25 September, 2008
ROMA - Alcune scritte razziste che si riferiscono agli immigrati uccisi a Castelvolturno e Milano sono apparse sui muri della tangenziale est a poche centinaia di metri dal cimitero Verano a Roma. Su due manifesti affissi sulla via Tiburtina, a firma di Militia, è stato scritto "minime in Italia: Milano -1. Castelvolturno -6".
Nell'altro manifesto invece è stato scritto, sempre con la stessa sigla sotto la quale è stata tracciata una svastica, "Schifani, l'ebreo sarai te", in riferimento alla visita dei giorni scorsi del presidente del Senato ad Auschwitz.. I due manifesti, secondo un testimoni che ha avvertito le forze dell'ordine, sarebbero stati affissi poco prima da un gruppo di giovani, circa una ventina, che, secondo la testimonianza, avevano teste rasate e giubbotti in pelle.
In avvio di seduta al Senato, l'assemblea ha espresso la propria solidarietà al presidente Renato Schifani per le scritte razziste. "Qui non può che essere il male assoluto, la follia divenuta atrocità", aveva detto Schifani. Il senatore del Pdl Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali, ha preso la parola e si è detto turbato per il riferimento delle scritte a Schifani. "Sulle mura del Verano sono apparse scritte in cui si legge 'Schifani l'ebreo sarai tù. Le parole del presidente sono state sempre forti, in questa Aula e fuori, contro il razzismo e tutti i totalitarismi". "Sono certo - ha continuato Vizzini - che il presidente del Senato abbia abbastanza forza per andare avanti nella sua strada. In quanto al messaggio, mi sento di dire: ebreo non è solo Schifani; ebrei siamo tutti noi".
Wednesday, 17 September 2008
ROMA - Restano meno di 48 ore per trovare un accordo: per andare avanti, la cordata di imprenditori italiani creata per far nascere la «nuova Alitalia» vuole il sì dei sindacati, o almeno di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per giovedì alle 16, quando a Milano si riunirà l'assemblea dei soci. Il confronto sull'ostacolo del nuovo contratto di lavoro ha fatto passi avanti, ci sarebbe la garanzia di non toccare i livelli retributivi a fronte di un aumento di produttività e flessibilità, e per la Cai, la Compagnia Aerea Italiana fondata dalla cordata, questo sarebbe un punto di arrivo. Come dire che non si tratta più.
INCONTRO - È attesa una nuova convocazione dei sindacati, per un incontro conclusivo. L'ultimo passaggio del cammino fatto solo con i sindacati confederali e l'Ugl, passato prima per la condivisione di un accordo quadro sul piano industriale, e incentrato ora sul confronto per il contratto il cui contenuto sarebbe oramai definito nel dettaglio, in una stesura finale che rimanda al contratto di Air One come base per i punti su cui non si è raggiunta una intesa. Intanto continua su una strada separata il percorso delle sigle autonome: l'Sdl, i piloti di Anpac e Up, gli assistenti di volo di Avia e Anpav, più o meno distanti da un accordo, ma tutti disponibili a trattare. Mentre è saltata la riunione che avrebbe dovuto riportare intorno allo stesso tavolo, per un confronto interno, tutte le nove sigle.
«SOLDI STANNO PER FINIRE» - Nel frattempo, il commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, assicura che «nell'immediato» non ci sono problemi di operatività per i voli Alitalia, ma «i soldi non sono pochi, sono pochissimi, e stanno per finire». Il «piano Fenice» si conferma come l'ultima chiamata per evitare il fallimento. Se l'operazione non dovesse andare in porto, dice Fantozzi, «ci guarderemmo intorno per vedere se ci sono altre offerte, poi faremo quello che dobbiamo fare».
