Inseriamo un sondaggio pubblico rivolto agli utenti per vedere cosa ne pensano in merito. Dopo aver votato potete vedere il risultato, quindi tutto trasparente! La Direzione di Pallacom
Thursday, February 25, 2010
Caro Umberto, so che sei uno dei nostri abituali lettori del sito quindi ne approfitto per salutarti e congratularmi per il tuo impegno nella Provincia ed il tuo interesse verso il paese natale. So che da solo non si puo' fare tanto specialmente in un ambiente ostile come il nostro dove gli interessi personali prevalgono su quelli della collettivita' ed a farne le spese e' l'intera comunita' pallagorese. Purtroppo abbiamo delle autorita' quali Sindaco, il prete don Pietro, medici etc. che ignorano questa realta' dell'internet, che un giorno non molto lontano potrebbe servire anche a loro. Eppure per scrivere qui non serve una laurea, questi dottori etc possono impressionare qualche analfabeta, ma ormai siamo arrivati al punto che un diplomato che ha vinto anche il concorso come mio fratello Donato fa l'allevatore, altri nelle citta' con la laurea in mano fanno lavori umili, mentre in paese quel pezzo di carta che anni fa' faceva impressione adesso non spaventa neanche un pensionato. Purtroppo come sempre sostengo, uno che si specializza in un campo cerca di inserirsi in quel settore. Anni fa i Pallagoresi investirono sul mattone o cemento, ergendo dei palazzetti che ora sono tutti disabitati, i politici diedero il benestare chiudendo tutte e due gli occhi, anche perche' loro potevano tirare le fila, adesso il paese sembra essere come le Piramidi in Egitto, palazzi o case che potrebbero contenere 8 mila abitanti, invece vi sono meno di 2 mila e fanno a stento a viverci. I giovani hanno due strade quella dello studio ( come area parcheggio) e quella della partenza che sembra quella piu' realizabile. In paese vi restano solo vecchi, e qualche impiegato, e qualche commerciante ed i pochi allevatori. Nessuno prende iniziative per fermare questa emorraggia cronica dell'emigrazione, allora a questo punto mi chiedi cosa c'entra la mia lettera! Umberto volevo ricordarti che mi avevi promesso non solo a me ma tutti quellli che usano internet che Le Piramidi avrebbero avuto internet veloce la cosiddetta Broaband attraverso il collegamento via telefono da casa. Quando venni l'anno scorso, lasciavo il mio computer portatile acceso e preparavo una tazza di caffe' ed ancora la scheda Tim scaricava la prima pagina di Pallacom, e su mie richiesta gli operatori della Tim mi dicevano: " Il comune di Pallagorio non rientra nella griglia della banda veloce". Gli operatori non sapevano o potevano darmi la ragione, mentre frazioni come Zinga e Perticaro lo erano, prova che feci recandomi da mio zio Ciccio e collegandomi in rete restai attonito la velocita' era dieci volte di quella del paese Pallagorio. Allora Umberto visto che sei nella provincia e il presidente della Provincia Stano Zurlo conosce il paese, ti sollecito a nome di tutti il popolo pallagorese fuori che siamo in rete ogni giorno, fai che Pallagorio ricada nella griglia di copertura della banda veloce. Un'azione congiunta della provincia di Lorecchio e Zurlo e magari Marino muoverebbe quelli della Tim che sono cosi bravi a rispondere che siamo scoperti. I vantaggi, eccone alcuni 1) Molti usano Skipe un programma che consente di fare chiamate telefoniche usando la rete e dove il costo e' centesimi a minuto. 2) Atri usano Messanger programma che consente video collegamenti tra utenti. 3)dare la possibilta' a quei pochi giovani che sono in paese di stare in contatto con gli amici o parenti che stanno fuori.4) L'anno scorso non tutti sanno che la moglie di un pallagorese mio cugino Antonio Perri che ha casa vicino l'officina Vasami, ebbene sua moglie tedesca soffre di diabete, durante la sua vacanza in paese periodo Giugno, cadde nel suo appartamento, il ginocchio destro attuti la caduta, ma poi si gonfio', cosi Antonio porto piu' volte la moglie e farla vedere all'ospedale di Crotone, e le dissero che non c'era niente di rotto, ma lei era dolorante quasi impossibilitata a camminare, intuendo la gravita' contattarono il figlio Michele in Germania il quale a sua volta si attivo' per far rientrare la madre prenotando e pagando il primo viaggio in aereo da Lamezia per Francoforte. E qui ecco il nuocciolo del fatto, molti non sanno che le pronotazioni conferme e biglietti voli avvengono tutte via internet, cosi per treni etc. Insomma Michele organizzo' il volo di ritorno, ma il biglietto era inviato su e.mail e la madre aveva bisogno di quella e.mail da stampare e far vedere a Lamezia, qui il caso volle che Antonio sapeva che io mi collegavo in internet e venne a trovarmi cosi lo misi in contatto con il figlio e cosi potemmo anche stampare il biglietto, che feci dall'edicola del paese dopo aver scaricato e.mail su una pennetta. Sta di fatto che in Germania a Rosina gli salvarono non solo il ginocchio e la gamba che stava andando in cancrena, la operarono d'urgenza e cosi pote' venire poi in Agosto. Internet scongiuro' quello che possiamo intuire, adesso Umberto con questo volevo sottolineare che la rete non serve solo per Facebook o divertirsi, ma spesso serve per tenersi in contatto con chi puo' aiutarci, in questo caso sei tu. Pertanto rimboccati le maniche e risolvi questo problema di avere internet veloce, tra pochi mesi verro', e non vorrei andare a Perticaro per stare in contatto con lo staff di Pallacom. Un abbraccio amichevole Eugenio Perri.
