò sta ad indicare

anche che non vi sono stati, nel tempo, fenomeni di cedimento del terreno che potessero

pregiudicare la stabilità delle fondazioni e di conseguenza dell'intera struttura muraria

in elevazione.

Un discorso a parte merita la torre campanaria la quale, invece, è interessata da lesioni

che meritano un attento studio di diagnosi strutturale onde porre in atto un preciso

intervento di consolidamento statico e di restauro.

Detto ciò si può passare alla disamina degli interventi.

 



Enzo Iovine
 

04 May, 2008

da sinistra don Sergio e Enzo (foto Iovine)

Don Sergio
 
Di ritorno da Genova ho pensato di allungare un tantino e spendere qualche ora con un amico così ho telefonato all’abbazia dei cistercensi di Tiglieto, ci siamo accordati per quanto riguarda gli orari delle visite, mi sono fatto spiegare la strada e sono partito.
Sembrava di non arrivare mai. Dopo un breve tratto di autostrada ed una decina di chilometri in una strada provinciale molto panoramica ho letto per la prima volta il cartello stradale con l’indicazione per Tiglieto. Da questo punto in poi la strada era una salita infinita tra innumerevoli curve come quando dalle nostre parti andiamo in Sila passando per il bivio di Campana.
Dopo aver parcheggiato bisogna percorrere un breve tratto a piedi per raggiungere l’abbazia che è un’oasi nel bosco circondata da castani e tigli.
L’ho trovato che passeggiava nel chiostro in mia attesa e l’ho riconosciuto da lontano per via della sua camminata.
Don Sergio Spezzano.
Larzoti
Ci siamo salutati affettuosamente ed abbiamo trascorso quasi due ore a chiacchierare come non succedeva da anni. Mentre visitavamo i locali aperti al pubblico mi ha spiegato che la comunità in cui si trova è gestita da quattro monaci (tra cui lui) e che sono più o meno autonomi. Hanno dei terreni che coltivano o fanno coltivare e col raccolto producono marmellate, liquori, olio, saponi, miele, etc.
Mentre raccontava mi veniva da ridere perché conosco il suo rapporto con le cose che richiedono manualità (a stento riesce a sbucciare una mela) e cercavo di immaginarlo a  spremere arance o raccogliere castagne ma lui deve aver capito perché fissandomi e ridendo a sua volta mi ha precisato <è chiaro che io ho solo attaccato le etichette>.
Poi abbiamo ricordato nostri episodi del passato e chiacchierato spaziando da un argomento all’altro nella pace di quel bosco. Abbiamo parlato anche di pallagorio.com e mi ha spiegato che ha difficoltà a visitare il sito ma ha chiesto di mandare i suoi saluti a tutti quelli che lo frequentano. C’erano altre persone oltre a me, per lo più turisti in visita all’abbazia del 1200 o venuti per comprare i prodotti biologici che i monaci producono.  Lui mi è sembrato contento ed entusiasta della vita che ha scelto ed io ho preferito non fare domande sul perché di questa scelta. Siamo stati bene insieme, tutto qui.
Io però avevo ancora un po’ di strada da percorrere ed abbiamo ritenuto opportuno salutarci. Quando  gli ho promesso che sarei tornato a trovarlo ho avuto ancora una volta la sensazione che Don Sergio fosse contento, anche di rivedere un amico.
 in seguito  manderò due foto che ho scattato con lui.
bye  Enzo Iovine


Una Bella Serata....
 

22 March, 2008

Il nostro corrispondente da Prato ci ha inviato questo servizio:

 

Tutto in rima

UNA BELLA SERATA CON MANGIATA E SERENATA A CASA DI SCERBA A QUARRATA

Grazie al sito di Pallagorio.com che ci ha dato l’opportunità di incontrarci e di tenerci in contatto via web, sabato 8 marzo 2008 abbiamo organizzato una bella mangiata a Quarrata a casa di Francesco Masci (scerbino grande quello che suona la fisarmonica).

 

Eravamo circa una trentina di persone con a capo tutti i scerbino: Francesco, Leonardo, Micarello e Peppino, tutti con al seguito rispettive mogli e figlioli/e.

Da Verona si è unito all’allegra compagnia Franco Astorino (medcu i vugau i sceut) e da Milano ci ha raggiunto Enzo Iovine (postino). Presente anche Giuvanuzzi i Dantinit da Lucca, Mario Gangale (mbeluchia piccolo) da Firenze e Rita Brasacchio.