BERLUSCONI - Su Alitalia interviene anche Silvio Berlusconi. Il premier afferma che se la trattativa fallisse per un «egoismo irragionevole», il governo non potrebbe «garantire» a tutti i 20 mila lavoratori di Alitalia quanto promesso ai 3.250 esuberi previsti dal piano di salvataggio e vi dovrebbe essere dunque una «drastica» riduzione di sostegni e rimborsi. Il premier è tornato dunque a fare la voce grossa dopo che già lunedì sera a «Porta a Porta» aveva attaccato i sindacati parlando di difesa dei privilegi e spiegando che la sola alternativa all'accordo con Cai sarebbe il fallimento della compagnia di bandiera. Visto che un eventuale mancato accordo, secondo il capo del governo, «dipenderebbe dalla loro volontà di non accettare un'altra possibilità di lavoro», ovvero dalla volonta di fare prevalere «un egoismo irragionevole nei confronti del loro bene e del bene comune», il governo «dovrebbe intervenire drasticamente, imponendo sostegni e rimborsi assolutamente diversi da quelli promessi e garantiti ai 3.250 esuberi attuali».
LA FINANZA ALLA MAGLIANA - Intanto giunge la notizia dell'arrivo alla sede della Magliana degli agenti del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza che ha acquisito i bilanci consolidati degli ultimi dieci anni e altra documentazione, nell'ambito dell'inchiesta della procura aperta dopo la dichiarazione di insolvenza della compagnia di bandiera.
ITALI AIRLINES INTERESSATA- Sempre dalla Magliana trapela che non è solo la cordata di Cai ad avere interesse per la compagnia di bandiera. Il commissario straordinario Fantozzi ha infatti ricevuto «una manifestazione di interesse al progetto di cessione da Alitalia ad ItAli Airlines di aerei e relativi personale navigante e tecnico in esubero, sulla base di un contratto di servizio pluriennale». Una seconda manifestazione di interesse è arrivata da Investimenti e Sviluppo mediterraneo per l'Atitech.
UN LUNEDI' DI TRATTATIVE - Per tutta la giornata di lunedì al ministero del Lavoro e a Palazzo Chigi si sono svolte numerose riunioni che però hanno visto incontrarsi separatamente i sindacati confederali e le associazioni professionali di piloti e assistenti di volo. A tarda sera era stata concordata una riunione a nove per trovare una posizione comune da presentare alla Cai e al governo nell'incontro che dovrebbe essere convocato dall'esecutivo per mercoledì o giovedì, prima del consiglio di amministrazione di Cai, previsto per giovedì. Alla base del rinvio ci sono probabilmente ragioni tattiche: i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero avere più tempo per valutare il piano e non essere costretti a decidere in tempi stretti solo per rispettare le scadenze decise dalla Cai.
CAUTO OTTIMISMO - Quanto alla possibilità che un'intesa venga raggiunta, qualche spiraglio arriva dai sindacati confederali. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, spiega che il lavoro grosso è ora nella definizione del contratto di lavoro, che dovrà prevedere il mantenimento degli attuali livelli salariali: «Il nostro slogan è : vogliamo lavorare meglio, anche di più, ma guadagnare lo stesso stipendio». Il segretario della Uil, Luigi Angeletti, fa invece sapere che le percentuali di buona riuscita nella trattativa sono «buone ma non il 100%» e alle controparti chiede che ai lavoratori venga garantita soprattutto certezze: «Dobbiamo essere sicuri che facciamo sacrifici a fronte di impegni affidabili».
«IL FALLIMENTO? UNA LIBERAZIONE» - Il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, uno dei più seguiti dirigenti ex ds del Nord Italia, commenta invece l'eventualità di un fallimento di Alitalia, evocata anche dal premier Silvio Berlusconi lunedì sera: per il sistema aeroportuale milanese, secondo il capo di Palazzo Isimbardi, il collasso della compagnia «non sarebbe una tragedia». Anzi: «Potrebbe essere addirittura un 25 aprile, il giorno della liberazione in cui ci liberiamo da chi in questi anni ha messo le mani alla gola del sistema aeroportuale milanese e lo ha soffocato».