Il Microfono di Maurizio Spezzano
Tuesday, January 19, 2010
Razzismo e malaffare
Ne abbiamo sentite di cazzate in questi tristi giorni di Rosarno, senza che nessuno facesse emergere un briciolo di verità. Solo impallinamenti generici verso la gente di Rosarno, i calabresi, i meridionali in genere, come se i mali assoluti di un'intera decadente nazione si fossero nascosti dentro i capannoni abbandonati di Rosarno.
Come sempre accade in questi frangenti di razzismo strisciante si sono distinti nel giochino razzista e fetente, quei quattro legaioli, con in testa il ministro dell'Interno, sua maestà, signor ministro, Roberto Maroni, che invocava maggiore durezza contro il lassismo sinistrorso verso i lavoratori extracomunitari; tradotto: mazzate in testa e pedate nel culo, e se non sufficiente fucilate da parte di quattro delinquenti locali, che hannpo preso la palla al balzo e hanno usato i metodi indicati dal tutore del (dis)ordine.
Per nostra fortuna, non tutti i calabresi hanno seguito l'indicazione di tal viscido individuo, memori del fatto di essere stati e di essere tutt'ora carne di emigrazione, che ha contribuito in maniera determinante alla ricchezza e al progresso del Nordi Italia, di parte dell'Europa, del Nord e del Sud America, dell'Australia e di tutti quei luoghi ove era possibile guadagnare di che vivere e mantenere la propria famiglia.
Non ultimo, ha contribuito a tenere buoni gli istinti violenti ivocati, la nota generosità del nostro popolo, il sentimento di fratellanza verso gli sfruttati, l'istinto protettivo delle nostre donne e la comunanza di condizione di sfruttamento.
Invece di sproloquiare come sempre fanno i legaioli e i loro ducetti, perché non ne hanno individuato le cause? Perché non sono risaliti ai veri responsabili? Perché non hanno vigilato sulle condizioni di vita degli extracomunitari? Perché non si sono chiesti a quanto ammontava la retribuzione di una giornata lavorativa? Perché hanno trascurato di stroncare sul nascere l'alleanza tra gli agrari e la ndrangheta?
Queste domande avrebbe dovuto porsi un vero titolare del Ministero degli Interni e non invocare la violenza. Allora se un responsabile morale c'è questi è il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, che con le sue parole ha incitato gli animi a farsi giustizia ingiustificata da soli, facendo emergere una Calabria violenta, più di quanto già non lo sia, non per sua colpa ma per le connivenze politico-mafioso che da sempre hanno contraddistinto il nostro territorio.
Ministro Maroni e legaioli vari: venite voi ad abitare in Calabria, venite voi a vivere il disagio quotidiano di chi non riesce a mettere insieme pranzo e cena, venite voi a combattere la ndrangheta. Alzate il culetto dalla poltrona che profumatamente vi paghiamo e venite a fare voi gli eroi in Calabria. La mafia, la camorra, la ndrangheta si combattono togliendo loro forza lavoro e creando condizioni di benessere che rendono i cittadini meno ricattabili, più forti e più liberi, e non prigionieri della paura e del ricatto. Invece a voi fa comodo la nostra debolezza, perchè siamo più facilmente ricattabili, più propensi a farci nascondere le vere cause del disagio, più ciechi a guardare alla realtà e scoprire che siete incapaci voi a darci le risposte che aspettiamo da sempre.
Un solo urlo per il popolo calabrese: Liberiamoci di questi quattro straccioni che ci tengono prigionieri, che ci rendono ostaggi della paura e della violenza, battiamoci per liberare la nostra terra dal malaffare e dalla ndrangheta, mettiamoci di traverso ai disegni di oppressione politico e morali in cui ci costringono a vivere: una Calabria libera dalla ndrangheta e dalla malapolitica. Maurizio Spezzano
Il Presepe Vivente
Saturday, January 2, 2010 ( foto inviata da un Vecchio Amico)
Altrtra grande serata questa volta organizzata da don pietro e finanziata
anche dalla provincia Il presepe vivente nel centro storico GUFO....FELICISSIMO per le feste
La focara
Tuesday, December 15, 2009 Questa foto ci giunge da un nuovo amico collaboratore Speriamo che altri si facciano avanti ed ognuno possa dare il suo contributo. Un saluto afettuoso va a tutti coloro che visitano e collaborano in qualche maniera con il sito.
Motoraduno
Tuesday, November 3, 2009 Cari lettori, sono preso da tanti impegni, ma appena essi alleggeriscono riprendo a scrivere da queste pagine e tenervi compagnia a modo mio. Intanto vorrei salutare e ringraziare alcune persone esse sono gli organizzatori del moto raduno dedicato ad Astorino edizione 2009, tra i quali Franco Pontieri, Peppe Gambardella, Gianfranco Virardi ed altri. Il video ed altre foto saranno pronte tra non molto e le metteremo sul sito. Altro signore a cui vanno i miei omaggi il Prof. Antonio Pontieri, per la sua gentilezza nei miei confronti durante la presentazione del libro " Le promesse non muoino mai" ed il suo autore ed amico Domenico Medea. Poi tanti altri come Enzo Greco (Ciciano) in Germania, Spichero Maurizio di Labico che non mantiene le promesse, ma io ti avevo avvertito che l'avrei detto questo, sono passati due mesi e neanche un'articolo per Pallacom, poi Enzo dei Du,Dua, Peppe, chi piu', ho tanti da citare ma non vorrei dimenticare, Giovanni Mazza, Umberto Lorecchio, Franco Amendola insomma tanti, come Antonio dell'edicola, insomma se non cito qualcuno mi contatti e lo aggiugero nella prossima puntata, per adesso ci tenevo a citare queste persone, e altre come Minello di Roma, insomma chiudo dicendovi che Pallacom e' in rete per voi tutti. Eugenio Perri.
