Medea Domenico è nato a Pallagorio in provincia di Crotone. Si è trasferito a Firenze e si è laureato in Filosofia. Attualmente vive e lavora tra Lastra a Signa e Scandicci. Ama soprattutto la filosofia, leggere, la musica (col cruccio di non suonarla), il cinema e il teatro, viaggiare (si vanta di aver visitato non solo tutte le capitali europee ma anche le seconde città: ma questa forse è solo una promessa...) oltre alla passione per la cucina (specie per le “sue” contaminazioni tra i sapori del Sud e i piatti della cucina fiorentina). Ha sempre amato la scrittura ed in passato ha pubblicato tre racconti: L'errore (2000), Nel sabato di festa (2001), La chitarra di Santana (2003), tutti vincitori o finalisti di premi letterari. e.Mail di Domenico Medea Posta per Domenico medea
Il Romanzo: Protagonista della storia che narra la saga della sua famiglia è Andrea Reres, un giovane ingenuo ed idealista che convive con la domanda fondamentale della sua vita: “Chi è mio padre?”. Un giorno ritrova una lettera del Settecento firmata col suo stesso nome: era di un suo progenitore. Così Andrea, con fantasia romanzesca, intrusioni comiche e biografiche e con una “storica ricercazione”, comincia a costruire la storia della sua famiglia. Ne rintraccia i personaggi principali e si accorge come la sua storia coincida con quella di una intera comunità, con la rivendicazione della memoria e con qualche grido di passione civile per le terre del Sud così lontane ed esterne e spesso dimenticate dalla Storia, proprio come la sua Panume che non a caso nella sua lingua, parlata dai suoi abitanti di origine balcanica, significa “senza nome”. La saga famigliare dei Reres inizia così nel 1750 a Panume quando Fortunati muore in un duello e lancia la sua besa: dopo pochi mesi si “risveglia” dalla morte, per mantenere la sua promessa, la parola data alla madre. Oppure inizia nella Firenze di metà secolo scorso con Andrea Reres nonno che commemora il suo passato trovando l'amore. O forse nella Mosca odierna dove si reca lo stesso Andrea per cercare di scoprire la “verità” sulle vicende della sua famiglia. Andrea rintraccia la storia dei Reres nel corso dei secoli che vede seminare le loro vite in mezzo mondo: in America come in Russia, in Italia come in Germania, con incredibili incontri coi più svariati personaggi reali o immaginari: fieri mercanti di bestiame, i profumieri francesi Chanel, viaggiatori da grand tour come Norman Douglas, mafiosi, intendenti reali, emigrati australiani, capitani del re di Spagna, faccendieri irlandesi, vecchi “rivoluzionari comunisti” come Giancarlo Pajetta e infine Garry Kasparov, il celebre campione degli scacchi che qui è il casuale custode della “verità”, scritta su un opuscolo da uno scacchista muto appartenuto alla gloriosa scuola scacchistica calabrese. Il tutto come in una scacchiera, appunto, con personaggi e situazioni che si rincorrono in un tempo che sembra metafisico e sopseso e si intrecciano con i ricordi del giovane Andrea. Di generazione in generazione, di segreto in segreto, di promessa in promessa, con una sequela di amore, sconfitte, affari, sventure, successo, morte e “risvegli dal sanno mortale”. Alla fine Andrea scopre poco a poco come il villaggio di Panume, forse fondato da soldati provenienti dai Balcani che portano il suo nome, sia un microcosmo aperto al mondo e non solo un misero angolo di terra. E scopre soprattutto come la sua famiglia abbia generato personaggi ora ingenui ora affaristi, come Fortunati il “risvegliato” che scatena la besa più forte del tempo per salvare sua sorella, ora intraprendenti e testardi come Fortunato il Mericano, ora filosofi come Basilio, ora taciturni e ora falsamente rivoluzionari come Andrea il nonno. Fino a Maria Reres, la vera eroina antistorica per eccellenza, che pur donna prende in mano gli affari e i segreti della famiglia, negando a se stessa ogni sorta di frivolezza se non un ultimo irrevocabile “desiderio”: da assolvere come per capriccio durante una bufera di neve sebben giunta alla soglia dei cinquan'anni. Tutte figure sfuggenti e trasversali, legate da un destino comune e dal filo rosso delle piccole tartarughe scolpite nel legno, che compongono la scacchiera dei Reres, come se la famiglia fosse un unico personaggio dotato di una sua psicologia, di vita, morte, amore e coraggio, che però per la Storia pare non esistere proprio, mentre la promessa quella che sveglia i morti quella si che invece è vera, anzi....