«BERLUSCONI DICE SCIOCCHEZZE» - Intanto dal Partito democratico arrivano le repliche a Berlusconi,. Per il segretario, Walter Veltroni, quello di Alitalia «è un pasticcio tra i più gravi della storia dell’Italia del dopoguerra che lascerà i suoi miasmi ancora per molto tempo. Ma ciò che è più insopportabile è che il governo vuol far pagare i prezzi di questo pasticcio a lavoratori che guadagnano 1300 euro al mese o a giovani precari ormai da molti anni». «Il Premier e molti uomini della sua maggioranza - ha accusato Veltroni- al posto di riconoscere gli errori e i guai causati dalle loro decisioni, si esercitano a rovesciare le colpe sui sindacati, in particolare sulla Cgil, e sui dipendenti della compagnia». Il ministro ombra del Pd, Pierluigi Bersani, pensa invece che «le affermazioni di Berlusconi sono senza capo nè coda, la nostra esperienza di governo non è stata senza problemi con il sindacato. A noi minacciarono scioperi generali per molto meno di quello che sta accadendo adesso in economia. Dire che i sindacati sono a servizio di Tizio e Caio è una sciocchezza e corrisponde all’idea del premier di scaricare i problemi secondo la logica per cui a lui vanno gli applausi e agli altri le corna». Per Bersani l’unica differenza tra il Pd e il centrodestra è che «noi abbiamo sensibilità verso il mondo del lavoro, pur essendo intenzionati a cancellare i privilegi».
«IL PREMIER CI RISPETTI» - Anche la Cgil è intervenuta con una nota ufficiale per repllicare alle parole del premier, che definisce «inaccettabili e non consone all'alto ruolo che ricopre»: quelli posti in queste settimane, si legge, «sono problemi che non possono essere "buttati in politica". Si tratta del destino di persone in carne ed ossa, delle loro condizioni familiari, delle loro vite e, su un altro versante, si tratta di questioni che rigurdano problemi di democrazia e di rappresentatività sindacale.» Al presidente del Consiglio la Cgil chiede «più rispetto, più misura e di evitare goffi tentativi di scaricare su altri responsabilità che sono, per la quota che gli compete, anche sue».
COMMISSARIATE AZ EXPRESS E VOLARE - Continuano intanto le procedure per arrivare alla dismissione di Alitalia. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le società Alitalia Express e Volare, entrambe detenute da Alitalia spa, già commissariata. Il professor Augusto Fantozzi, già commissario di Alitalia, è stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Express e Volare.
07 May, 2008
Comunicazione Ricevuta il 6 Maggio.
Anche il Consiglio di Stato ci dà ragione
Nel 63mo anniversario della Liberazione, ci piace pensare che questa data, da oggi, non rappresenti solo l'uscita dell'Italia dalla dittatura nazifascista, ma per noi calabresi anche dall'oppressione mafiosa e dal più subdolo dispotismo burocratico-amministrativo di gruppuscoli e bande legate all'esercizio clientelare del voto che trovano linfa vitale nel sottosviluppo.
E' giusto di questi giorni la notizia che la IV sezione del Consiglio di Stato si è pronunciata avverso il ricorso in appello della Regione Calabria dopo la sentenza del Tar del Lazio che, riconoscendo l'inefficacia della delibera regionale istitutiva della Zps crotonese (come già il Tar Calabria), sospendeva di fatto l’esecutività del decreto ministeriale, presentato dall'ex ministro Pecoraro Scanio, che includeva nell'elenco delle Zps italiane anche quelle deliberate dalla Regione Calabria.
Ci vuole una bella faccia tosta a ricorrere in appello dopo ben tre pareri negativi (quello della IV Commissione regionale Ambiente, del Tar Calabria e del Tar Lazio) e armati di un'altra bufala come la riperimetrazione delle Zps commissionata dalla Regione all'Università della Calabria che non ne aveva la competenza e l'adeguata copertura finanziaria. In pratica una fotocopia, come la prima, senza alcun criterio di scientificità, senza rispettare i protocolli della Ue e soprattutto senza sentire le parti interessate (Comune, Provincia, Comunità montane, ecc.). Insomma, la famigerata Zps 'Foce del Neto-Alto Marchesato' non esiste, se non sulle loro carte ammuffite…. CONTINUA: http://www.comitatoeuroparadiso.it/2707/news/
17 April, 2008
Ecco alcuni messaggi che si occupano di politica, sono stati lasciati nella Bacheca Mesaggi invece del Blog, che consente piu' spazio per scriverci.