Volontari della cucina festa Zurlo ed Umberto
Saturday, May 16, 2009
Ieri facendo una passeggiata al monte Pomillo, ho incontrato un nostro compaesano che si chiama Antonio Anania, stava davanti al suo giardino cercando di organizzare alcuni lavori per il giorno seguente, ci ha ospitati nella sua singolare villa. Come gia’ ebbi modo di dire in occasioni precedenti, il Monte Pomillo e’ una risorsa immensa, non solo per le castagne o le ciliegge, ma per la sua posizione geografica ed orografica la quale offre un bel panorama della Calabria Ionica. In alter parti d’Italia si attua l’agriturismo, cioe’ il turismo nelle fattorie invece da noi nel sud di questa maniera di attirare turisti neanche l’ombra. Anzi potremmo inventare “loroturismo” il turismo in villette di montagna. Le villette ormai stabilite potrebbero essere un’inizio cioe’ essere disponibili a turisti che pagherebbero il soggiorno, altre magari nascerebbero insieme a piccolo attivita’ di ristorazione e cosi man mano potremmo attivare questa risorsa per portare un po’ di ossigeno a quetsa economia martoriata del paese, che oltre gli stipendiati che lavorano con lo stato, tutti gli altri fanno fatica a tirare avanti. Come gia’ sapete il sito di Pallacom si pone questo obbiettivo e per di piu’ gratuitamente. Quindi se I signori che possiedono un’abitazione volessero metterla a disposizione di eventuali turisti naturalmente a pagamento, li preghiamo di farsi avanti, darci Idettagli delle vostre case, il periodo disponibile da affittare e la pigione, infine una dettagliata descrizione della residenza con rispettive foto da pubblicare attraverso Pallacom. Anche attirando altri emigrati, come me che vengo dall’Australia, e dando delle possibilita’ di scelta di vivere al paese, questo di per se sarebbe un piccolo passo per far rimpopolare un paese di cui piu’ della meta delle case sono disabitate. E.P.
Cari Amici.............
Friday, May 15, 2009
articolo in via di pubblicazione..........tornate tra qualche ora
Sunday, March 8, 2009
Ciao Cari amici di Pallagorio.com, vi scrivo dopo un po' di tempo e vi rinrazio per le utili cronache: il fatto che ci sia la benzina a Pallagorio è un buon segno per molti pallagoresi. Peccato che io vada a Metano, cosa che purtroppo ancora pochi fanno in italia (molti invece usano il GPL ma è un gas un po' più nobile ma va bene lo stesso): quindi nonostante la benzina mi tocchera lo stesso qualche sosta al metano a Strongoli Marina: tanto sarò di passaggio...... Da quanto si è capito sono un po' ambientalista, di quelli che amano fare le cose ma che pensano anche un po' al pianeta. Per questo vorrei discutere alcune considerazioni date per assodate dal papabile-VIP Anonimo, che ha lasciato una opinione pochi giorni or sono. Opinione dal titolo "Marionette" in cui si parla di nucleare e di politica locale che purtroppo io non conosco quindi nulla posso dire a parte i toni (che non sono troppo gentili) e l'anonimato (che non è mai carino).
Sul nucleare mi permetto di far notare che in Italia il nucleare è stato bocciato non da pochi famigerati ambientalisti, ma da un referendum in cui votarono la metà più uno della popolazione, sennò i referendum non valgono; e questa non è poca cosa. Comunque l'Italia ha un deficit energetico che basterebbero per risollevarlo due cose molto più semplici, veloci, meno costose e con più manodopera da impigare: 1) tappare i buchi, come proposto da Maurizio Pallante uno scienziato, già consulente del Ministero dell'Ambiente, che ha dimostrato che l'italia perde più del 20% dell'energia prodotta, il doppio di un paese medio industrializzato (il triplo dell'Australia!). Se anche noi tappassimo i buchi arrivando ad una perdita di sistema del 10/15% come gli altri Paesi, spenderemo molto meno ed è come se costruissimo due centrali nucleare!!!!!! 2) il solare: se l'italia usasse il solare quanto la Germania o la Spagna (che lo sta facendo usando un nostro progetto!!!!) sarebbe come costrire una centrale nucleare spendendo la metà della metà con effetti immediati (le centrali nucleari hanno tempi lunghissimi di progettazione e costruzione, senza parlare dello smaltimento....). Per avere una idea l'Enel sta costruendo una centrale solare (una sola) di 50megaw in Sicilia, la prima in Italia per dimensioni: questo mentre in Spagna esiste già una di 250 e in Usa ne stanno facendo una di 500MW.
Quindi la Tesi che Berlusconi/Tremonti stiano operando bene su questo settore è abbastanza buffa. A supporto della mia opinione cito due opinini di organismi europei (quindi "indipendenti" dalla politica italina) che hanno commentato negativamente la notizia del possibile ritorno al nucleare del Governo Italiano: una di Greenpeace -associaione ambientalista, diciamo di sinistra- una dell'Indipendent -giornale conservatore diciamo di destra-:
Greenpeace, mette l'accento sul fatto che l'accordo nuclere Italia-francia è "a tutto vantaggio di Sarkozy, che sta cercando di tenere in piedi l'industria nucleare francese in crisi", ma ''non offre all'Italia nessuna garanzia di maggiore indipendenza energetica - tecnologia e combustibile arrivano dall'estero - ed è anzi contro gli obiettivi europei di breve termine''. L'accordo firmato è "pericoloso e miope": "Tutti gli studi internazionali - afferma l'organizzazione - mostrano che il nucleare è la fonte energetica più costosa e rimane aperta la questione delle scorie e della sicurezza''.