 

 

Prima di sederci a Tavola siamo andati tutti insieme a visitare il bellissimo negozio di Caterina Masci consulente di bellezza in cui lavorano le figliole e la moglie di Francesco, Parise Carmela, situato nella piazza centrale di Casalguidi (Pistoia).

Poi con Leonardo siamo andati a trovare le capre e prima di governarle lui e Francesco ci hanno fatto vedere come si pascolano utilizzando il classico linguaggio dei pastori. E così fra un “Ajà” e un “Virinèè ‘zza” e altri versi simili abbiamo cominciato a ridere e ovviamente ad assaggiare il buon vino “Scerba Doc” prodotto da Francesco.

Al rientro, nella spaziosa corte di casa Scerba, abbiamo assistito ad una breve esibizione dei du.du.à (Francesco, Peppe, Postino e Mbeluchia) che hanno approfittato di questo incontro per ultimare la registrazione del loro disco in uscita nei prossimi mesi

La cena è iniziata con l’ottimo affettato (capicollo e spek) fatto in casa da Carmela (moglie di Francesco) e le buonissime tartine miste preparate da Caterina (moglie di Leonardo) Eleonora (moglie di Peppino) e Rita Brasacchio. Poi è stata la volta della buonissima pasta piena preparata da Barbara “a romana” (moglie di Micarello) e poi l’arrosto di costarizzo, sazizzo e bistecchine di maiale cotto a puntino sulla brace da Micarello. Infine i buonissimi dolci (torta della nonna e cornetti ripieni al cioccolato e marmellata) preparati da mia moglie Ornella.

Ma sul più bello le donne, che si erano sistemate su un tavolo a parte in cucina e che evidentemente stavano “bufando” da un bel po’ di tempo perché nessuno di noi “scigherati” si era ricordato di portargli la mimosa e di fargli gli auguri per l’8 Marzo, si sono ribellate.

 

Guidate da “capu i maghu senzit” impersonato per l’occasione da Franca Rocca (prima cugina dei scerbino) si sono vendicate sfidandoci a suon di rime e tutte in coro ci hanno urlato: “Il brindisi un vu ce lo fate; le mimose un vu ce le date… e stasera un vu la beccate; ma se in cinese ce la chiedete… con le bacchette forse la toccherete; e se una rima non farete tutti i piatti laverete”.

Minchia, io mi sono incazzato come una jena, anche perché nei giorni precedenti l’8 Marzo più volte avevo chiesto a Francesco e Leonardo di procurarmi due alberelli di mimosa ma loro se ne erano dimenticati. E perciò dopo aver invocato a gran voce e in albanese una penna e un pezzo di carta, ecco cosa abbiamo risposto: “Ci avete provocato dicendo che non l’avremmo provato? Noi allora ci vendichiamo e stasera state tranquille che non ve la chiediamo. Noi siamo uomini vogliosi e siamo orgogliosi, anzi siamo uomini d’onore e quindi stasera andiamo a putore. E se dobbiamo dirla tutta ci accontentiamo anche di una brutta. Per un ramo di mimosa dobbiamo perdere la sposa? Allora se la mettete così non lo proverete fino a lunedì. Se poi l’accusa vorrete ritirare forse stasera vi possiamo anche rifriscare. In ogni caso abbiamo risposto con la rima ai vostri ricatti… e perciò adesso fricateve e lavate i piatti”.

Fulminante la loro replica: “E se a putore voi andrete… a giro con le tette di fuori ci troverete. Se a voi vi piace quella brutta… siete arrivati proprio alla frutta. Se la mimosa non avremo… con uno più bello noi andremo! Siamo donne determinate e anche lunedì ve la scordate. Ma se ci ripensate… l’accusa ritirate e vi volete rinfrescare… da martedì potete passare. Ancora una volta noi donne abbiamo iniziato… ma ancora il traguardo non avete conquistato. Noi i piatti li laviamo… ma con la nostra idea rimaniamo. E tutte insieme vi diciamo… tanto non ve la diamo”.