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Data invio |
April 14, 2008 |
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Nome Destinatario-a |
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Nome del mittente |
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Testo di soli 5 righi |
elettori d' italia che errore che avete fatto...l'italia nelle mani di chi non la ama e la vorrebbe divisa!!! |
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e.mail per contattarmi |
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Dimenticavo di dirti... |
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Data invio |
April 16, 2008 |
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Nome Destinatario-a |
All'autore del messaggio che precede |
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Nome del mittente |
Franco Panzarella |
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Testo di soli 5 righi |
Prima di sparare sentenze contro gli elettori, guarda le colpe che avete voi sulla coscienza: per 18 mesi avete aiutato Prodi a continuare la stessa politica di Berlusconi; avete votato 2 |
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e.mail per contattarmi |
Finanziare, massacrato lavoratori e |
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Dimenticavo di dirti... |
pensionati; avete appoggiato la guerra in Irak, Afganistan e occupato il Libano in difesa dei sionisti israeliani. Alla fine avete rinnegato anche la Falce Martello.. ... e ora dai la colpa agli elettori? | |
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Data invio |
April 16, 2008 |
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Nome Destinatario-a |
franco panzarella |
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Nome del mittente |
antonio |
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Testo di soli 5 righi |
bhe hai sbagliato persona,io sono cresciuto a pane falce e martello,quindi non lo rinnegherò mai.sono contrario a qualsiasi forma di violenza e il governo prodi |
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e.mail per contattarmi |
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Dimenticavo di dirti... |
certo non rispecchiava i miei ideali.ora l,italia sarà governata da chi non la ama(bossi).e non avremo neppure una vera opposizione..... | |
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Data invio |
April 16, 2008 |
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Nome Destinatario-a |
franco panzarella |
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Nome del mittente |
antonio |
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Testo di soli 5 righi |
...perchè in parlamento non ci saranno compagni...questo sarà un problema!!! |
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e.mail per contattarmi |
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Dimenticavo di dirti... |
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Data invio |
April 16, 2008 |
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Nome Destinatario-a |
Antonio |
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Nome del mittente |
Franco Panzarella |
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Testo di soli 5 righi |
Caro Antonio io mi riferivo ai vertici della Sinistra Arcobaleno non certo a chi come te, magari in buona fede, è stato ingannato da questi falsi comunisti. Un vero comunista l'opposizione la fa nelle |
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e.mail per contattarmi |
piazze lottando al fianco degli operai, dei |
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Dimenticavo di dirti... |
disoccupati, dei pensionati, studenti... e non nel parlamento a fare il cane da guardia della borghesia e dei capitalisti. Bertinotti, Diliberto & c. sono trotzkisti, ossia fanno finta di essere comunisti. | |
03 April, 2008
Siamo gia' in piena campagna elettorale, tutti predicano bene ma razzolano male, se mantenessero il solo 10 % delle promesse che fanno prima delle elezioni, l'Italia sarebbe il primo paese in Europa. In tutti i modi ognuno di noi alla fine si fa trascinare da questo o quel partito, o quel politico piu' convincente. Per questo senza dare preferenza a nessuno inseriamo il nostro sondaggio e vediamo i nostri utenti a chi daranno il loro voto. Ognuno puo votare una volta, vediamo se la tendenza dei visitatori di Pallacom riflette il risultato politico nazionale.Da notare, non ci interessa il vostro nominativo, ci interessa vedere a chi siete pronti a votare.
04 April, 2008
Ecco cosa scrive sul suo sito il compaesano Maurizio.:

Incredibile ma vero, sono stato bruciato sul tempo: un culo solo non basta più; per aver un voto, di culi ce ne vogliono almeno due. A contribuire in modo determinate a questa straordinaria conclusione è stata la politica del rilancio intrapresa dal duo delle meraviglie: Nanetto pelato e Uolterino u sceriffu.
Noi, grazie alla mediazione di un vecchio compagno che ha militato nel KGB, responsabile del settore panzane e propaganda, siamo entrati in possesso del programma rilancio dei due contendenti, e siamo quindi in grado di fornirvi le prossime mosse.
Dopo essersi rimpallati per giorni gli aumenti delle pensioni minime, da 516,00 Euro, ai mille e rotti; dopo le diminuzioni delle tasse, dal 46% al 30 %; dopo il ponte sullo stretto e il traforo marino che collegherà la Sardegna alla terra ferma (c’è indecisione se fargli fare il giro del mondo prima dell’uscita a Civitavecchia); dopo la proposta di santificazione della Binetti ad opera del PD e del bidé ad opera del PDL, ecco spuntare le ultime trovate.