Independent. In caso di incidente, le centrali nucleari di nuova generazione sono più pericolose dei vecchi impianti che dovrebbero sostituire. Il quotidiano britannico cita alcuni documenti di natura industriale che provengono anche dalla azienda francese Edf, la stessa che ha appena sottoscritto un accordo con Enel. Studi che segnalano che il rischio di incidenti con queste nuove tecnologie è sì più basso, ma, nel caso avvenga una fuoriuscita di radiazioni, questa sarebbe più consistente e pericolosa che non in passato. Tra i documenti esaminati, "ce n'è uno secondo cui le perdite umane stimate potrebbero essere doppie". "Finora questo tipo di centrali è stato generalmente considerato meno pericoloso di quelli attualmente in funzione perché dotato di maggiori misure di sicurezza e in grado di produrre meno scorie - argomenta il quotidiano - ma le informazioni contenute nei documenti da noi consultati dimostrano che in effetti producono una quantità di isotopi radiattivi di gran lunga maggiore tra quelli definiti tecnicamente 'frazioni di rilascio immediato', proprio perché fuoriescono facilmente dopo un incidente".
Comunque sia: benvenuta la benzina, ma il nucleare senza prima tapparele perdite e il solare, è una spesa irresponsabile di qualsiasi Governo che abbia un progetto energetico. Ogni tanto pensiamo al nostro Rino Gaetano che 30anni fa cantava:
"Spendi spandi spandi spendi effendi spendi spandi spandi spendi effendi........ Essence benzina o gasolina soltanto un litro e in cambio ti do Cristina se vuoi la chiudo pure in monastero ma dammi un litro di oro nero...... Ti sei fatto il palazzo sul jumbo noi invece corriamo sempre appresso all’ambo. Ambo terno tombola cinquina se vinco mi danno un litro di benzina. Spendi spandi spandi spendi effendi spendi spandi spandi spendi effendi Spider coupé gittì alfetta a duecento c’è sempre una donna che t’aspetta sdraiata sul cofano all’autosalone e ti dice prendimi maschiaccio libidinoso coglione non più a gas ma a cherosene il riscaldamento centralizzato più ti scalda e più conviene niente più carbone mai più metano pace prosperità e lunga vita al sultano. Spendi spandi spandi spendi effendi spendi spandi spandi spendi effendi"
domenico
CROTONE - Scuole, parcheggi, strade, case e opere pubbliche costruite con materiale di scarto industriale, rifiuti tossici e sostanze cancerogene. E' quanto emerge dall'operazione della polizia denominata 'Black Mountains' che ha portato al sequestro di ben 18 aree disseminate lungo tutto il territorio crotonese fino a Cutro e Isola Capo Rizzuto, aree ad alta densità mafiosa nell'entroterra. La procura della Repubblica di Crotone, coordinata dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni, ha provveduto a sequestrare le strutture al centro dell'indagine. Sette persone sono state iscritte nel registro degli indagati, alcune delle quali per associazione a delinquere.
Almeno 350 mila tonnellate di materiali tossici sono state utilizzate per costruire, tra l'altro, tre cortili di altrettante scuole: l'elementare San Francesco e un istituto tecnico superiore, entrambi di Crotone, e una scuola elementare a Cutro. Arsenico, zinco, piombo, indio, germanio, mercurio, sostanze tossiche speciali provenienti dagli scarti dell'industria "Pertusola" di Crotone che invece di essere smaltiti con le cautele di legge venivano impiegati in edilizia.
Il materiale avrebbe dovuto essere trattato in discariche specializzate ed invece sarebbe stato ceduto a imprese di costruzioni che lo hanno utilizzato in lavori edili riguardanti anche alloggi popolari, villette, una banchina portuale e strade.
Sette gli indagati, rappresentanti legali di ditte edili e funzionari dell'azienda sanitaria: Vincenzo Mano, legale rappresentante pro-tempore della Pertusola sud, che ha chiuso l'attività alla fine degli anni '90; Giovanni Ciampà, rappresentante legale delle imprese Ciampà; Paolo Girelli, rappresentante legale dell'impresa Bonatti; Alfredo Mungari, rappresentante legale della Costruzioni Leto e i tre funzionari dell'asl regionale: Domenico Colosimo, Francesco Ruscio e Domenico Curcio.
Il sequestro delle 18 aree è stato notificato al presidente della Provincia, Sergio Iritale, che ha diffuso una nota durissima. "La notizia - si legge - conferma, se pure ce n'era bisogno, la gravità eccezionale della situazione ambientale su larga parte del territorio provinciale e, in particolare, la responsabilità che, nel determinarsi di questa situazione, hanno avuto le politiche di aggressione al territorio e di rapina delle risorse per lunghi anni attuate dall'Eni attraverso le società controllate e le attività condotte nella provincia di Crotone".
La Bonatti Spa dal canto suo precisa che non è stata contestata l'associazione a delinquere, ma ipotesi di reato attinenti alla gestione dei rifiuti. "Precisiamo -scrive a Repubblica.it la società- che i materiali in argomento, la cui natura è in corso di acertamento, sono stati impiegati da terzi (imprese subappaltatrici) esclusivamente a scopo temporaneo".
12 September, 2008
Notizie da Crotone, Giorno 6 settembre è arrivata al porto di Crotone una nave da crociera “The world”,con un equipaggio di 250 persone addetti ai lavori, lunga 196 metri e larga 30, una stazza di 40 mila tonnellate e 165 appartamenti di lusso. Il comune di Crotone per accogliere nel migliore dei modi i turisti ha concordato l’apertura straordinaria delle attività commerciali con un prolungamento dell’orario fino alle ore 22.00. Il grande evento ha suscitato la curiosità di molte persone non solo della città ma anche dei paesi della provincia che si sono recate sul porto per ammirare la grandezza della nave.
Thursday, 4 September 2008 -Il comune di Crotone ha voluto ricordare un grande della musica italiana originario di Crotone Rino Gaetano, dedicandogli una statua a sua immaggine e somiglianza proprio vicino la casa dove dove lui è nato . Anche la piazzetta è stata chiamata come lui piazzetta Rino Gaetano (Giuseppe Perri)
Documenti fatti pervenire da Franco Astorino
30 May, 2008
PROGETTO PER LA SISTEMAZIONE DEL SAGRATO E DELLE FACCIATE DELLA CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE RELAZIONE PROGRAMMATICA STORICO-ARTISTICA LAVORI DI RESTAURO
1. Premessa.
II progetto allegato alla presente relazione riguarda il restauro della facciata
principale, di quelle laterali e del sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine
ubicata nell'omonimo piazzale del Comune di Pallagorio.