A questo punto si rischiava lo scontro aperto e allora noi, furbi, abbiamo giocato di fioretto rispondendogli così: “Guagliò se la cosa così va avanti ci rimettiamo tutti quanti. Questa risposta ve la scriviamo col cuore e per leggervela scende in campo il professore. Avete dimostrato molta grinta e per questo noi ve la diamo vinta (anzi gratis). Ogni nostra sposa merita molto di più che un ramo di mimosa. Facciamo pace e godiamoci sta bella serata con questa grande serenata a voi tutte dedicata”.

A questo punto, eravamo forse alla 13a bottiglia di vino, è partita la bellissima musica dei Duduà che ci ha accompagnato per tutto il resto della serata. Ad un certo punto, coi fumi dell’alcool ormai all’apice, Giuvanuzzo Dantino si è lanciato in una esilarante versione della canzone di Otello Profazio intitolata “U Ciucciu” che ci ha fatto letteralmente piegare dalle risate.

Insomma abbiamo trascorso una serata davvero indimenticabile.

Servizio scritto e fotografico di Franco Panzarella.



Enrico Ferraro
 

21 March, 2008

 

 

 

 

 

 

 


07 March, 2008

il suo curriculum continua    Enrico Ferraro

 

 

 

 


02 March, 2008

 

inviato dal corrispondente Enrico Ferraro padre del primario Francesco Ferraro

 

 

 


24 February, 2008

 inviato da Enrico Ferraro

 

 


17 February, 2008

 

 

Inchiesta “Why Not”

indagati prodi, mastella, loiero, cesa, gozi

il governatore della calabria accusato di corruzione semplice e corruzione elettorale

Nonostante i ripetuti tentativi messi in atto da Prodi e Mastella (iscritti nel registro degli indagati rispettivamente il 13 luglio e il 17 ottobre 2007) per insabbiare le indagini, l’inchiesta “Why Not”, avviata dall’ex Pm Luigi De Magistris il 23 giugno 2007 per fare luce sull'inquietante intreccio politico-mafioso-massonico-imprenditoriale che da almeno 4 anni (2004/2007) si spartisce la montagna di finanziamenti pubblici stanziati dallo Stato e dalla Comunità europea per favorire lo sviluppo della Calabria, continua a mietere vittime “eccellenti”

Il 7 febbraio è stata la volta del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che è stato raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione semplice e corruzione elettorale, emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Insieme alla notifica sono state effettuate anche una serie di perquisizioni in case e uffici di proprietà del governatore e di altri indagati, in 16 società e presso la sede del Comitato per Agazio Loiero presidente.

Nel provvedimento emesso dalla Procura generale, tra le altre cose, si fa riferimento a un versamento di 100mila euro effettuato in due tranche uguali durante la campagna elettorale per le regionali del 2005 da parte degli imprenditori Antonio Saladino e Tonino Gatto (titolare di numerosi centri commerciali) a favore di Loiero che, in cambio, avrebbe favorito società vicine ai due. “A tal fine – scrivono i Pm - Saladino stringe alleanza con Antonio Gatto, imprenditore di grande forza economica e titolare di numerosi centri commerciali Despar. I due versano, per l’onorevole Loiero, la somma di euro 100.000. In più, ulteriore impegno da parte del Saladino è quello di assumere in attività lavorative soggetti segnalati dall’onorevole Loiero”.

Altri 31.700 euro Saladino li dà (nel 2004) a una società riferibile a De Grano, “sotto forma di attività professionale mai prestata”.

In cambio dei suoi lauti favori Francesco De Grano viene nominato dirigente degli Affari internazionali presso la Regione Calabria e da quella poltrona partecipa a tutte le riunioni per definire quali strumenti utilizzare per far arrivare a Saladino “fondi pubblici”. E suggerisce a tal fine perfino la costituzione di una Fondazione che, con spavalderia: “A chi chiedeva chiarimenti, rispondeva ‘Ma non hai ancora capito che questa fondazione ci serve per veicolare fondi?’”. La fondazione si chiamerà “Need Ricerca srl”.

Dopo l’uscita di scena di De Magistris l’inchiesta è stata affidata a tre nuovi Pm: Domenico De Lorenzo, Pierpaolo Bruni e Alfredo Garbati che, proprio sulla base delle carte di “Why Not” avocata al Pm napoletano, hanno aperto un nuovo filone di indagine che vede al centro del malaffare gli stessi indagati di De Magistris con alcuni nomi eccellenti che ritornano e altri nuovi che spuntano a sorpresa. Su tutti spicca ancora Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere in Calabria, che è il perno intorno al quale ruota tutto mercimonio: non a caso sono state perquisite le sedi di Obiettivo Lavoro di Cosenza, Lamezia e Crotone (di cui Saladino è stato per anni responsabile) e Need di Lamezia Terme, di cui è ancora il referente.