31 marzo: Veltroni propone l’abolizione di 5000 leggi nel primo anno di governo; Berlusconi la cancellazione del codice di procedura penale e quella di Previti dalla faccia della terra.
1 aprile: Berlusconi propone l’abolizione dello shampoo (tanto a lui che cazzo gli serve!); Veltroni rilancia proponendo, oltre allo shampoo, anche l’abolizione del dentifricio e della pinzetta per i peli del naso.
2 aprile: Uolter in un momento d’azzardo, propone di spostare il Festival da Sanremo a San Gennaro; Berlusconi, propone di spostare Giuliani Ferrara a Ferrara, tanto come ampiezza non c’è molta differenza.
Lo stesso giorno, Berlusconi propone l’abolizione dell’ICI sulla seconda e terza casa, la prima l’aveva proposta nelle elezioni passate e tutti l’avevano preso per il culo; Veltroni per non essere da meno, propone l’abolizione delle cazzate di Biscardi, lo scudetto all’Inter, il biglietto su tutti i mezzi pubblici e il rotolo di carta igienica maxi da tutti i locali, perché occupa troppo spazio.
7 aprile: Berlusconi giura sulle veline che non toccherà i giornalisti della Rai sui avversari, in caso di vittoria, al che Michele Santoro si tocca le palle; Veltroni giura sulla Bindi (a proposito, ma che fine le hanno fatto fare?) che Emilio Fede, non solo è il miglior giocatore di poker del mondo, ma che lo farà diventare Direttore Generale di Tele Regina Coeli International.
10 aprile: Veltroni, in uno scatto d’altruismo, giura che lo stipendio da parlamentare lo devolverà in beneficenza alle Figlie Immacolate del Comunismo, impegnate nel recupero di vecchi reduci comunisti mai rassegnati alla scomparsa del PCI e la riduzione dei parlamentari a 50 elementi in tutto, nominati personalmente da lui dopo attenta analisi anticomunista. Berlusconi, volendo colpire gli elettori promette l’abolizione degli enti inutili, Parlamento, Magistratura e Guardia di Finanza, inoltre, annuncia l’acquisto dell’Alitalia da parte di un imprenditore greco, tal Icaro, noto per i suoi azzardi in volo.
11 aprile: colpo ad effetto di Berlusconi che propone, nel comizio di chiusura a Roma, alle 22,30, di sposare tutte le precarie, di accatastare a casa sua tutta l’immondizia di Napoli, e se non bastasse, portare personalmente a casa di ogni italiano le buste della spesa. Si, avete capito bene, le buste della spesa, piene; Veltroni, sorpreso dall’annuncio dell’avversario, fa sapere, appena in tempo, che si impegnerà a far vincere lo scudetto al Milan, all’Inter, alla Juve, al Torino, alla Fiorentina, al Napoli, al Palermo, alla Roma, alla Lazio, e se lo votano anche al Bari, malgrado militi in serie B. Inoltre, nei primi tre giorni di governo, aumenterà lo stipendio agli operai ultra ottantenni, alle zitelle more e a tutti coloro che hanno un fratello che si chiama Antonio o una sorella che si chiama Carmela, chi ce li ha entrambi, ha anche un bel culo; in più, recuperando su Berlusconi, promette le pulizie domestiche quotidiane e il cambio della lettiera a tutti coloro che hanno un animale domestico.
!4 aprile, ore 15,30, il responso dell’urna è chiaro: gli italiani li hanno mandati a cagare a tutti e due.