Oggetto di studio saranno, pertanto, l'involucro murario degradato e, nella
fattispecie, gli intonaci esterni ed il sagrato. C'è da dire che l'intero "manufatto
esistente" necessita di uno studio globale che comprenda anche la torre campanaria e la
sagrestia, ma l'esiguità delle somme a disposizione per effettuare i lavori sono talmente
minime che non lo consentono. Si tratterà, pertanto, di effettuare un intervento di
restauro manutentivo sulle murature esterne che sono più esposte, nel tempo, a
fenomeni di degrado.
2. Cronistoria del manufatto.
La chiesa della Madonna del Carmine non nacque come un oggetto edilizio
idealmente concepito nella sua interezza. La sua costruzione, per come si evince dal
rilievo e dalle scarse notizie reperite (manca una documentazione certa), è avvenuta in
varie fasi che hanno visto succedersi nel tempo ampliamenti, aggiunte e interventi di
manutenzione. Questa che di seguito si descrive è la sua storia costruttiva.
Si narra, ma questo dovrebbe essere un luogo comune in quanto interessa altre
realtà del circondario territoriale, che la statua lignea della Madonna del Carmine, oggi
conservata nella omonima chiesa, doveva essere trasportata dal suo luogo di fattura,
ancora oggi sconosciuto, nella zona di Sant'Anna nei pressi di Isola Capo Rizzuto. I1
mezzo di trasporto era un carro trainato da buoi ma questi, giunti nel luogo ove oggi è
ubicata la chiesa, fermarono il loro cammino e malgrado le insistenze, non vollero
proseguire in avanti. Si pensò, allora, che una volontà suprema voleva che la statua
restasse li e li fosse venerata ed adorata. Ciò accadde intorno al 1700 e fu allora che si
costruì la cappella originaria: altro non era che un ricovero della stessa statua avente
dimensioni esterne di circa metri 5,70x2,50 per un'altezza di metri 4,50.
La venerazione era forte e molto sentita verso questa statua e fu allora, precisamente tra il 1700-1 750, che il popolo di Pallagorio mise mano per il 1° ampliamento e sopraelevazione, si
ottenne così una struttura a pianta quadrata avente lato di metri 5,70 per una altezza di
circa metri 8,00. Ma questa Madonna era talmente venerata che i suoi figli devoti
vollero costruire una vera e propria chiesa. Fu intorno al 1800-1850 che si diede corso
alla costruzione del 2° ampliamento. Esso era costituito da una unica navata a pianta
rettangolare delle dimensioni di circa metri 17,50x11,00 con struttura in muratura di
pietra non squadrata. Durante questo secondo ampliamento, precisamente nel 1859, fu
edificata anche la parte bassa dell'altare centrale al di sotto del quale vi è uno stucco a
mo' di cuore o di scudo sul quale era incisa la data di costruzione: 1859. Non si hanno
notizie, invece, circa la data sulla costruzione dei due altari laterali. Fu intorno al 1870
che si costruì il romitorio, anche esso in muratura di pietra ma non di ottima fattura in
quanto venne a crollare negli anni 1965-1 966. Qui vi abitarono gli eremiti di turno che
custodivano la chiesa e suonavano le campane.
Un terzo ampliamento ed una sopraelevazione furono realizzati negli anni tra il 1880-
1900. In pratica con tale intervento si è definito l'intero impianto volumetrico oggi
esistente ed ha interessato la parte anteriore con un prolungamento di metri 6 della
struttura e con la definizione della facciata principale. Si sono tamponate le precedenti
aperture (porte e finestre) e si è sopraelevata l'intera struttura di circa metri 1,50. Le
vecchie finestre ad arco furono sostituite da quelle oggi esistenti che richiamano uno
stile gotico con archi a sesto acuto. Si definì completamente il portale e si costruì il
presbiterio con il completamento della parte alta dell'altare centrale. Nella sua interezza
l'altare centrale, che risulta bello ed imponente, è così configurato: la parte bassa è
sormontata dal tabernacolo Eucaristico che a sua volta è sormontato dalla nicchia dove t
conservata la statua lignea della Madonna, al di sopra di tutto vi è Dio che si erge su una
nuvola e sulla mano destra sostiene il mondo. Fu in questa fase che si iniziò a porre le
basi per la costruzione della torre campanaria per essere completata intorno il 1907,
anno di posa delle campane. La base della torre e per tutta l'altezza della chiesa è
realizzata in muratura di pietra e fu edificata tra il 1850-1900, mentre il campanile
(molto somigliante a quello che si trova ne1 palazzo della Signoria a Firenze) è
realizzato in mattoni pieni cotti nel luogo e fu realizzato tra il 1900-1907. Il campanile
era ed è l'opera simbolica di questa piccola comunità li in alto vi era collocato un bel
orologio, ma le condizioni statiche dello stesso campanile consigliarono di levarlo in
quanto il continuo rintocco avrebbe provocato seri problemi all'intera struttura. Tale
opera, nel tempo, subì anche una non felice ma utile opera di consolidamento: fu
ingabbiata, ed è tuttora visibile, con una struttura in profilati di ferro per far si che le
lesioni, nel tempo, fossero più contenute.
Contemporaneamente al 3° ampliamento fu edificato anche il sagrato che aveva forma
circolare ed era cinto con elementi di pietra locale; nel 1967, però, si pose mano e si
ricopri tutto con un manto di calcestruzzo per come oggi lo vediamo.