L’editore: Le Promesse non muoiono mai è edito da Salento BOOKS/Edizioni Controluce-Besa di Nardò (LE), casa editrice che nasce con l'attenzione rivolta a quegli ambiti letterari che sono da sempre stati penalizzati dal grande circuito editoriale: il travaglio dei Balcani, il crogiolo multietnico del Mediterraneo, la solarità transnazionale del mondo ispanico dall'Europa alle Americhe. La casa editrice si propone, altresì, di valorizzare quelle aree di scrittura della narrativa italiana analogamente ignorate dal pubblico: proposte letterarie innovative e sovente alternative alle scuole consolidate, incluse quelle che si presentano come sperimentali o d'avanguardia.
Thursday, December 10, 2009
Ciao Eugenio, uso anche io il blog anche se mi dispiace perchè non ho notizie su Pallagorio. Purtroppo ci torno poco e non so molto sul nostro paese. Ti scrivo per ringraziarti per i comunicati sul mio Romanzo che metti sempre in evidenza: giuro a tutti che non ti ho pagato per questo servizio!!!! Colgo l'occasione per dirti che tramite le presentazioni de "Le Promesse Non Muoiono Mai" sto avendo modo di conoscere tante persone e di parlare del libro e quindi anche di Pallagorio. Visto che una tematica del libro è la (mancanza di) memoria storica, presentando il libro posso far conoscere la nostra regione e Pallagorio. Questo è un aspetto importante. Naturalmente quando presentiamo il romanzo si parla di tematiche più teoriche come i riferimenti letterari a cui mi accosto, la ri-definizione della forma romanzo, la questione civile del sud e della perdita di memoria storica. Ma ho modo anche di parlare dei riferimenti a Pallagorio e al sud Italia che ci sono nel romanzo: sai che a Scandicci di fronte ad una platea di cento persone e passa, il critico letterario ha introdotto la presentazione leggendo una poesia di Ofelia Giudicissi, la poetessa di Pallagorio che cito nel libro. E' stato molto importante, grazie a me un centinaio di toscani (c'erano solo quattro pallagoresi) ha conosciuto Ofelia che è una significativa poetessa! Insomma anche con queste cose posso dare una mano per far conoscere quel che abbiamo di buono, almeno nel settore culturale. e non solo: tramite le presentazioni seguite o precedute da momenti eno-gastonomici (come quella di Campi, di domani 10 dicembre) c'è anche la possibilità di bere e mangiare cibi della nostra tradizione che cito nel romanzo, come "pipi e patati" e il vino Cirò, anche questa è una cosa importante poichè possiamo promuovere una delle parti migliori della nostra terra: le tradizioni del buon mangiare che in Italia sono tante e se non le si promuovono restano dimenticate. Ti anticipo che prima di natale sarò a Labico col mio romanzo e a gennaio avrò una grande iniziativa con un pianista di fama a Firenze. Poi sto definendo per portare il mio libro, le nostre poetesse e le nostre pietanze ;-) in Francia, che cito più volte nel romanzo. Credo proprio che a questo punto allora dovrò venire anche a Melbourne?!?! Intanto saluta mio cugino Michele! Un abbraccio, Domenico.
Domenico Medea
Friday, December 4, 2009 (foto di E.P.)
Oggi apriamo una nuova sezione del sito dedicata agli scrittori e poeti di Pallagorio. Questa prima pagina riguarda Domenico Medea primo romanziere di Pallagorio nonche' corrispondente di Pallacom.
giovedì
10 dicembre 2009
Smugglers
Creek pub c/O IGigli Campi Bisenzio
(Fi)
ore 21,15 presentazione
de "Le
promesse non muoiono mai" Romanzo di Medea
Domenico Bese
Editrice Introduce: LeoMedea
letture di
MariaTeresa Santoro. ore 20.00 cena
calabrese
su su prenotazione allo 0558969671 (euro
20,00).
“Le Promesse non muoiono mai”
Romanzo di Medea Domenico
Besa Editrice
Andrea Reres è un giovane ingenuo e idealista che convive con la
domanda fondamentale della sua vita: “Chi è mio padre?” Un giorno ritrova una
lettera del Settecento firmata col suo stesso nome: era di un suo progenitore.
Così Andrea, con fantasia romanzesca, intrusioni comiche e biografiche e con una
“storica ricercazione”, comincia a costruire la storia della sua famiglia. Ne
rintraccia i personaggi principali e si accorge come la sua storia coincida con
quella di una intera comunità, con la rivendicazione della memoria e con qualche
grido di passione civile per le terre del Sud così lontane e spesso dimenticate
dalla Storia, proprio come la sua Panume che non a caso nella sua lingua,
parlata dai suoi abitanti di origine balcanica, significa “senza
nome”.
Domenico Medea vive a Firenze ed è nato a
Pallagorio, un piccolo borgo di origine arberesca, in provincia di
Crotone. Ha pubblicato tre racconti: L’errore (2000), Nel sabato
di festa (2001), La chitarra di Santana (2003), tutti vincitori o
finalisti di premi letterari.