Maurizio Spezzano (Io non prometto una mazza)
05 March, 2008
Ricordo da bambino che durante le campagne politiche degli anni 70, per noi era un divertimento nel vero senso della parola, ci stava la macchina del buon'anima "Barese" che andava in giro con gli altoparlanti ad annunciare il comizio, gli angoli piu' vistosi venivano tappezzati con i manifesti vota questo e vota quello. I partiti politici cosi le sale facevano a gara a dare anche i "ciondolini con gli stemmi del partito", io li aprivo levavo il tutto ed inserivo una parte della figurina della Madonna del Carmine. Tanta carta e volantini che sembrava la prima neve di Dicembre. Infine alle ore 19.00 o alle 20.00 iniziava il comizio dal solito "Gaffio" scalinata di fronte Piazza Dante. Tutti in quel periodo venivano coccolati, compagni.... amici....pallagoresi....cittadini. Fino al voto, ed i piu' accaniti o meglio quelli che hanno avuto interesse di andare al comune, mettevano a disposizione anche le macchine per prendere o accompagnare quel voto all'urna. Quel voto, non la persona, uno di questi era mio nonno, che si vedeva arrivare la macchina del partito o di quelli del partito puntualamente per andare a votare, poi per tutti i giorni dopo fino alle prossime votazioni di quella macchina non si vedeva neanche l'ombra. Era questo il modo per arrivare al potere ( Il comune) dopodiche' se eri dalla loro parte stavi tranquillo, altrimenti ti rendevano la vita difficile, come se il Comune fosse una ditta privata. Sono passati molti anni tutti i Pallagoresi hanno capito che per non essere schiavi bisognava studiare, molti come me hanno dovuto lasciare il paese, perche' il nostro paesino rispecchia l'Italia, cioe' chi arriva a Roma o al Senato al Parlamento cura gli interessi solo dei famigliari ed amici, poco se ne fotte che l'italia con l'Euro forte e' piu' pezzente di prima, e si fa fatica ad arrivare a fine mese. Ognuno che va nelle poltrone locali o nazionali si fa i comodi suoi, si ricorda dell'elettore solo durante la campagna politica, poi si dimentica di nuovo, e cosi che l'Italia ancora va avanti? Ditemi che non e vero e mi sbaglio? Magari................
Eugenio Perri
01 March, 2008
Abbiamo il piacere di dedicare questo spazio alla politica, locale, nazionale ed estera. Insomma tutto politica. Ognuno puo' politicare come vuole o crede, purche' firmi quanto predica da questo spazio. Pallagorio.com, riserva il diritto di cancellare materiale calunnioso o diffamatorio verso qualcuno. Il parere espresso rispecchia il firmante, solo gli articoli con firma Pallacom, rispecchiano l'organizzazione del sito. Il sito e' indipendente, pertanto non dipendenti da nessuno ognuno puo' esprimere le sue idee. Pallacom. Per pubblicare su questa pagina invia il materiale a :politica
Apriamo questa sezione politica con un articolo inviato dal corrispondente da Prato F.Panzarella
La storia dell'8 Marzo
Col passare del tempo, gradualmente, la borghesia, grazie ai revisionisti, ai riformisti e ai rinnegati del comunismo, si è impadronita dell'8 Marzo, trasformandolo in una festa consumistica e individualista. Ma non per questo sono venuti meno i motivi per cui è stato istituito l'8 Marzo.
Cominciamo allora col rinverdire la memoria delle origini e della storia autentica della giornata internazionale delle donne che purtroppo sono ormai sconosciute alla stragrande maggioranza delle masse femminili e popolari, specie alle ragazze e ai ragazzi. Si scoprirà così che l'8 Marzo ha un'origine proletaria ed è strettamente legato alla lotta per l'emancipazione femminile e il socialismo.
La seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, (ancora non era avvenuta la scissione fra marxiste-leniniste e socialdemocratiche) tenutasi il 27 agosto del 1910, a cui parteciparono delegate di 14 paesi, decise, su proposta delle marxiste-leniniste russe ed europee ispirate da Lenin, l'istituzione di una giornata internazionale della donna da celebrarsi in una domenica fra febbraio e marzo. La storia del movimento operaio nazionale e internazionale ci tramanda che fu deciso di celebrare ogni anno nel mondo intero questa giornata in ricordo del martirio di 129 operaie della Cotton di New York morte nel 1908 nell'incendio della fabbrica in cui il padrone le aveva rinchiuse per rappresaglia. Questa Conferenza approvò una mozione, assunta poi come risoluzione, in cui si affermava: "In accordo con le organizzazioni di classe e sindacali del Proletariato, le donne socialiste di ogni nazione organizzano nei loro paesi ogni anno una giornata delle donne che in primo luogo serve come agitazione per il diritto di voto femminile. La richiesta deve essere considerata alla luce del suo rapporto con l'intera questione femminile espressa dalla concezione socialista.