Alla fine degli anni '50, in considerazione del fatto che alla sinistra della navata vi era
uno spazio libero, si pensò di realizzare un ulteriore ampliamento e di fatti si
edificarono due muri in pietra per una altezza di circa 4 metri. Tale opera rimase
incompiuta ed i due muri sono lì a testimoniarlo. Nello stesso periodo fu intonacata la
facciata principale: essa originariamente era bugnata a listoni orizzontali in muratura
con finitura, superiore ed inferiore della bugna, a mattoni; oggi è conservata la
bugnatura a listoni ma l'intonacatura ha coperto il tutto esistente compreso il portale, le
cornici e quanto altro vi era di pregiato dal punto di vista storico ed architettonico.
3. I1 progetto.
Come già detto in premessa l'oggetto di studio di tale intervento sono gli
intonaci esterni ed il sagrato, elementi sui quali si intende intervenire in considerazione
ed in funzione della disponibilità economica a disposizione.
E' necessario a questo punto precisare che la struttura in questione non è interessata da
fenomeni o segni di dissesto in quanto, da una attenta diagnosi effettuata sul sito, non si
sono riscontrate lesioni né del tipo diffuso né del tipo concentrato. Ciò sta ad indicare
anche che non vi sono stati, nel tempo, fenomeni di cedimento del terreno che potessero
pregiudicare la stabilità delle fondazioni e di conseguenza dell'intera struttura muraria
in elevazione.
Un discorso a parte merita la torre campanaria la quale, invece, è interessata da lesioni
che meritano un attento studio di diagnosi strutturale onde porre in atto un preciso
intervento di consolidamento statico e di restauro.
Detto ciò si può passare alla disamina degli interventi.
Enzo Iovine
04 May, 2008
Don Sergio
Di ritorno da Genova ho pensato di allungare un tantino e spendere qualche ora con un amico così ho telefonato all’abbazia dei cistercensi di Tiglieto, ci siamo accordati per quanto riguarda gli orari delle visite, mi sono fatto spiegare la strada e sono partito.
Sembrava di non arrivare mai. Dopo un breve tratto di autostrada ed una decina di chilometri in una strada provinciale molto panoramica ho letto per la prima volta il cartello stradale con l’indicazione per Tiglieto. Da questo punto in poi la strada era una salita infinita tra innumerevoli curve come quando dalle nostre parti andiamo in Sila passando per il bivio di Campana.
Dopo aver parcheggiato bisogna percorrere un breve tratto a piedi per raggiungere l’abbazia che è un’oasi nel bosco circondata da castani e tigli.
L’ho trovato che passeggiava nel chiostro in mia attesa e l’ho riconosciuto da lontano per via della sua camminata.
Don Sergio Spezzano.
Larzoti
Ci siamo salutati affettuosamente ed abbiamo trascorso quasi due ore a chiacchierare come non succedeva da anni. Mentre visitavamo i locali aperti al pubblico mi ha spiegato che la comunità in cui si trova è gestita da quattro monaci (tra cui lui) e che sono più o meno autonomi. Hanno dei terreni che coltivano o fanno coltivare e col raccolto producono marmellate, liquori, olio, saponi, miele, etc.
Mentre raccontava mi veniva da ridere perché conosco il suo rapporto con le cose che richiedono manualità (a stento riesce a sbucciare una mela) e cercavo di immaginarlo a spremere arance o raccogliere castagne ma lui deve aver capito perché fissandomi e ridendo a sua volta mi ha precisato <è chiaro che io ho solo attaccato le etichette>.
Poi abbiamo ricordato nostri episodi del passato e chiacchierato spaziando da un argomento all’altro nella pace di quel bosco. Abbiamo parlato anche di pallagorio.com e mi ha spiegato che ha difficoltà a visitare il sito ma ha chiesto di mandare i suoi saluti a tutti quelli che lo frequentano. C’erano altre persone oltre a me, per lo più turisti in visita all’abbazia del 1200 o venuti per comprare i prodotti biologici che i monaci producono.Lui mi è sembrato contento ed entusiasta della vita che ha scelto ed io ho preferito non fare domande sul perché di questa scelta. Siamo stati bene insieme, tutto qui.
Io però avevo ancora un po’ di strada da percorrere ed abbiamo ritenuto opportuno salutarci. Quandogli ho promesso che sarei tornato a trovarlo ho avuto ancora una volta la sensazione che Don Sergio fosse contento, anche di rivedere un amico.
in seguito manderò due foto che ho scattato con lui.
bye Enzo Iovine
Quarrata
22 March, 2008
Il nostro corrispondente da Prato ci ha inviato questo servizio:
Tutto in rima
UNA BELLA SERATA CON MANGIATA E SERENATA A CASA DI SCERBA A QUARRATA
Grazie al sito di Pallagorio.com che ci ha dato l’opportunità di incontrarci e di tenerci in contatto via web, sabato 8 marzo 2008 abbiamo organizzato una bella mangiata a Quarrata a casa di Francesco Masci (scerbino grande quello che suona la fisarmonica).
Eravamo circa una trentina di persone con a capo tutti i scerbino: Francesco, Leonardo, Micarello e Peppino, tutti con al seguito rispettive mogli e figlioli/e.
Da Verona si è unito all’allegra compagnia Franco Astorino (medcu i vugau i sceut) e da Milano ci ha raggiunto Enzo Iovine (postino). Presente anche Giuvanuzzi i Dantinit da Lucca, Mario Gangale (mbeluchia piccolo) da Firenze e Rita Brasacchio.
Prima di sederci a Tavola siamo andati tutti insieme a visitare il bellissimo negozio di Caterina Masci consulente di bellezza in cui lavorano le figliole e la moglie di Francesco, Parise Carmela, situato nella piazza centrale di Casalguidi (Pistoia).
Poi con Leonardo siamo andati a trovare le capre e prima di governarle lui e Francesco ci hanno fatto vedere come si pascolano utilizzando il classico linguaggio dei pastori. E così fra un “Ajà” e un “Virinèè ‘zza” e altri versi simili abbiamo cominciato a ridere e ovviamente ad assaggiare il buon vino “Scerba Doc” prodotto da Francesco.