 



 

 

Il suo nome emerge nell'inchiesta “Why Not” insieme a quello di un altro indagato raggiunto anch’egli da un nuovo avviso di garanzia e perquisizioni: Francesco De Grano, direttore generale del Dipartimento attività produttive della Regione. De Grano sarebbe – secondo le nuove accuse – una delle porte girevoli intorno alle quali orientare le risorse pubbliche a favore dei soliti noti: le società costituite da Saladino o comunque nella sfera della Compagnia delle Opere. Non va dimenticato che De Grano è fratello di Mariella De Grano, anch'essa indagata, e moglie di Pietro Macrì.

Quest'ultimo – secondo il Pm De Magistris – quale amministratore delegato della società Met sviluppo ricevette dalla società “Why Not” riconducibile a Saladino 250mila euro per un programma informatico denominato “Navision” ma inservibile. Fondi che poi servirono per lo sviluppo del sito web “Laboratorio democratico europeo”, il cui presidente, l'onorevole Sandro Gozi (PD) è “persona molto vicina” a De Grano, Macrì e soprattutto all'ex presidente del Consiglio Romano Prodi fin dai tempi della presidenza della commissione Ue. Per questo Anche gli uffici di Macrì sono stati perquisiti e nei confronti di Gozi è stato emesso un nuovo decreto di perquisizione e sequestro. Anche perché dagli atti dell’inchiesta emerge che Saladino incontrava regolarmente gli emissari di Romano Prodi: Sandro Gozi e soprattutto Piero Scalpellini: l’uomo che cura gli affari e i contatti a San Marino dove ha sede l’omonima loggia massonica già coinvolta nello scandalo, amico di vecchia data di Prodi e cofondatore di Nomisma.

Altro nome che compare spesso nelle carte dell’inchiesta – ma mai come indagato – è quello di Tonino Gatto, uomo vicinissimo a Loiero e alla Compagnia delle Opere ma – soprattutto – presidente della catena di supermercati Despar e, secondo indiscrezioni, interessato all'acquisto dei centri Carrefour al Sud in caso di dismissioni da parte del gruppo francese.

 Tra i nuovi indagati figura per la prima volta anche Eugenio Ripete capo struttura del gabinetto di Loiero in Regione e da questi nominato presidente della Sacal (la società che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme e i cui uffici sono stati perquisiti) nel giugno 2007.

Secondo i Pm Antonio Saladino: “Ha anche strumentalizzato il credo cattolico delle persone del suo apparato. Nella sua comunità riesce a imporre la propria strumentale interpretazione e applicazione dei canoni della religione cattolica che piega ai suoi obiettivi, leciti o illeciti che siano. A un certo punto è esplicito nella ricerca di ‘affari’, cioé di ‘fare soldi’”.



 

 

Nella sua comunità, ricordano i Pm, si arriva a dire che “se avesse saputo dei comportamenti del Saladino, don Giussani si sarebbe rivoltato nella tomba”.

Tra le nuove “acquisizioni” della procura generale (ci sono almeno una decina di gole profonde della Compagnia delle opere e della politica calabrese) che accusano: “In forza del suo ‘sistema’, Saladino scende in campo apertamente, contrariaramente alla tradizione della Compagnia delle Opere, nelle competizioni elettorali regionali e politiche del 2005 e del 2006, sostenendo l’onorevole Prodi e il candidato governatore Loiero. Tale condotta non è dovuta a un’opzione ideologica ma a intenti esclusivamente opportunistici”. Prodi come al solito ha smentito il “sostegno in campagna elettorale” ma è stato costretto ad ammettere di aver avuto contatti con Saladino sia pure “occasionali”.

Dopo questa nuova raffica di avvisi di garanzia, “Why Not” conta ora una quarantina di indagati fra cui spiccano, oltre a Prodi e Mastella, anche Loiero, Gozi e il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.

Corrispondente Franco Panzarella.



Franco Astorino
  

Da Francesco Germinara
 

 Ecco alcune foto sulla festa della Repubblica:

servizio fotografico di Francesco Germinara.







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