La giornata della donna deve avere un carattere internazionale e deve essere preparata con ogni cura".
Già dal 1911, si registrano in varie parti del mondo manifestazioni e iniziative che celebrano questa giornata, ma ancora esse si svolgono in date diverse.
Fu la Conferenza delle donne comuniste, nel 1921, (oggi si direbbe marxiste-leniniste) a decidere che questa giornata fosse celebrata ogni anno, contemporaneamente in tutto il mondo, nella data dell'8 Marzo.
Il 14 giugno 1921, la II Conferenza delle donne comuniste (che si tiene sempre alla vigilia dei congressi dell'Internazionale comunista) e alla quale partecipano 82 delegate di 28 paesi, alla conclusione dei lavori "adotta la data dell'8 Marzo come Giornata internazionale dell'operaia, giorno della prima manifestazione delle operaie di Pietrogrado contro lo zarismo".
L'8 Marzo 1917 (23 febbraio secondo l'antico calendario giuliano), le donne di Pietrogrado infatti erano scese a centinaia di migliaia in piazza per rivendicare pane e pace. Fu talmente grande, coraggiosa e combattiva la loro azione che anche le forze repressive zariste non osarono intervenire. Quella manifestazione viene ricordata come la scintilla che diede fuoco alle polveri della rivoluzione di febbraio, preludio della Grande Rivoluzione d'Ottobre.
La scelta di quella data per celebrare la giornata internazionale delle donne sta dunque a significare il ruolo decisivo che le masse femminili hanno nella lotta politica e sociale, e quanto la lotta per la loro emancipazione sia legata indissolubilmente alla lotta di classe e alla lotta per il socialismo.
Per lungo tempo le masse femminili italiane e del mondo intero hanno celebrato l'8 Marzo ispirandosi direttamente all'Urss di Lenin e Stalin. Non poteva essere che così. Quel modello e quell'esperienza ispiravano giustamente le donne sfruttate e oppresse, come la Rivoluzione d'Ottobre, prima, e la Grande rivoluzione culturale proletaria cinese, poi, hanno ispirato il proletariato e la gioventù rivoluzionaria del mondo intero.
In Italia l'8 Marzo ha scandito a lungo la lotta delle masse femminili e dell'intero movimento operaio, antifascista e progressista del nostro paese.
Memorabile è l'8 Marzo del '43 quando le operaie e le lavoratrici dettero vita a una coraggiosa mobilitazione contro il nazifascismo che sfociò poi nella grande lotta di liberazione nazionale. Sotto il fascismo era vietato celebrare l'8 Marzo, e ancora nel secondo dopoguerra si denunciavano e perseguivano persino le donne che osavano distribuire la mimosa che dal 1946, su decisione dell'Unione donne italiane (UDI), era divenuto in Italia il fiore simbolo di questa giornata.
Ma le masse femminili italiane, con in testa le lavoratrici, hanno difeso con i denti l'8 Marzo, imponendo persino, per diversi anni, ai padroni e al governo che fosse concessa, almeno parzialmente, giornata festiva alle donne. Con l'esplosione del Sessantotto l'8 Marzo conosce poi un nuovo risveglio. Diventa occasione per grandi manifestazioni di piazza che ogni anno pongono all'attenzione le rivendicazioni femminili, dal diritto al lavoro e la parità salariale, ai servizi sociali, come gli asili nido e i consultori, ai diritti civili, come il divorzio e l'aborto.
Poi gradualmente, i revisionisti, i riformisti e i rinnegati del comunismo hanno svuotato l'8 Marzo di tutti i suoi contenuti proletari ed emancipatori offrendolo su un piatto d'argento alla classe dominante borghese e alla Chiesa cattolica che l'hanno sempre inviso e osteggiato, fino a giungere addirittura alla proposta di sopprimerlo.
Perciò oggi più che mai è necessario fare di tutto affinché questa grande bandiera rossa delle donne di tutto il mondo torni a sventolare con più forza di prima.
Franco Panzarella