Al rientro, nella spaziosa corte di casa Scerba, abbiamo assistito ad una breve esibizione dei du.du.à (Francesco, Peppe, Postino e Mbeluchia) che hanno approfittato di questo incontro per ultimare la registrazione del loro disco in uscita nei prossimi mesi
La cena è iniziata con l’ottimo affettato (capicollo e spek) fatto in casa da Carmela (moglie di Francesco) e le buonissime tartine miste preparate da Caterina (moglie di Leonardo) Eleonora (moglie di Peppino) e Rita Brasacchio. Poi è stata la volta della buonissima pasta piena preparata da Barbara “a romana” (moglie di Micarello) e poi l’arrosto di costarizzo, sazizzo e bistecchine di maiale cotto a puntino sulla brace da Micarello. Infine i buonissimi dolci (torta della nonna e cornetti ripieni al cioccolato e marmellata) preparati da mia moglie Ornella.
Ma sul più bello le donne, che si erano sistemate su un tavolo a parte in cucina e che evidentemente stavano “bufando” da un bel po’ di tempo perché nessuno di noi “scigherati” si era ricordato di portargli la mimosa e di fargli gli auguri per l’8 Marzo, si sono ribellate.
Guidate da “capu i maghu senzit” impersonato per l’occasione da Franca Rocca (prima cugina dei scerbino) si sono vendicate sfidandoci a suon di rime e tutte in coro ci hanno urlato: “Il brindisi un vu ce lo fate; le mimose un vu ce le date… e stasera un vu la beccate; ma se in cinese ce la chiedete… con le bacchette forse la toccherete; e se una rima non farete tutti i piatti laverete”.
Minchia, io mi sono incazzato come una jena, anche perché nei giorni precedenti l’8 Marzo più volte avevo chiesto a Francesco e Leonardo di procurarmi due alberelli di mimosa ma loro se ne erano dimenticati. E perciò dopo aver invocato a gran voce e in albanese una penna e un pezzo di carta, ecco cosa abbiamo risposto: “Ci avete provocato dicendo che non l’avremmo provato? Noi allora ci vendichiamo e stasera state tranquille che non ve la chiediamo. Noi siamo uomini vogliosi e siamo orgogliosi, anzi siamo uomini d’onore e quindi stasera andiamo a putore. E se dobbiamo dirla tutta ci accontentiamo anche di una brutta. Per un ramo di mimosa dobbiamo perdere la sposa? Allora se la mettete così non lo proverete fino a lunedì. Se poi l’accusa vorrete ritirare forse stasera vi possiamo anche rifriscare. In ogni caso abbiamo risposto con la rima ai vostri ricatti… e perciò adesso fricateve e lavate i piatti”.
Fulminante la loro replica: “E se a putore voi andrete… a giro con le tette di fuori ci troverete. Se a voi vi piace quella brutta… siete arrivati proprio alla frutta. Se la mimosa non avremo… con uno più bello noi andremo! Siamo donne determinate e anche lunedì ve la scordate. Ma se ci ripensate… l’accusa ritirate e vi volete rinfrescare… da martedì potete passare. Ancora una volta noi donne abbiamo iniziato… ma ancora il traguardo non avete conquistato. Noi i piatti li laviamo… ma con la nostra idea rimaniamo. E tutte insieme vi diciamo… tanto non ve la diamo”.
A questo punto si rischiava lo scontro aperto e allora noi, furbi, abbiamo giocato di fioretto rispondendogli così: “Guagliò se la cosa così va avanti ci rimettiamo tutti quanti. Questa risposta ve la scriviamo col cuore e per leggervela scende in campo il professore. Avete dimostrato molta grinta e per questo noi ve la diamo vinta (anzi gratis). Ogni nostra sposa merita molto di più che un ramo di mimosa. Facciamo pace e godiamoci sta bella serata con questa grande serenata a voi tutte dedicata”.
A questo punto, eravamo forse alla 13a bottiglia di vino, è partita la bellissima musica dei Duduà che ci ha accompagnato per tutto il resto della serata. Ad un certo punto, coi fumi dell’alcool ormai all’apice, Giuvanuzzo Dantino si è lanciato in una esilarante versione della canzone di Otello Profazio intitolata “U Ciucciu” che ci ha fatto letteralmente piegare dalle risate.
Insomma abbiamo trascorso una serata davvero indimenticabile.
Foto di Franco Panzarella.
Enrico Ferraro
21 March, 2008
07 March, 2008
il suo curriculum continua Enrico Ferraro
02 March, 2008
inviato dal corrispondente Enrico Ferraro padre del primario Francesco Ferraro
24 February, 2008
inviato da Enrico Ferraro
17 February, 2008
Inchiesta “Why Not”
indagati prodi, mastella, loiero, cesa, gozi
il governatore della calabria accusato di corruzione semplice e corruzione elettorale
Nonostante i ripetuti tentativi messi in atto da Prodi e Mastella (iscritti nel registro degli indagati rispettivamente il 13 luglio e il 17 ottobre 2007) per insabbiare le indagini, l’inchiesta “Why Not”, avviata dall’ex Pm Luigi De Magistris il 23 giugno 2007 per fare luce sull'inquietante intreccio politico-mafioso-massonico-imprenditoriale che da almeno 4 anni (2004/2007) si spartisce la montagna di finanziamenti pubblici stanziati dallo Stato e dalla Comunità europea per favorire lo sviluppo della Calabria, continua a mietere vittime “eccellenti”
Il 7 febbraio è stata la volta del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che è stato raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione semplice e corruzione elettorale, emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Insieme alla notifica sono state effettuate anche una serie di perquisizioni in case e uffici di proprietà del governatore e di altri indagati, in 16 società e presso la sede del Comitato per Agazio Loiero presidente.
Nel provvedimento emesso dalla Procura generale, tra le altre cose, si fa riferimento a un versamento di 100mila euro effettuato in due tranche uguali durante la campagna elettorale per le regionali del 2005 da parte degli imprenditori Antonio Saladino e Tonino Gatto (titolare di numerosi centri commerciali) a favore di Loiero che, in cambio, avrebbe favorito società vicine ai due. “A tal fine – scrivono i Pm - Saladino stringe alleanza con Antonio Gatto, imprenditore di grande forza economica e titolare di numerosi centri commerciali Despar. I due versano, per l’onorevole Loiero, la somma di euro 100.000. In più, ulteriore impegno da parte del Saladino è quello di assumere in attività lavorative soggetti segnalati dall’onorevole Loiero”.
Altri 31.700 euro Saladino li dà (nel 2004) a una società riferibile a De Grano, “sotto forma di attività professionale mai prestata”.
In cambio dei suoi lauti favori Francesco De Grano viene nominato dirigente degli Affari internazionali presso la Regione Calabria e da quella poltrona partecipa a tutte le riunioni per definire quali strumenti utilizzare per far arrivare a Saladino “fondi pubblici”. E suggerisce a tal fine perfino la costituzione di una Fondazione che, con spavalderia: “A chi chiedeva chiarimenti, rispondeva ‘Ma non hai ancora capito che questa fondazione ci serve per veicolare fondi?’”. La fondazione si chiamerà “Need Ricerca srl”.
Dopo l’uscita di scena di De Magistris l’inchiesta è stata affidata a tre nuovi Pm: Domenico De Lorenzo, Pierpaolo Bruni e Alfredo Garbati che, proprio sulla base delle carte di “Why Not” avocata al Pm napoletano, hanno aperto un nuovo filone di indagine che vede al centro del malaffare gli stessi indagati di De Magistris con alcuni nomi eccellenti che ritornano e altri nuovi che spuntano a sorpresa. Su tutti spicca ancora Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere in Calabria, che è il perno intorno al quale ruota tutto mercimonio: non a caso sono state perquisite le sedi di Obiettivo Lavoro di Cosenza, Lamezia e Crotone (di cui Saladino è stato per anni responsabile) e Need di Lamezia Terme, di cui è ancora il referente.
Franco Panzarella
Il suo nome emerge nell'inchiesta “Why Not” insieme a quello di un altro indagato raggiunto anch’egli da un nuovo avviso di garanzia e perquisizioni: Francesco De Grano, direttore generale del Dipartimento attività produttive della Regione. De Grano sarebbe – secondo le nuove accuse – una delle porte girevoli intorno alle quali orientare le risorse pubbliche a favore dei soliti noti: le società costituite da Saladino o comunque nella sfera della Compagnia delle Opere. Non va dimenticato che De Grano è fratello di Mariella De Grano, anch'essa indagata, e moglie di Pietro Macrì.
Quest'ultimo – secondo il Pm De Magistris – quale amministratore delegato della società Met sviluppo ricevette dalla società “Why Not” riconducibile a Saladino 250mila euro per un programma informatico denominato “Navision” ma inservibile. Fondi che poi servirono per lo sviluppo del sito web “Laboratorio democratico europeo”, il cui presidente, l'onorevole Sandro Gozi (PD) è “persona molto vicina” a De Grano, Macrì e soprattutto all'ex presidente del Consiglio Romano Prodi fin dai tempi della presidenza della commissione Ue. Per questo Anche gli uffici di Macrì sono stati perquisiti e nei confronti di Gozi è stato emesso un nuovo decreto di perquisizione e sequestro. Anche perché dagli atti dell’inchiesta emerge che Saladino incontrava regolarmente gli emissari di Romano Prodi: Sandro Gozi e soprattutto Piero Scalpellini: l’uomo che cura gli affari e i contatti a San Marino dove ha sede l’omonima loggia massonica già coinvolta nello scandalo, amico di vecchia data di Prodi e cofondatore di Nomisma.
Altro nome che compare spesso nelle carte dell’inchiesta – ma mai come indagato – è quello di Tonino Gatto, uomo vicinissimo a Loiero e alla Compagnia delle Opere ma – soprattutto – presidente della catena di supermercati Despar e, secondo indiscrezioni, interessato all'acquisto dei centri Carrefour al Sud in caso di dismissioni da parte del gruppo francese.
Tra i nuovi indagati figura per la prima volta anche Eugenio Ripete capo struttura del gabinetto di Loiero in Regione e da questi nominato presidente della Sacal (la società che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme e i cui uffici sono stati perquisiti) nel giugno 2007.
Secondo i Pm Antonio Saladino: “Ha anche strumentalizzato il credo cattolico delle persone del suo apparato. Nella sua comunità riesce a imporre la propria strumentale interpretazione e applicazione dei canoni della religione cattolica che piega ai suoi obiettivi, leciti o illeciti che siano. A un certo punto è esplicito nella ricerca di ‘affari’, cioé di ‘fare soldi’”.
Nella
sua comunità, ricordano i Pm, si arriva a dire che “se avesse saputo
dei comportamenti del Saladino, don Giussani si sarebbe rivoltato nella
tomba”.
Tra
le nuove “acquisizioni” della procura generale (ci sono almeno una
decina di gole profonde della Compagnia delle opere e della politica
calabrese) che accusano: “In forza del suo ‘sistema’, Saladino scende
in campo apertamente, contrariaramente alla tradizione della Compagnia
delle Opere, nelle competizioni elettorali regionali e politiche del
2005 e del 2006, sostenendo l’onorevole Prodi e il candidato
governatore Loiero. Tale condotta non è dovuta a un’opzione ideologica
ma a intenti esclusivamente opportunistici”. Prodi come al solito ha
smentito il “sostegno in campagna elettorale” ma è stato costretto ad
ammettere di aver avuto contatti con Saladino sia pure “occasionali”.
Dopo
questa nuova raffica di avvisi di garanzia, “Why Not” conta ora una
quarantina di indagati fra cui spiccano, oltre a Prodi e Mastella,
anche Loiero, Gozi e il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.